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	<title>Cultura &#8211; Concadellacampania.info</title>
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	<description>Tutto ci&#242; che cerchi su Conca della Campania</description>
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		<title>Su un piego postale del 1811 dal sindaco di Conca al sottintendente di Gaeta annullato con bollo murattiano di Conca e stampato inclinato con iniziale grande di Sessa</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/31/12/2023/piego-postale-1811-sindaco-conca-sottintendente-gaeta/</link>
					<comments>https://www.concadellacampania.info/31/12/2023/piego-postale-1811-sindaco-conca-sottintendente-gaeta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego G. Di Salvo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Dec 2023 17:56:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.concadellacampania.info/?p=10782</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Con Diego G. Di Salvo scopriremo i particolari di un documento del 1811, recante un bollo napoleonico, spedito dal sindaco di Conca al sottintendente di Gaeta.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<p>Il recente ritrovamento di un documento postale inviato dal sindaco di Conca al sottintendente del distretto di Gaeta, ricevuto il 16 settembre 1811, suggerisce di condividere qualche riflessione sulla storia postale di Conca della Campania e sugli assetti istituzionali dell&#8217;epoca. Non prima, però, di aver tratteggiato un più generale quadro storico di riferimento.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>






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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Il decennio napoleonico del Regno di Napoli e la presenza dei francesi a Conca</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/giuseppe-napoleone-gioacchino-murat.jpg" alt="Da sinistra: Ritratto di Giuseppe Bonaparte di François Gérard del 1808 circa, Castello di Fontainebleau e Ritratto di Gioacchino Murat di François Gérard del 1811 circa, collezione privata." class="wp-image-10798" title="Su un piego postale del 1811 dal sindaco di Conca al sottintendente di Gaeta annullato con bollo murattiano di Conca e stampato inclinato con iniziale grande di Sessa" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/giuseppe-napoleone-gioacchino-murat.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/giuseppe-napoleone-gioacchino-murat-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/giuseppe-napoleone-gioacchino-murat-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Da sinistra: Ritratto di Giuseppe Bonaparte di François Gérard del 1808 circa, Castello di Fontainebleau e Ritratto di Gioacchino Murat di François Gérard del 1811 circa, collezione privata.</em></figcaption></figure>



<p>Dopo l’invasione del Regno di Napoli e la presa della Capitale partenopea il 15 febbraio 1806, Napoleone Bonaparte nominò il fratello Giuseppe re delle Due Sicilie il successivo 30 marzo. Il Regno, però, comprendeva la sola parte continentale, quella definita <em>“al di qua del faro&#8221; </em><a id="_ftnref1" href="#_ftn1">[1]</a>, mentre la Sicilia rimaneva ai Borbone sotto il protettorato inglese. Giuseppe Bonaparte governò fino all’8 luglio 1808, quando fu chiamato sul trono di Spagna. Gli successe Gioacchino Murat, incoronato il 1° agosto col nome di Gioacchino Napoleone <a id="_ftnref2" href="#_ftn2">[2]</a>, che regnò fino al trattato di Casalanza del 20 maggio 1815 <a id="_ftnref3" href="#_ftn3">[3]</a>.</p>



<p>Durante il “Decennio francese” fu avviata un’importante stagione di riforme: la feudalità venne abolita (legge n. 130 del 2 agosto 1806), così come gli ordini regolari (con conseguente ridistribuzione dei beni a essi riferibili). Furono istituiti un nuovo catasto onciario, l’imposta fondiaria e i registri dello stato civile. L’apparato amministrativo preesistente fu letteralmente spazzato via, sostituito da una struttura fortemente centralizzata che aveva il proprio fulcro nel ministro degli interni, rappresentato nelle province dall’intendente e nei distretti dai sottintendenti <a id="_ftnref4" href="#_ftn4">[4]</a>.</p>



<p>Per quanto riguarda la <strong>presenza francese a Conca</strong>, qualche notizia risulta dagli scritti storici del dottor Pietro Galdieri, pubblicati sulle pagine del Patto Costituzionale del 25 marzo e del 5 aprile 1880 <a id="_ftnref5" href="#_ftn5">[5]</a>:</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><em>&nbsp;“… l’antico castello cadeva già in collasso, e s’ebbe l’ultimo colpo dalla soldatesca francese, che vi venne accasermata durante il decennio napoleonico; la quale si fece a bruciarne porte, finestre, e mobiglia, distruggendo ogni storico ricordo delle passate signorie; nel tempo stesso che s’aboliva in diritto, per le leggi eversive del 1808, la stessa ragion feudale&#8221; </em><a id="_ftnref6" href="#_ftn6">[6]</a><em>.</em></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Un nuovo modo di governare il territorio</h3>



<p>Con la legge 8 agosto 1806 n. 132 “<em>Sulla</em> <em>divisione e amministrazione delle province”</em>, varata da Giuseppe Bonaparte, si ripartì il territorio del Regno di Napoli sulla base del modello francese, con l&#8217;istituzione di province, distretti e circondari in cui venivano ricompresi i comuni.</p>



<p>A questa prima legge, che riorganizzò la provincia di Terra di Lavoro nei distretti di S. Maria (nuovo capoluogo), Gaeta e Sora, ne seguirono altre due di dettaglio <a id="_ftnref7" href="#_ftn7">[7]</a>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la legge n. 272 dell’8 dicembre 1806, che indicava i governi, cioè i circondari di ciascun distretto;</li>



<li>la legge n. 14 del 19 gennaio 1807, che indicava i comuni ricompresi in ciascun circondario.</li>
</ul>



<p>Il circondario non aveva organi amministrativi, ma era sede di alcuni servizi pubblici tra i quali la giudicatura, ossia il primo livello giudiziario, con annesse carceri circondariali <a id="_ftnref8" href="#_ftn8">[8]</a>.</p>



<p>La citata legge 8 agosto 1806 n. 132 si occupò anche dell’ordinamento comunale, prevedendo che il decurionato – un organo deliberativo costituito da capofamiglia eletti tra coloro che erano iscritti nel ruolo delle contribuzioni – nominasse sindaco e due eletti, nonché discutesse sui conti da questi presentati alla fine di ogni anno. Al sindaco era affidata l’amministrazione in senso stretto, con l’assistenza di uno dei due eletti. All’altro spettavano compiti esclusivi in materia di polizia municipale e rurale.</p>



<p>La successiva legge 20 maggio 1808 n. 146 consentì l’accesso alle liste degli eleggibili alle cariche di decurione, sindaco ed eletto anche a chi esercitava una professione nelle arti liberali, a prescindere dal censo. In virtù di tale ultima riforma, la nomina del sindaco e degli eletti – sulla base di una terna di soggetti eleggibili proposta dal decurionato – era effettuata dal re o delegata agli intendenti nei comuni minori <a id="_ftnref9" href="#_ftn9">[9]</a>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Il distretto di Gaeta, gli accorpamenti di Conca e le attività istituzionali e postali</h3>



<p>Come visto, il distretto di Gaeta fu individuato quale ripartizione amministrativa della provincia di Terra di Lavoro nel Regno delle Due Sicilie dalla legge n. 132 dell’8 agosto 1806 <a id="_ftnref10" href="#_ftn10">[10]</a>. Con la successiva legge n. 272 dell’8 dicembre 1806, lo stesso distretto fu diviso in otto sotto livelli amministrativi detti circondari: Gaeta, Le Fratte, Traietto, Fondi, Teano, Carinola, Sessa e Roccamonfina <a id="_ftnref11" href="#_ftn11">[11]</a>.</p>



<p><strong>Con la legge n. 14 del 19 gennaio 1807 Conca venne inizialmente ricompresa nel circondario di Teano. Fu solo per effetto del successivo decreto n. 922 del 4 maggio 1811 che passò al circondario di Roccamonfina</strong> <a id="_ftnref12" href="#_ftn12">[12]</a>, cui rimase amministrativamente legata anche durante il Regno d’Italia <a id="_ftnref13" href="#_ftn13">[13]</a>.</p>



<p>A queste relazioni fra istituzioni, naturalmente, corrispondevano dei collegamenti postali. Per Conca, alcuni di essi sono indicati nel budget dell’Università <a id="_ftnref14" href="#_ftn14">[14]</a> per l’anno 1810:</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><em>“Per tanti corrieri straordinari che vengono continuamente spediti da moltissime autorità non meno per il corriere Procacciuolo che va due volte la settimana in Teano (si ammettono solo 6 ducati per Procacciuolo) = 25,60 ducati&#8221; </em><a id="_ftnref15" href="#_ftn15">[15]</a><em>.</em></p>



<p>Questa voce è la fotografia di un&#8217;intensa attività istituzionale del comune di Conca, tale che <em>“moltissime autorità”</em> chiedevano all’Ente di inviare corrieri straordinari per evadere la corrispondenza d’ufficio. Prima delle riforme amministrative francesi, i costi di questo corposo ricorso ai servizi postali erano a totale carico delle casse comunali. Ma a seguito del decreto emanato da Gioacchino Napoleone il 25 luglio 1810, le spese del sistema della posta interna <a id="_ftnref16" href="#_ftn16">[16]</a> (per corrieri, pedoni e procacciuoli) furono escluse dai budget dei comuni e riconosciute solo entro limiti predefiniti. Fu vietato espressamente a ogni autorità di comandare la spedizione di corrieri a spese dei comuni, chiedendosi che provvedessero personalmente e solo in casi urgenti. Chiunque trasgredisse pagava di tasca propria <a id="_ftnref17" href="#_ftn17">[17]</a>.</p>



<p>Il secondo dato interessante è il collegamento postale con Teano, che all’epoca era ancora il capoluogo del circondario di appartenenza di Conca. Nel budget si cita il <em>“corriere procacciulo che va due volte la settimana in Teano”.</em> In quel periodo i due centri erano collegati anche, e certamente in maniera più agevole, mediante il cammino traverso San Germano &#8211; Torricelle (contrada di Teano), lungo il quale c&#8217;era la <a href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/taverna-di-conca/#la-stazione-di-posta-presso-la-taverna-di-conca" data-type="page" data-id="10376">stazione di posta di Taverna di Conca</a>. Su questo percorso postale transitavano corrispondenza (mediante postiglioni e staffette), denaro, merci (mediante procacci) e passeggeri <a id="_ftnref18" href="#_ftn18">[18]</a>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Il dettaglio della lettera da Conca a Gaeta</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/piego-conca-gaeta-1811-nota-interna.jpg" alt="Piego postale da Conca a Gaeta del 1811 - nota interna" class="wp-image-10801" title="Su un piego postale del 1811 dal sindaco di Conca al sottintendente di Gaeta annullato con bollo murattiano di Conca e stampato inclinato con iniziale grande di Sessa" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/piego-conca-gaeta-1811-nota-interna.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/piego-conca-gaeta-1811-nota-interna-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/piego-conca-gaeta-1811-nota-interna-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Piego postale da Conca a Gaeta del 1811, particolare della nota interna.</em></figcaption></figure>



<p>Il documento in esame rappresenta un tassello importante negli studi per la ricostruzione della storia postale del comune di Conca della Campania <a id="_ftnref19" href="#_ftn19">[19]</a>. Il piego, che viaggiò in franchigia <a id="_ftnref20" href="#_ftn20">[20]</a> quale corrispondenza istituzionale, <strong>fu inviato dal sindaco pro tempore Giuseppe Paparelli</strong> <a id="_ftnref21" href="#_ftn21">[21]</a> <strong>al</strong> <strong>sottintendente del distretto di Gaeta, Tommaso Montaruli</strong> <a id="_ftnref22" href="#_ftn22">[22]</a>, giungendo a destinazione il 16 settembre 1811. Pur in assenza di un testo completo, la datazione è resa possibile dalla stesura di una nota interna a cura dello stesso sottintendente:</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><em>“16 7mbre 1811 Conca / Si conservi per ora / Montaruli&#8221; </em><a id="_ftnref23" href="#_ftn23">[23]</a>.</p>



<p>L’<strong>annullo postale di Sessa</strong> è del tipo lineare a stampatello inclinato con iniziale grande <a id="_ftnref24" href="#_ftn24">[24]</a>, impresso in colore bruno. L’associazione tra Sessa e Conca è spiegata dal fatto che sin dall’istituzione dell’officina di posta di Sessa nel 1810 <a id="_ftnref25" href="#_ftn25">[25]</a>, e almeno fino al 1875 <a id="_ftnref26" href="#_ftn26">[26]</a>, il riferimento postale per Conca fu proprio Sessa.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/piego-conca-gaeta-1811-bollo-sessa.jpg" alt="Piego postale da Conca a Gaeta del 1811, particolare del bollo lineare corsivo con iniziale grande di Sessa." class="wp-image-10804" title="Su un piego postale del 1811 dal sindaco di Conca al sottintendente di Gaeta annullato con bollo murattiano di Conca e stampato inclinato con iniziale grande di Sessa" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/piego-conca-gaeta-1811-bollo-sessa.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/piego-conca-gaeta-1811-bollo-sessa-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/piego-conca-gaeta-1811-bollo-sessa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Piego postale da Conca a Gaeta del 1811, particolare del bollo lineare corsivo con iniziale grande di Sessa.</em></figcaption></figure>



<p>Particolarità di questo documento è il colore bruno dell’inchiostro con cui fu impresso il timbro di Sessa. Il Vollmeier ne riporta l’impiego in epoca più tarda <a id="_ftnref27" href="#_ftn27">[27]</a>, riferendo esclusivamente l’uso di inchiostro nero nel periodo compreso tra l’8 febbraio 1811 e il 24 ottobre 1812 <a id="_ftnref28" href="#_ftn28">[28]</a>. Il piego, dunque, anticipa non di poco il <em>terminus a quo</em> dell’impiego del colore bruno per questo annullo.</p>



<p>Interessantissimo, poi, è il bollo del comune di Conca. Esso è caratterizzato dalla scritta ad arco in alto<strong> <em>“Comune di Conca”,</em> che sovrasta lo stemma minore del regno delle Due Sicilie sotto Gioacchino Murat</strong> <a id="_ftnref29" href="#_ftn29">[29]</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/piego-conca-gaeta-1811-bollo-conca.jpg" alt="Piego postale da Conca a Gaeta del 1811, particolare del bollo murattiano del comune di Conca." class="wp-image-10806" title="Su un piego postale del 1811 dal sindaco di Conca al sottintendente di Gaeta annullato con bollo murattiano di Conca e stampato inclinato con iniziale grande di Sessa" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/piego-conca-gaeta-1811-bollo-conca.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/piego-conca-gaeta-1811-bollo-conca-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2023/12/piego-conca-gaeta-1811-bollo-conca-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Piego postale da Conca a Gaeta del 1811, particolare del bollo murattiano del comune di Conca.</em></figcaption></figure>



<p>Pasquale Comparelli, in un’analisi dei timbri e stemmi del comune di Conca dal 1800 a oggi, ne riferisce l’uso nel 1812 <a id="_ftnref30" href="#_ftn30">[30]</a>. Nell’ottobre 1810, poi, bolli di identica foggia (San Pietro Infine <a id="_ftnref31" href="#_ftn31">[31]</a> e Carinola <a id="_ftnref32" href="#_ftn32">[32]</a>) compaiono impiegati in funzione “amministrativa” su alcuni certificati presenti nei registri dello stato civile di Conca.</p>



<p>Infine, bolli identici dei comuni di San Giovanni Incarico, Pico, Maranola e Mondragone <a id="_ftnref33" href="#_ftn33">[33]</a>, apposti in funzione “postale” come il Conca in esame, risultano senza data o utilizzati dopo il 16 settembre 1811.</p>



<p>Questa prima embrionale ricerca suggerisce come molto probabile l&#8217;impiego del bollo “murattiano” di Conca prima del settembre 1811. Tuttavia, almeno per il momento, è proprio il nostro piego a rappresentarne la testimonianza “postale” più remota.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Il bollo amministrativo murattiano di Conca come bollo di cancelleria comunale (postale)</h3>



<p>Osservando una cartina del sistema postale terrestre del Regno di Napoli, stratificatosi lungo il XVIII e i primissimi anni del XIX secolo, è evidente come i centri minori fossero esclusi dalla rete. </p>



<p>Presso Taverna di Conca, stando allo stato generale delle poste del Regno di Napoli del 1808, vi fu una stazione di posta dei cavalli almeno fino al 1820 <a id="_ftnref34" href="#_ftn34">[34]</a> ed è assai probabile che, quantomeno inizialmente, questo “presidio” servì anche per le esigenze postali locali. Resta il fatto, però, che Conca non ebbe mai un’officina di posta e l’ufficio postale locale fu aperto solo il 1° luglio 1878 <a id="_ftnref35" href="#_ftn35">[35]</a>.</p>



<p>Ad ogni modo, già a metà del XVIII secolo i piccoli comuni provvidero ciascuno per proprio conto o mediante sistemi associati – comunque a proprie spese – al ritiro e alla consegna della corrispondenza presso la tenenza <a id="_ftnref36" href="#_ftn36">[36]</a> competente per territorio. Detta consuetudine si rafforzò con il miglioramento della qualità delle strade, specialmente quelle secondarie più interne, divenendo col tempo un obbligo codificato a carico delle cancellerie comunali. Questo è quello che si conosce come servizio di “posta interna” <a id="_ftnref37" href="#_ftn37">[37]</a>, evidentemente interna alla singola tenenza.</p>



<p>Tale sistema continuò a funzionare anche durante i regni di Giuseppe Napoleone e Gioacchino Murat, ma con una rilevante novità: il servizio di trasporto e consegna alle cancellerie fu gestito direttamente dai corrieri dell’Amministrazione centrale e non più dai singoli comuni <a id="_ftnref38" href="#_ftn38">[38]</a>.</p>



<p>Dopo la Seconda Restaurazione borbonica, la posta interna e il ruolo in essa giocato dalle cancellerie comunali furono disciplinati dal R.D. n. 743 del 19 giugno 1817 <a id="_ftnref39" href="#_ftn39">[39]</a> e successivamente dal R.D. n. 1534 del 25 marzo 1819 <a id="_ftnref40" href="#_ftn40">[40]</a> con annesso Regolamento attuativo <a id="_ftnref41" href="#_ftn41">[41]</a>.</p>



<p>Tra le disposizioni relative alla posta interna, però, non ve ne sono che interessino le bollature delle cancellerie comunali, talché non è documentato un loro obbligo alla bollatura. Tuttavia, numerose furono quelle che lo fecero, per giunta nei modi più disparati: usando bolli creati <em>ad hoc</em>, impiegando bolli amministrativi o semplicemente scrivendo a mano il nome della località. Ci furono poi casi di officine soppresse che continuarono a usare i timbri che avevano avuto in dotazione.</p>



<p>A ben vedere, una sorta di traccia normativa può ritenersi la circolare del 12 agosto 1809 con cui il direttore di posta della provincia di Bari ordinava a ciascun responsabile di cancelleria comunale di annotare sulle lettere che <em>“sortano da codesto comune”</em> il nome della località di partenza <a id="_ftnref42" href="#_ftn42">[42]</a>.</p>



<p>In un quadro tanto incerto e stimolante per studiosi e appassionati di storia postale e locale, piace riportare la tesi di Salvatore D’Ambrosio <a id="_ftnref43" href="#_ftn43">[43]</a>. Egli sostiene che, nonostante l&#8217;uso sporadico su corrispondenza in partenza da Conca, il “murattiano” sia da considerare un bollo di cancelleria comunale. Al naturale interrogativo sul perché, quindi, il suo uso sia così raro, l’autore risponde che le cancellerie omettevano il bollo per mancanza di tempo o per dimenticanza (abbiamo appena visto che non si riscontra un vero e proprio obbligo di bollatura per le cancellerie); per distruzione della corrispondenza o perché, essendo il servizio a carico del comune, essa non veniva evasa per risparmiare. A testimonianza di ciò, faldoni colmi di reclami e punizioni conservati presso l&#8217;Archivio di Stato di Napoli.</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Note</h3>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Il faro è quello di Messina e le espressioni <em>«Reali dominii al di qua del Faro»</em> e <em>«Reali dominii al di là del Faro»</em> indicavano rispettivamente il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia.</p>



<p><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Cfr. Nino Cortese, <em>Gioacchino Murat, re di Napoli</em>, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell&#8217;Enciclopedia Italiana, 1933; Alfonso Scirocco, <em>Giuseppe Bonaparte, re di Napoli</em> in Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 57, 2001.</p>



<p><a id="_ftn3" href="#_ftnref3">[3]</a> Il trattato di Casalanza (casa Lanza era una tenuta nei pressi di Pastorano) fu stipulato tra l&#8217;esercito austriaco e quello napoletano di Gioacchino Murat, dopo la sconfitta nella battaglia di Tolentino. Con esso l&#8217;imperatore Francesco II d&#8217;Asburgo-Lorena riconsegnava all&#8217;alleato Ferdinando IV di Borbone il Regno di Napoli. Cfr. Domenico Spadoni, <em>Casalanza</em>, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell&#8217;Enciclopedia Italiana, 1931.</p>



<p><a href="#_ftnref4" id="_ftn4">[4]</a> Cfr. Aldo Di Biasio, <em>La riforma amministrativa nel processo di modernizzazione dello Stato avviato dai francesi nel Regno di Napoli &#8211; Gli atti del Consiglio Distrettuale di Gaeta, </em>in Aldo Di Biasio (a cura di),<em> Economia, società e politica in Terra di Lavoro e in Campania tra Ottocento e Novecento &#8211; Studi in memoria di Carmine Cimmino</em>, Luciano Editore, Napoli, 1998.</p>



<p><a id="_ftn5" href="#_ftnref5">[5]</a> Cfr. Pietro Galdieri, <em>Cenni Corografico – Storico – Statistici del Comune di Conca della Campania</em>, G. De Angelis e Figlio, Napoli, 1880.</p>



<p><a href="#_ftnref6" id="_ftn6">[6]</a> <em>Ivi</em>, pag. 10.</p>



<p><a href="#_ftnref7" id="_ftn7">[7]</a> Alla provincia di Terra di Lavoro furono sottratti tutti i territori che andarono a costituire la provincia di Napoli. La medesima legge spostò il capoluogo da Capua a S. Maria.</p>



<p><a href="#_ftnref8" id="_ftn8">[8]</a> Cfr. Diego G. Di Salvo, <em>Il giudicato circondariale di Roccamonfina</em>, in Pillole di Storia Postale dell’areale del Roccamonfina #6, Conca della Campania, 2023.</p>



<p><a href="#_ftnref9" id="_ftn9">[9]</a> Cfr. Idem, <em>Sindaci di Conca della Campania dal 1809 ad oggi, </em>concadellacampania.info, 2022.</p>



<p><a href="#_ftnref10" id="_ftn10">[10]</a> Cfr. <em>Supra</em> § Un nuovo modo di governare il territorio.</p>



<p><a href="#_ftnref11" id="_ftn11">[11]</a> Cfr. Salvatore D’Ambrosio, <em>Annullamenti di Terra di Lavoro</em>, Pesole s.n.c., Napoli, pag. 9.</p>



<p><a href="#_ftnref12" id="_ftn12">[12]</a> Cfr. <em>Ivi</em>, pag. 11.</p>



<p><a href="#_ftnref13" id="_ftn13">[13]</a> Cfr. <em>Ivi</em>, pag. 24.</p>



<p><a href="#_ftnref14" id="_ftn14">[14]</a> Con il termine università (<em>universitas</em>) era indicato il comune dell’Italia Meridionale.</p>



<p><a href="#_ftnref15" id="_ftn15">[15]</a> Aniello Parma, <em>Conca della Campania Storia Tradizioni e Immagini</em>, Nuove Edizioni Ciesseti, Napoli, 1985, pag. 59.</p>



<p><a id="_ftn16" href="#_ftnref16">[16]</a> Per la posta interna vedi <em>infra </em>§ <em>Il bollo amministrativo murattiano di Conca come bollo di cancelleria comunale (postale).</em></p>



<p><a href="#_ftnref17" id="_ftn17">[17]</a> Cfr. Paolo Vollmeier e Vito Mancini, <em>Storia Postale del Regno di Napoli dalle origini all’introduzione del francobollo</em>, Paolo Vollmeier Editore, Castagnola (Svizzera), 1996, Vol. II, pag. 843.</p>



<p><a id="_ftn18" href="#_ftnref18">[18]</a> Cfr. Diego G. Di Salvo e Gennaro Farinaro, <em><a href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/taverna-di-conca/" data-type="page" data-id="10376">La Taverna di Conca</a>, </em>concadellacampania.info, 2023.</p>



<p><a href="#_ftnref19" id="_ftn19">[19]</a> Conca mutò denominazione in Conca della Campania in forza del R.D. N. 977 del 09/11/1862, che entrò in vigore dal 20/12/1862.</p>



<p><a href="#_ftnref20" id="_ftn20">[20]</a> La franchigia postale è l’esenzione dal pagamento delle tasse postali.</p>



<p><a id="_ftn21" href="#_ftnref21">[21]</a><em> </em>Nel 1811 era sindaco di Conca Giuseppe Paparelli, probabilmente lo stesso che per 190 ducati ebbe in locazione dal principe Invitti il terreno di Stagli e la taverna in Conca centro in virtù di un <em>“istrumento”</em> del 2 gennaio 1819. Cfr. Diego G. Di Salvo<em>, <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/sindaci-di-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="8571">Sindaci di Conca della Campania dal 1809 ad oggi</a>, </em>cit.</p>



<p><a href="#_ftnref22" id="_ftn22">[22]</a> Cfr. Luigi Russo, <em>Consiglieri d’Intendenza di Terra di Lavoro nel Decennio francese</em> in Rivista di Terra di Lavoro – Bollettino on-line dell’Archivio di Stato di Caserta – Anno III, n° 1, aprile 2008, pag. 94.</p>



<p><a href="#_ftnref23" id="_ftn23">[23]</a> Il documento appartiene oggi alla collezione DDS Lab e proviene dalla collezione del noto studioso di storia postale di Terra di Lavoro Salvatore D’Ambrosio.</p>



<p><a href="#_ftnref24" id="_ftn24">[24]</a> Cfr. Paolo Vollmeier e Vito Mancini, <em>Storia Postale del Regno di Napoli dalle origini all’introduzione del francobollo</em>, cit., Vol. III, pag. 1352.</p>



<p><a id="_ftn25" href="#_ftnref25">[25]</a> Cfr. <em>Ibidem.</em></p>



<p><a href="#_ftnref26" id="_ftn26">[26]</a> Cfr. Amato Amati, <em>Dizionario Corografico dell’Italia</em>, Vol. III, Vallardi Editore, Milano, 1875, pag. 136; Mario Rasile, <em>Annullamenti e bolli postali e comunali dei centri dell’ex distretto di Gaeta dal periodo napoleonico al 1900</em>, Poligrafica Gaeta, 1981, pagg. 58 e 59.</p>



<p><a href="#_ftnref27" id="_ftn27">[27]</a> Per il rosso bruno l’intervallo indicato è dal 2/1815 al 6/3/1818. Per il bruno, invece, dal 20/4/1820 al 9/10/1824. Cfr. Paolo Vollmeier e Vito Mancini, <em>Storia Postale del Regno di Napoli dalle origini all’introduzione del francobollo</em>, cit., Vol. III, pag. 1352.</p>



<p><a href="#_ftnref28" id="_ftn28">[28]</a> Cfr. <em>Ibidem</em>.</p>



<p><a href="#_ftnref29" id="_ftn29">[29]</a> Il sigillo semplificato di Gioacchino Murat riprendeva quello semplificato del suo predecessore Giuseppe Bonaparte, definito dalla legge 8 dicembre 1806. Lo stemma era pensato per essere apposto su monete e decreti ed era caratterizzato dai seguenti elementi: nel 1° d&#8217;azzurro a due cornucopie d&#8217;oro decussate (Terra di Lavoro); nel 2° d&#8217;azzurro al delfino d&#8217;argento in palo (Otranto); nel 3° d&#8217;oro alla Trinacria al naturale (Sicilia); sul tutto l&#8217;aquila napoleonica. Cfr. Giacomo C. Bascapé e Marcello Del Piazzo, <em>Insegne e Simboli &#8211; Araldica Pubblica e Privata medievale e moderna</em>, Ministero per i beni culturali e ambientali, Roma, 1993, pagg. 892, 893 e 916.</p>



<p><a href="#_ftnref30" id="_ftn30">[30]</a> Pasquale Comparelli, <em>Cave di Conca storia tradizioni e fede popolare</em>, Conca della Campania, 2002, pag. 15.</p>



<p><a href="#_ftnref31" id="_ftn31">[31]</a> Per il Comune di San Pietro Infine 24/10/1810. Cfr. Lo Stato civile napoleonico e della restaurazione, Conca, 1810, Matrimoni, Notificazioni, Segnatura 142.10005, pag. 29.</p>



<p><a href="#_ftnref32" id="_ftn32">[32]</a> Per il Comune di Carinola 24/10/1810. Cfr. Lo Stato civile napoleonico e della restaurazione, Conca, 1810, Matrimoni, Notificazioni, Segnatura 142.10005, pag. 46.</p>



<p><a href="#_ftnref33" id="_ftn33">[33]</a> Cfr. Mario Rasile, <em>Annullamenti e bolli postali e comunali dei centri dell’ex distretto di Gaeta dal periodo napoleonico al 1900</em>, cit.</p>



<p><a id="_ftn34" href="#_ftnref34">[34]</a> Cfr. Diego G. Di Salvo e Gennaro Farinaro, <em>La Taverna di Conca, </em>cit.</p>



<p><a href="#_ftnref35" id="_ftn35">[35]</a> Cfr. Bullettino Postale N.7 del 1878.</p>



<p><a href="#_ftnref36" id="_ftn36">[36]</a> La tenenza era una porzione del territorio (provincia o distretto) sottoposta alla giurisdizione dell’affittatore che diventava ufficiale di posta e incamerava le tasse per il Fisco, secondo delle tariffe stabilite dal Corriere Maggiore con dispaccio reale. Cfr. P. Vollmeier e V. Mancini, <em>Storia Postale del Regno di Napoli dalle origini all’introduzione del francobollo</em>, Vol. I, cit., pag. 18.</p>



<p><a id="_ftn37" href="#_ftnref37">[37]</a> Cfr. P. Vollmeier e V. Mancini, <em>Storia Postale del Regno di Napoli dalle origini all’introduzione del francobollo</em>, Vol. I, cit., pag. 825; Giovanni Chiavarello, <em>Le bollature postali del Regno di Napoli dalla Restaurazione borbonica all’adozione dei francobolli (1815 &#8211; 1858)</em>, Edizioni Filateliche Internazionali, Napoli, 1971.</p>



<p><a href="#_ftnref38" id="_ftn38">[38]</a> Cfr. Gaetano Dello Buono, <em>Bollature e Annullamenti postali del Regno di Napoli</em>, Vignola (Modena), Vaccari, 2003, pag. 126; Paolo Vollmeier e Vito Mancini, <em>Storia Postale del Regno di Napoli dalle origini all’introduzione del francobollo</em>, Paolo Vollmeier Editore, Castagnola (Svizzera), 1996, Vol. II, pag. 843.</p>



<p><a href="#_ftnref39" id="_ftn39">[39]</a> R.D. n. 745 del 10 giugno 1817, Art. 1 “<em>I cancellieri comunali de’ luoghi situati nell’interno delle province, ne’ quali non trovasi stabilita una officina di posta, saranno incaricati di distribuire le lettere che verranno loro inviate da’ direttori, o dagli altri impiegati delle poste, e di riscuotere da’ destinatarj l’importo segnato sopra le medesime”.</em></p>



<p><a id="_ftn40" href="#_ftnref40">[40]</a> R.D. n. 1534 del 25 marzo 1819, Art. 6 <em>“I Comuni dell’interno delle Province sono serviti da’ Cancellieri Comunali per ciò che riguarda la spedizione e la distribuzione delle lettere secondo il nostro decreto de’ 10 giugno 1817”</em>.</p>



<p><a href="#_ftnref41" id="_ftn41">[41]</a> Cfr. Titolo III Capitolo IV del Regolamento attuativo del R.D. n. 1534 del 25 marzo 1819 <em>“Sulla diramazione delle lettere dalle Officine delle Province a’ Comuni de’ Circondarj delle Officine medesime: Sul giro, e sul servizio de’ Corrieri di posta interna”.</em></p>



<p><a href="#_ftnref42" id="_ftn42">[42]</a> Cfr. P. Vollmeier e V. Mancini, <em>Storia Postale del Regno di Napoli dalle origini all’introduzione del francobollo</em>, Vol. II, cit., pagg. 825 e 841.</p>



<p><a id="_ftn43" href="#_ftnref43">[43]</a> Salvatore D’Ambrosio, <em>Studi sulle Cancellerie Comunali (Postali) in Terra di Lavoro</em>, in preparazione.</p>
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		<title>Conca della Campania nel 1937/1938 secondo l’Annuario generale d’Italia e dell’Impero</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/17/08/2022/conca-della-campania-nel-1937-1938/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Aug 2022 13:09:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Riscopriamo le istituzioni, i servizi pubblici e le floride attività economiche presenti a Conca della Campania negli anni precedenti la seconda guerra mondiale.</p>
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<p>Grazie alle preziose informazioni statistiche e ai dati forniti dall’<strong>Annuario generale d’Italia e dell’Impero</strong> <a href="https://www.concadellacampania.info/29/01/2022/marche-municipali-conca-della-campania/#note1">(1)</a>, riscopriamo le istituzioni, i servizi pubblici e le floride attività economiche presenti a <strong>Conca della Campania</strong> negli anni precedenti la seconda guerra mondiale.</p>






<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="quando-nascono-le-marche-municipali-in-italia">Notizie Generali su Conca della Campania nel 1937/1938</h3>



<p><strong>Abitanti:</strong> 3219 (Conca Centro 634).</p>



<p><strong>Frazioni:</strong> <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/catailli-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="8520">Catailli</a>, <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/cave-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="6562">Cave</a>, <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/orchi-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="6167">Orchi</a>, <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/piantoli-vallecardi-tuoripunzi/" data-type="page" data-id="6783">Piantoli</a>, <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/vezzara-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="5798">Vezzara</a>.</p>



<p><strong>Prodotti:</strong> vino, <a href="https://www.concadellacampania.info/prodotti-tipici-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="5470">castagne</a>, olio, frutta, cereali, pascoli, legname di castagno e quercia, pali castagno per telegrafo e luce elettrica, pali per viti.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="quando-nascono-le-marche-municipali-in-italia"><strong>Servizi pubblici e istituzioni a Conca della Campania nel 1937/1938</strong></h3>



<p><strong>Stazione ferroviaria:</strong> Tora Presenzano (10 Km).</p>



<p><strong>Fiere:</strong> ultimo martedì di aprile e di settembre (bestiame).</p>



<p><strong>Mercati:</strong> ogni martedì.</p>



<p><strong>Ufficio Imposte Dirette:</strong> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sessa_Aurunca" target="_blank" rel="noopener">Sessa Aurunca</a>.</p>



<p><strong>Ufficio del Registro:</strong> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roccamonfina_(Italia)" target="_blank" rel="noopener">Roccamonfina</a>.</p>



<p><strong>Comando Tenenza Carabinieri Reali:</strong> Sessa Aurunca.</p>



<p><strong>Comando Stazione Carabinieri Reali:</strong> Roccamonfina.</p>



<p><strong>Scuole Elementari:</strong> fino alla classe 3^.</p>



<p><strong>Associazioni:</strong> Sezione Associazione Nazionale Combattenti, O.N.D. Comunale.</p>



<p><strong>Podestà:</strong> <a href="https://www.concadellacampania.info/11/09/2020/guido-bartoli-scrive-costanzo-ciano/" data-type="post" data-id="7301">Bartoli conte Guido</a>.</p>



<p><strong>Segretario:</strong> Tortora dott. Leandro.</p>



<p><strong>Parroci:</strong> <a href="https://www.concadellacampania.info/01/02/2021/cartolina-nuovo-organo-collegiata/#don-antonio-caprio">Caprio don Antonio</a>, Integlia don Filomeno, De Simone don Arnaldo, Regna don Nicolino, <a href="https://www.concadellacampania.info/26/05/2020/don-mariano-trapani/" data-type="post" data-id="6741">Trapani don Mariano</a>.</p>



<p><strong>Segretario del Fascio:</strong> Zezza prof. Vincenzo.</p>



<p><strong>Ufficiale Sanitario:</strong> Manco dott. Alberto.</p>



<p><strong>Conciliatore:</strong> Galdieri Gennaro.</p>



<p><strong>Esattore:</strong> Sarao Pasquale.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="quando-nascono-le-marche-municipali-in-italia"><strong>Industria, Commercio, Professioni e Artigianato a Conca della Campania nel 1937/1938</strong></h3>



<p><strong>Albergatori:</strong> Cubellotti Tommasina.</p>



<p><strong>Calzolai:</strong> Accinno Nicola, Imbriglio Alessandro, Faenza Gabriele, Giacchetta Attilio, Urgo(lo?) Giuseppe.</p>



<p><strong>Chincaglieri: </strong>De Felice Vittorio.</p>



<p><strong>Farmacisti:</strong> Antonone Riccardo.</p>



<p><strong>Frantoi:</strong> (Eserc.) Formigli Italo, Antonone Ortensio, Maccarone Giuseppe, Santangelo G.</p>



<p><strong>Illuminazione Elettrica:</strong> (Eserc.) Società della Campania.</p>



<p><strong>Legna e Carbone:</strong> (Negoz.) Albanese Ang.</p>



<p><strong>Levatrici:</strong> Gallo Erminia.</p>



<p><strong>Mediatori in generi diversi:</strong> Simeone G. – Errico G. – Riccio F.</p>



<p><strong>Medici Chirurghi:</strong> De Felice Raniero.</p>



<p><strong>Olio d’oliva e Vini:</strong> (Prod.) Bartoli Guido, De Simone Crescenzo, Perillo Gabriele.</p>



<p><strong>Parrucchieri:</strong> Urgolo Michele.</p>



<p><strong>Paste Alimentari:</strong> (Negoz.) Cubellotti Pasquale, Imbriglio Angelina, Simeone Alberto, Di Capasso Giacomo, Teolis Carmine.</p>



<p><strong>Sarte:</strong> Iannuccilli A.</p>



<p><strong>Sarti: </strong>Simeone Luigi, De Felice Seb.</p>



<p><strong>Tabaccai:</strong> Sarao Pasquale, Campopiano Ruggiero, Fusco Amalia, Imbriglio Angelo.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="note">Note</h3>



<p id="note1"><strong>[1] </strong>Annuario generale d&#8217;Italia e dell&#8217;Impero italiano, F.lli Pozzo, Torino, 1938, pag. 770.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le marche municipali emesse dal Comune di Conca della Campania</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/29/01/2022/marche-municipali-conca-della-campania/</link>
					<comments>https://www.concadellacampania.info/29/01/2022/marche-municipali-conca-della-campania/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego G. Di Salvo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2022 13:33:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.concadellacampania.info/?p=9868</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Breve excursus sulle marche municipali emesse dal Comune di Conca della Campania e sulle prime emissioni nell'areale del Roccamonfina.</p>
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<p>Le marche municipali sono valori emessi per il pagamento di un’imposta indiretta cartolare, detta appunto “imposta di bollo”. <a href="https://www.concadellacampania.info/29/01/2022/marche-municipali-conca-della-campania/#note1">(1)</a></p>



<p>Questo tributo ha origini antiche, addirittura preromane. In età moderna, tuttavia, la sua introduzione avvenne in Olanda nel corso del XVII secolo. La tradizione vuole che ad idearla sia stato un cittadino olandese all’esito di un concorso, indetto dagli Stati Generali per individuare un’imposta che garantisse un alto gettito senza essere troppo gravosa per i cittadini. <a href="https://www.concadellacampania.info/29/01/2022/marche-municipali-conca-della-campania/#note2">(2)</a></p>






<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="quando-nascono-le-marche-municipali-in-italia">Quando nascono le marche municipali in Italia</h3>



<p>Per quanto concerne il bel paese, l’introduzione delle marche municipali prende le mosse dalla <strong><a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1865-04-27&amp;atto.codiceRedazionale=065U2248&amp;tipoDettaglio=originario&amp;qId=&amp;tabID=0.3745484392933016&amp;title=Atto%20originario&amp;bloccoAggiornamentoBreadCrumb=true" target="_blank" rel="noopener">legge 20 marzo 1865, n. 2248</a> </strong>(legge Lanza o legge Ricasoli) per “l’unificazione amministrativa del Regno d’Italia”. <a href="https://www.concadellacampania.info/29/01/2022/marche-municipali-conca-della-campania/#note3">(3)</a></p>



<p>In attuazione della predetta legge, furono emanati il <strong><a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1865-06-12&amp;atto.codiceRedazionale=065U2321&amp;tipoDettaglio=originario&amp;qId=&amp;tabID=0.3745484392933016&amp;title=Atto%20originario&amp;bloccoAggiornamentoBreadCrumb=true" target="_blank" rel="noopener">Regio Decreto 8 giugno 1865 n° 2321</a></strong> (con il quale si approvava il regolamento esecutivo della Legge sull’Amministrazione comunale e provinciale) e il <strong><a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1865-11-17&amp;atto.codiceRedazionale=065U2602&amp;tipoDettaglio=originario&amp;qId=&amp;tabID=0.3745484392933016&amp;title=Atto%20originario&amp;bloccoAggiornamentoBreadCrumb=true" target="_blank" rel="noopener">Regio Decreto 15 novembre 1865 n°2602</a></strong> (per l’ordinamento dello stato civile).</p>



<p>Il R.D. n° 2321 del 1865 conteneva tra gli allegati la <strong>tabella n° 3</strong> con un <em>“Elenco descrittivo delle tasse e degli emolumenti che i segretari comunali sono autorizzati ad esigere per proprio conto per la spedizione degli atti infradesignati, oltre l’importo della carta bollata e del diritto di registro nei casi in cui questi sono prescritti dalla legge”.</em></p>



<p>Il R.D. n°2602 del 1865, invece, all’<strong>art. 145</strong> prevedeva che <em>“Per la spedizione delle copie, oltre alla spesa della carta bollata, l&#8217;ufficiale dello stato civile riscuote i seguenti diritti…”</em></p>



<p>L’impianto normativo citato non fa alcun riferimento alle marche, ma solo alle imposte che ufficiali di stato civile e segretari comunali sono chiamati a riscuotere. Questo spiega come mai alcuni municipi non emisero mai le marche e perché, tra quelli che le emisero, ci fu grande libertà di forme.</p>



<p>Ma perché, pur se non obbligati, tanti municipi decisero di adottarle? Carlo Diena, in uno dei primi studi sulle marche municipali italiane, pone innanzitutto l’accento sulla maggiore facilità di controllare, mediante l&#8217;apposizione delle marche, il pagamento dell’imposta di bollo. Dalle interviste ai primi impiegati chiamati all’utilizzo delle marche, l&#8217;autore rileva come si paghi più volentieri l’imposta se c’è un riscontro oggettivo. Chi paga è sicuro di non essere derubato. <a href="https://www.concadellacampania.info/29/01/2022/marche-municipali-conca-della-campania/#note4">(4)</a></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="le-prime-marche-municipali-emesse-nell-areale-del-roccamonfina"><strong>Le prime marche municipali emesse nell’areale del Roccamonfina</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marche-teano-roccamonfina.jpg" alt="Esempi di marche municipali emessa dai comuni di Teano (SX) e Roccamonfina (DX)" class="wp-image-9879" width="800" height="600" title="Esempi di marche municipali emessa dai comuni di Teano (SX) e Roccamonfina (DX)" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marche-teano-roccamonfina.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marche-teano-roccamonfina-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marche-teano-roccamonfina-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Esempi di marche municipali emesse dai comuni di Teano (SX) e Roccamonfina (DX)</figcaption></figure>



<p>Allo stato delle ricerche, risulta che nell’areale vulcanico di Roccamonfina i municipi ad aver adottato per primi le marche siano stati Teano e Roccamonfina.</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4 class="wp-block-heading" id="le-marche-municipali-di-teano">Le marche municipali di Teano</h4>



<p>Il Municipio di <strong>Teano</strong> introdusse le marche di riscontro intorno al 1883. Furono prodotti 4 valori da 22 X 27,5 mm su carta bianca gommata con dentellatura 11 ½ <a href="https://www.concadellacampania.info/29/01/2022/marche-municipali-conca-della-campania/#note5">(5)</a> Il valore era caratterizzato dallo stemma municipale riprodotto al centro. <a href="https://www.concadellacampania.info/29/01/2022/marche-municipali-conca-della-campania/#note6">(6)</a></p>



<ul class="wp-block-list"><li>20 cent. Verde</li><li>50 cent. Giallo Arancione</li><li>1 £ Rossiccio Viola</li><li>2 £ Blu Prussia</li></ul>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4 class="wp-block-heading" id="le-marche-municipali-di-roccamonfina">Le marche municipali di Roccamonfina</h4>



<p><strong>Roccamonfina</strong>, invece, intorno al 1887 emise 7 marche di riscontro da 25,5 x 30 mm su carta bianca gommata con lo stemma municipale al centro. Fu stampata sia una versione con dentellatura 11 ¾ che una senza dentellatura. <a href="https://www.concadellacampania.info/29/01/2022/marche-municipali-conca-della-campania/#note7">(7)</a></p>



<ul class="wp-block-list"><li>10 cent. Rosa rosso</li><li>20 cent. Verde</li><li>30 cent. Cannella&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</li><li>50 cent. Arancione&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</li><li>1 £ Lilla&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</li><li>2 £ Argento</li><li>5 £ Viola blu</li></ul>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="le-marche-municipali-di-conca-della-campania"><strong>Le marche municipali di Conca della Campania</strong></h3>



<p>Per quanto riguarda <strong><a href="https://www.concadellacampania.info/">Conca della Campania</a></strong>, non sono note marche di riscontro prodotte alla fine del XIX secolo. Il catalogo più completo <a href="https://www.concadellacampania.info/29/01/2022/marche-municipali-conca-della-campania/#note8">(8)</a> censisce 4 tipologie di marche, 3 delle quali personalizzate con la stampa del nome del comune ed una annullata con timbro comunale a doppio cerchio.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="525" height="700" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marca-conca-della-campania-1.jpg" alt="Marca municipale di Conca della Campania del periodo fascista" class="wp-image-9882" title="Marca municipale di Conca della Campania del periodo fascista" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marca-conca-della-campania-1.jpg 525w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marca-conca-della-campania-1-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px" /><figcaption>Marca municipale di Conca della Campania del periodo fascista</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>La più risalente (validità stimata 1920/1945) è riconducibile al periodo fascista, come può facilmente intuirsi dai fasci littori che ne caratterizzano la grafica.</p>



<p>Si tratta di una marca per diritti di segreteria del valore di 50 centesimi, di colore arancione e dentellatura 11.</p>
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</div>



<p>Nel periodo 1945/1970, gli uffici del <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="4793">Comune di Conca della Campania</a> utilizzarono almeno altre tre tipologie di marche.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="525" height="700" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marca-conca-della-campania-2.jpg" alt="Marca municipale di Conca della Campania del periodo successivo alla WW2" class="wp-image-9884" title="Marca municipale di Conca della Campania del periodo successivo alla WW2" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marca-conca-della-campania-2.jpg 525w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marca-conca-della-campania-2-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px" /><figcaption>Marca municipale di Conca della Campania del periodo successivo alla WW2</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>La prima che analizzeremo ha dimensioni 20 X 28 mm ed è di color castagna. Usata per diritti di segreteria con valore 25 lire, è realizzata su carta bianca ed ha dentellatura 11 ¼. </p>



<p>L’esemplare analizzato è stato annullato con un timbro dell’ufficio anagrafe.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="525" height="700" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marca-conca-della-campania-3.jpg" alt="Marca municipale di Conca della Campania in vigore nel periodo 1945/70" class="wp-image-9886" title="Marca municipale di Conca della Campania in vigore nel periodo 1945/70" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marca-conca-della-campania-3.jpg 525w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marca-conca-della-campania-3-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px" /><figcaption>Marca municipale di Conca della Campania in vigore nel periodo 1945/70</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>Il secondo tipo di marca ha dimensioni 18 X 25 mm ed è censito in una doppia variante di colore, marrone e rossiccio, sempre per uso diritti di segreteria da 25 lire. </p>



<p>La marca ha una dentellatura “a trattini” ed è Realizzata su carta bianca sottile. Due esemplari rossicci analizzati presentano annullo &#8220;Stato Civile&#8221;.</p>
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</div>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="525" height="700" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marca-conca-della-campania-4.jpg" alt="Marca municipale con timbro del Comune di Conca della Campania" class="wp-image-9887" title="Marca municipale con timbro del Comune di Conca della Campania" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marca-conca-della-campania-4.jpg 525w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2022/01/marca-conca-della-campania-4-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px" /><figcaption>Marca municipale con timbro del Comune di Conca della Campania</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>L’ultima marca non riporta il nome del comune stampato. Anch’essa da Lire 25 per uso diritti di segreteria, è annullata con timbro a doppio cerchio &#8220;Comune di Conca della Campania Provincia di Caserta&#8221;. </p>



<p>Di colore verde chiaro, misura 24 X 33,5 mm con dentellatura 11 ¼ ed è stata realizzata su carta bianca.</p>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="note">Note</h3>



<p id="note1"><strong>[1] </strong>Cfr. www.finanze.gov.it</p>



<p id="note2"><strong>[2]</strong> Cit.</p>



<p id="note3"><strong>[3]</strong> Cfr. M. Carlo Diena, <em>Le marche municipali d&#8217;Italia: dalla loro introduzione fino alla fine del 1881</em>, traduzione di Claudia Zanetti, Vaccari, Vignola (MO) 2002.</p>



<p id="note4"><strong>[4] </strong>Cit.</p>



<p id="note5"><strong>[5]</strong> La misura della dentellatura è espressa in numero di fori su 2 cm di bordo (www.fsfi.it).</p>



<p id="note6"><strong>[6]</strong> Cfr. Adolph Koeppel, <em>Italian Municipal Revenue Stamps</em>, Fiscal Philatelic Foundation Inc., New York 1999 &#8211; pag. 840.</p>



<p id="note7"><strong>[7]</strong> Cit. Pag. 703.</p>



<p id="note8"><strong>[8]</strong> Il catalogo è curato con passione da Leonardo Cavaliere su www.cavalierestamps.com</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Guardie Campestri di Conca della Campania denunciate al Prefetto nel 1893</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/23/09/2021/denuncia-guardie-campestri-conca-1893/</link>
					<comments>https://www.concadellacampania.info/23/09/2021/denuncia-guardie-campestri-conca-1893/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego G. Di Salvo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2021 16:18:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Conca Centro]]></category>
		<category><![CDATA[Galdieri]]></category>
		<category><![CDATA[Vezzara]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.concadellacampania.info/?p=9231</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Il 29 dicembre 1893 partì da Conca della Campania una denuncia al Prefetto di Terra di Lavoro per presunti abusi dalle Guardie Campestri di Conca della Campania.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<p>Il 29 dicembre 1893 <sub>[<a href="https://www.concadellacampania.info/23/09/2021/denuncia-guardie-campestri-conca-1893/#note1">1</a>]</sub> partì da <strong><a href="https://www.concadellacampania.info/">Conca della Campania</a></strong> una denuncia anonima <sub>[<a href="https://www.concadellacampania.info/23/09/2021/denuncia-guardie-campestri-conca-1893/#note2">2</a>]</sub> indirizzata al Prefetto di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Terra_di_Lavoro_(1860-1927)" target="_blank" rel="noopener">Terra di Lavoro</a> ed avente ad oggetto presunti abusi e delitti di vario genere compiuti dalle Guardie Campestri <sub>[<a href="https://www.concadellacampania.info/23/09/2021/denuncia-guardie-campestri-conca-1893/#note3">3</a>]</sub> di Conca della Campania <strong>Antonio De Angelis</strong> e <strong>Girolamo Zezza</strong>.</p>



<p>Con una missiva del 3 gennaio 1894 il Prefetto avv. <strong>Felice Segre</strong> chiese al Comandante dei Carabinieri Reali della Divisione di Caserta di verificare, punto per punto, i gravi fatti denunciati. La risposta del Comandante dei Carabinieri con l&#8217;esito delle indagini giunse a Caserta il 20 gennaio 1894.</p>






<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="assidua-frequentazione-di-pregiudicati-e-complicita-nei-furti">Assidua frequentazione di pregiudicati e complicità nei furti</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="497" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/guardie-campestri.jpg" alt="Guardie Campestri" class="wp-image-9469" title="Guardie Campestri" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/guardie-campestri.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/guardie-campestri-300x186.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/guardie-campestri-768x477.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Guardie Campestri</figcaption></figure>



<p>Il primo gruppo di fatti denunciati al Prefetto riguardava la frequentazione assidua di pregiudicati nonché la complicità diretta o la tolleranza di furti e prepotenze di ogni sorta.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>L’anonimo esordì denunciando le Guardie Campestri per aver armato dei pregiudicati, cui si accompagnavano spesso in battute di caccia anche in periodi non consentiti.<br><br>A riguardo i Carabinieri accertarono la effettiva passata frequentazione del pregiudicato Carmine De Ciccio, ma non trovarono riscontri circa le battute di caccia.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Il denunciante raccontò che nel 1883 &#8211; ben 10 anni prima della denuncia &#8211; le Guardie Campestri avevano sequestrato 10 pertiche rubate. Conoscendo l’autore del furto, non inviarono alla Pretura il corpo del reato, decidendo arbitrariamente di conservarlo presso un palazzo di Conca. Consapevole dell’abuso delle Guardie, il proprietario del palazzo non aveva voluto restituire le pertiche alle Guardie Campestri e queste <em>“con audacia senza pari”</em> lo citarono.<br><br>A riguardo, i Carabinieri accertarono che tanto la mancata denuncia del ladro quanto la mancata consegna del corpo del reato erano dipese dal fatto che il danneggiato non avesse sporto querela. Le pertiche erano effettivamente state depositate presso la casa del dottor Pietro Galdieri che, non volendole restituire al proprietario, fu citato innanzi al Conciliatore.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Nel 1891, sempre secondo il denunciante, in Via Piana le Guardie Campestri si erano rese complici di abigeato, coprendo il furto di 6 galline in danno di Simeone Vincenzo.<br><br>A tali fatti denunciati, però, i Carabinieri non trovarono alcun riscontro, riferendo che le Guardie Campestri non erano ritenute capaci di tali azioni.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Ulteriore episodio avvenne nel 1892: secondo la denuncia le Guardie sorpresero alcune persone a rubare dei tavoloni a Vincenzo Del Giudice e, dopo averle arrestate, le liberarono appropriandosi della refurtiva.<br><br>Ai Carabinieri risultò che, insospettiti dai rumori provenienti da un deposito, dove Vincenzo Del Giudice aveva dei grossi tavoloni ammassati, le Guardie si erano recate prontamente sul posto. Tuttavia, non avevano scorto nessuno né avevano accertato ammanchi di legname.</li></ul>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="sequestri-di-armi-da-fuoco">Sequestri di armi da fuoco</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/carta-intestata-municipio-conca-della-campania.jpg" alt="Estratto della risposta del Sindaco Paolo Emilio Galdieri al Prefetto di Terra di Lavoro" class="wp-image-9236" title="Estratto della risposta del Sindaco Paolo Emilio Galdieri al Prefetto di Terra di Lavoro" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/carta-intestata-municipio-conca-della-campania.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/carta-intestata-municipio-conca-della-campania-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/carta-intestata-municipio-conca-della-campania-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption> Estratto della risposta del Sindaco Paolo Emilio Galdieri al Prefetto di Terra di Lavoro</figcaption></figure>



<p>Nella lunga serie di fatti denunciati, particolare attenzione meritarono le presunte appropriazioni di armi da fuoco. A detta dell’anonimo, le Guardie Campestri avevano in più occasioni sequestrato armi da fuoco senza consegnarle alle autorità competenti. Su tali fatti, facendo seguito agli accertamenti dei Carabinieri, il Prefetto chiese ulteriori e specifici chiarimenti al <strong>Sindaco di Conca della Campania Paolo Emilio Galdieri</strong>.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>L’anonimo denunciò che nel 1891 le Guardie Campestri avevano sequestrato una rivoltella a Pasquale De Angelis, che l’asportava senza permesso a <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/vezzara-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="5798"><strong>Vezzara</strong></a>, appropriandosene.<br><br>I Carabinieri, tuttavia, accertarono come il sequestro della rivoltella non fosse opera delle Guardie bensì di alcuni giovani vezzaresi, con i quali il De Angelis aveva avuto una lite. I giovani avevano poi consegnato l’arma all’assessore Giuseppe Sensi, che l&#8217;aveva tenuta presso di sé senza consegnarla all’autorità competente.<br><br>Il Sindaco di Conca della Campania, richiesto a chiarimenti dal Prefetto, precisò che la rivoltella era stata consegnata all’assessore Giuseppe Sensi in sua assenza. La stessa arma era custodita dal Sindaco che aveva ritenuto di non denunciare il De Angelis poiché lo stesso era persona onesta, dedita al lavoro e dalla condotta irreprensibile.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Nel 1892, sempre secondo il denunciante, le Guardie Campestri sequestrarono altra rivoltella a Crescenzo Simone di Piantoli, che l’asportava senza licenza, appropriandosene senza consegnarla all’autorità competente.<br><br>I Carabinieri accertarono l’avvenuto sequestro, riportando al Prefetto una voce secondo la quale la pistola era inutilizzabile, ragion per cui essa era stata consegnata ad un certo Stefano Simone.<br><br>A riguardo, il Prefetto nulla ritenne chiedere al Sindaco.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Sempre a detta del denunciante, nel 1891 avvenne il sequestro di un’arma da fuoco a Pasquale Antonacci. Anche in questo caso le Guardie furono accusate di aver tenuto per loro l’arma.<br><br>I Carabinieri riferirono però che l&#8217;arma era stata ritrovata presso la cantina di Pasquale Cubellotti, ivi gettata da ignoti. La rivoltella era stata consegnata al Sindaco e solo successivamente si sospettò appartenesse a Pasquale Antonacci. Nulla di tutto ciò era stato riferito all’Autorità giudiziaria e la rivoltella era rimasta presso il Sindaco.<br><br>Il Sindaco confermò al Prefetto la circostanza del rinvenimento dell’arma presso la cantina di Pasquale Cubellotti e della sua provenienza ignota. Così come confermò che solo successivamente si sospettò che l’arma potesse essere di Pasquale Antonacci e che, non essendovene certezza, si ritenne di non inviarla all’Autorità giudiziaria.</li></ul>



<p>Circa la delicata questione delle armi da fuoco, il 2 febbraio 1894 il Prefetto scrisse in questi termini al Sindaco di Conca della Campania: <em>“Poiché V.S. non ne diede in tempo denuncia all’Autorità giudiziaria, veda se non sia il caso di restituire ai proprietari le due rivoltelle che sono presso V.S. …” </em><sub>[<a href="https://www.concadellacampania.info/23/09/2021/denuncia-guardie-campestri-conca-1893/#note4">4</a>]</sub></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="corruzione-concussione-ed-altri-abusi">Corruzione, concussione ed altri abusi</h3>



<ul class="wp-block-list"><li>Per il denunziate le Guardie Campestri ricevevano annualmente la somma di lire 100 da Alfonso Salvati e lire 50 da Vincenzo Del Giudice.<br><br>I Carabinieri dichiararono senza incertezze la totale insussistenza di queste accuse.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>A detta dell’anonimo, all’appaltatore del Dazio era stata elevata contravvenzione perché ancora aperto alle ore 17:00, mentre era stato tollerato che alcune “bettole” rimanessero aperte fino alle 22:00, col falso pretesto di un permesso speciale.<br><br>I Carabinieri dichiararono di aver accertato l’elevazione di una contravvenzione alle ore 19:15 del 19 dicembre 1893 nei confronti della cantiniera Angela Rozzi, per aver prolungato senza autorizzazione l’orario di chiusura. I Carabinieri fecero inoltre notare che l’appaltatore daziario Raffaele De Felice era “drudo” <sub>[<a href="https://www.concadellacampania.info/23/09/2021/denuncia-guardie-campestri-conca-1893/#note5">5</a>]</sub> della Rozzi ed aveva aperto il proprio ufficio daziario presso la sua cantina, col chiaro intento di consentirle la protrazione dell’orario di chiusura.</li></ul>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="indicazione-di-testimoni-a-sostegno-delle-accuse">Indicazione di testimoni a sostegno delle accuse</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/estratto-denuncia-guardie-campestri-1893.jpg" alt="Estratto della denuncia anonima" class="wp-image-9239" title="Estratto della denuncia anonima" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/estratto-denuncia-guardie-campestri-1893.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/estratto-denuncia-guardie-campestri-1893-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/estratto-denuncia-guardie-campestri-1893-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Estratto della denuncia anonima</figcaption></figure>



<p>L’anonimo denunziante, prefigurando che il Prefetto chiedesse ai Carabinieri di indagare, lo mise in guardia dai possibili inganni di una parte compiacente della popolazione di Vezzara, suggerendo all’uopo le persone da interrogare per verificare i fatti denunciati:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>Carlantonio De Felice, negoziante</li><li>Stefano Pagano, negoziante</li><li>Pasquale Sarao, segretario comunale</li><li>Dottor Pietro Galdieri</li><li>Antonio Saravo</li><li>Raffaele De Felice, appaltatore</li></ol>



<p><em>“E tutti gl’indipendenti del paese…”</em></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="chi-era-l-autore-della-denunzia-secondo-i-carabinieri">Chi era l’autore della denunzia secondo i Carabinieri?</h3>



<p>In chiusura della propria risposta a S.E. il Prefetto di Terra di Lavoro, il Maggiore Comandante della Divisione dei Carabinieri di Caserta esternò le proprie convinzioni circa la paternità della denuncia.</p>



<p><em>“Ritiensi che autore dell’anonimo sia precisamente il De Felice </em>[Raffaele n.d.r.]<em> che insieme al Dottor Pietro Galdieri ha l’abitudine di farne a carico di tutti”</em>. <sub>[<a href="https://www.concadellacampania.info/23/09/2021/denuncia-guardie-campestri-conca-1893/#note6">6</a>]</sub></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="note">Note</h3>



<p id="note1"><strong>[1] </strong>Il documento è datato 28 dicembre 1893 ma il timbro postale è del giorno successivo [Archivio di Stato di Caserta, fondo Prefettura Gabinetto, Busta 106 Fascicolo 1155]</p>



<p id="note2"><strong>[2]</strong> La formula usata per “giustificare” la natura anonima dello scritto merita di essere riportata testualmente: <em>“I denunziati servendosi di pregiudicati, ei R.R. C.C. non sapendo qui conservare il segreto d’ufficio, il reclamante raccomandandosi a V.S. Ill.ma non si coscrive”</em>. [Archivio di Stato di Caserta, fondo Prefettura Gabinetto, Busta 106 Fascicolo 1155]</p>



<p id="note3"><strong>[3]</strong> Già prima dell’Unità d’Italia la legge Rattazzi (Legge 23 ottobre 1859 n. 3702) diede ai comuni la possibilità di dotarsi di guardie proprie che vigilassero sul rispetto dei propri atti normativi, previa autorizzazione dei governatori provinciali. La disciplina preunitaria fu quindi estesa a tutto il Regno dalla Legge Ricasoli (Legge 20 marzo 1865, n. 2248). Con la legge 30 giugno 1889 n. 6144, fu previsto il rilascio della licenza di porto d&#8217;armi con tassa ridotta per le guardie, che furono distinte dagli agenti di pubblica sicurezza che dipendevano dal ministro dell&#8217;interno. [Cfr. Guardie delle province e dei comuni, it.wikipedia.org/wiki/Guardie_delle_province_e_dei_comuni]</p>



<p id="note4"><strong>[4] </strong>CFR. Archivio di Stato di Caserta, fondo Prefettura Gabinetto, Busta 106 Fascicolo 1155, nota del Prefetto a margine della risposta del Sindaco di Conca della Campania del 22 gennaio 1894.</p>



<p id="note5"><strong>[5]</strong> Espressione dispregiativa per Amante, usata anche al femminile <em>&#8220;druda&#8221;</em>.</p>



<p id="note6"><strong>[6]</strong> CFR. Archivio di Stato di Caserta, fondo Prefettura Gabinetto, Busta 106 Fascicolo 1155, Risposta del Comandante della Divisione dei Carabinieri di Caserta al Prefetto di Terra di Lavoro del 20 gennaio 1894.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="bibliografia-e-fonti">Bibliografia e Fonti</h3>



<ul class="wp-block-list"><li>Archivio di Stato di Caserta, fondo Prefettura Gabinetto, Busta 106 Fascicolo 1155</li><li>L&#8217;immagine delle guardie campestri è tratta da k9uominiecani.com</li></ul>
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		<item>
		<title>Lo scioglimento del Consiglio comunale di Conca della Campania nel 1876</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego G. Di Salvo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2021 09:06:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Galdieri]]></category>
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<p>Quella del 1876 fu una stagione politica molto travagliata a Conca della Campania. Cessato il mandato di Ernesto Santangelo, era necessario procedere alla nomina del nuovo Sindaco...</p>
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<p>Quella del 1876 fu una stagione politica molto travagliata a <a href="https://www.concadellacampania.info/">Conca della Campania</a>. Cessato il mandato di <strong>Ernesto Santangelo</strong>, era necessario procedere alla nomina del nuovo Sindaco [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota1">1</a>].</p>



<p>Con regio decreto del 12 marzo la nomina cadde su <strong>Bartolomeo Galdieri</strong> (nato l&#8217;8 luglio 1852 da Gennaro e Lucrezia Galdieri). La scelta governativa, però, non risultò gradita ad una consistente parte del Consiglio comunale, che reagì con le dimissioni di 3 assessori e 7 consiglieri [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota2">2</a>]:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th> <strong>Nome del dimissionario</strong></th><th> <strong>Carica</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td>Giuseppe Sensi</td><td>Assessore</td></tr><tr><td>Aquilino Galdieri</td><td>Assessore</td></tr><tr><td>Nicola Sarao</td><td>Assessore supplente</td></tr><tr><td>Ernesto Santangelo</td><td>Consigliere</td></tr><tr><td>Vincenzo Rosati</td><td>Consigliere</td></tr><tr><td>Giacinto Santangelo</td><td>Consigliere</td></tr><tr><td>Antonio Simone</td><td>Consigliere</td></tr><tr><td>Raffaele Simone</td><td>Consigliere</td></tr><tr><td>Pasquale de Simone</td><td>Consigliere</td></tr><tr><td>Pasquale Galdieri</td><td>Consigliere</td></tr></tbody></table><figcaption>Elenco dei Consiglieri dimissionari</figcaption></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>All’esito delle dimissioni il Consiglio comunale di Conca della Campania era ridotto a meno di 2/3 e l’Amministrazione risultava di fatto paralizzata.</p>






<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">I presunti disordini del 31 marzo 1876</h3>



<p>Il 31 marzo 1876 le autorità vennero allertate per presunti disordini a Conca dipendenti dalla nomina del nuovo Sindaco.</p>



<p>Tuttavia, dall’indagine condotta dal delegato di P.S. di Sessa Aurunca, <strong>Giovanni Bozza</strong>, non risultò nulla di serio. Un gruppo di persone [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota3">3</a>] si era recato a Conca per incontrare tanto il nuovo Sindaco, nella cui casa si festeggiò fino a tarda notte, che il consigliere provinciale <strong>Luca Galdieri</strong>. Nel pomeriggio, lo stesso gruppo di persone con il sindaco Bartolomeo Galdieri, si era trattenuto a discutere presso la farmacia di Ernesto Santangelo, sindaco uscente.</p>



<p>Nessun disordine, dunque, ma la situazione politica era assai tesa. Appresa la notizia della nomina a sindaco di Bartolomeo Galdieri, infatti, lo zio Luca aveva chiamato a raccolta i suoi Consiglieri fidati, invitandoli a dimettersi. Nello stesso tempo, <strong>Aquilino Galdieri</strong> (fratello di Luca) ed il neosindaco Bartolomeo Galdieri percorrevano in lungo ed in largo Conca e frazioni per incontrare, ciascuno per il proprio partito, i Consiglieri indecisi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le ragioni dello scontro politico</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/firme-bartolomeo-luca-galdieri.jpg" alt="Firme di Bartolomeo e Luca Galdieri" class="wp-image-9529" title="Firme di Bartolomeo e Luca Galdieri" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/firme-bartolomeo-luca-galdieri.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/firme-bartolomeo-luca-galdieri-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/firme-bartolomeo-luca-galdieri-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Le firme di Bartolomeo e Luca Galdieri, Archivio di Stato di Caserta</figcaption></figure>



<p>Sulla base di quanto riferito dal Delegato di P.S. al <strong>Sottoprefetto di Gaeta in Formia, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_Caracciolo_di_Sarno" target="_blank" rel="noopener">avv. Emilio Caracciolo di Sarno</a></strong>, il clima di ostilità politica verso il nuovo Sindaco era riconducibile alle comuni ambizioni dei protagonisti alla massima carica municipale. Ernesto Santangelo, ad esempio, si attendeva una riconferma; Aquilino Galdieri, invece, aveva ricevuto promesse in merito; Luca Galdieri, infine, non accettava che il nipote Bartolomeo fosse stato preferito al figlio Pasquale.</p>



<p>Ma a ben vedere, l’assedio politico a Bartolomeo Galdieri originava da altre ed irrisolte questioni; tant’è che nel chiudere il suo rapporto al Sottoprefetto di Gaeta, il Delegato di P.S condizionava la tempestiva uscita dall’<em>impasse</em> alla preventiva risoluzione delle <em>“quistioni d’interessi che fra entrambe famiglie esistono”</em>.</p>



<p>Qualcosa in più possiamo capire dalla relazione resa dal <strong>nuovo Sottoprefetto di Gaeta, cav. avv. Salvatore Correa</strong> [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota4">4</a>], al <strong><a href="http://www.prefettura.it/caserta/contenuti/Prefetti_della_provincia_di_caserta-37141.htm" target="_blank" rel="noopener">Prefetto di Terra di Lavoro, avv. Agostino Soragni</a></strong>, il 22 luglio 1876:</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><em>“La popolazione del <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/">Comune di Conca della Campania</a> è divisa in due partiti, uno capitanato dal Signor Luca Galdieri Consigliere Provinciale, l’altro da Bartolomeo Galdieri attuale Sindaco. Stretti in legami di parentela i due Galdieri sono grandemente divisi dall’ambizione volendo ambedue primeggiare e regolare l’amministrazione del Comune.</em><br><br><em>Prepotente e ricchissimo il primo, meno ricco più arrendevole alle mire governative il secondo, venne scelto Sindaco con Decreto del 12 Marzo ultimo nel corrente triennio. Questa nomina non risultò gradita al Galdieri Luca, poiché a quanto si dice, avendo egli proprietà limitrofe a quelle del Comune vorrebbe colla sua influenza condurre le cose in modo che il Comune stesso offrisse a lui in vendita tali proprietà per un prezzo inferiore al valore loro effettivo, ed anche sciogliere con tale acquisto tutte le questioni che il Galdieri Bartolomeo avrebbe ventilato per possibili usurpazioni dei beni comunali”</em> [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota5">5</a>].</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le elezioni straordinarie del 28 maggio 1876</h3>



<p>Falliti i tentativi di conciliazione tra le parti, il 28 maggio 1876 furono indette le elezioni straordinarie per la surrogazione dei Consiglieri dimissionari [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota6">6</a>]. <strong>I 120 elettori presenti riconfermarono tutti i consiglieri dimissionari</strong>:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th> <strong>Nome</strong></th><th> <strong>Professione</strong></th><th> <strong>Anni</strong></th><th> <strong>Voti</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td>Giuseppe Sensi, fu Gabriele</td><td>Possidente</td><td>47</td><td>110</td></tr><tr><td>Aquilino Galdieri, fu Pasquale</td><td>Possidente</td><td>40</td><td>110</td></tr><tr><td>Pasquale Galdieri di Luca</td><td>Possidente</td><td>28</td><td>108</td></tr><tr><td>Giacinto Santangelo, fu Gennaro</td><td>Notaio</td><td>61</td><td>107</td></tr><tr><td>Antonio Simone, fu Pasquale</td><td>Farmacista</td><td>52</td><td>105</td></tr><tr><td>Nicola Sarao, fu Carlantonio</td><td>Possidente</td><td>57</td><td>99</td></tr><tr><td>Vincenzo Rosati, fu Errico</td><td>Possidente</td><td>58</td><td>97</td></tr><tr><td>Pasquale Simone, fu Michele</td><td>Possidente</td><td>49</td><td>103</td></tr><tr><td>Raffaele Simone, di Domenico</td><td>Possidente</td><td>42</td><td>95</td></tr><tr><td>Ernesto Santangelo, fu Antonio</td><td>Farmacista</td><td>34</td><td>95</td></tr><tr><td>Giovanbattista Cinquegrana, fu Flaminio</td><td>Possidente</td><td>53</td><td>22</td></tr><tr><td>Decoroso Galdieri, fu Carlo</td><td>Possidente</td><td>55</td><td>22</td></tr><tr><td>Francesco Cinquegrana, di Domenico</td><td>Possidente</td><td>35</td><td>21</td></tr><tr><td>Anselmo Simone, fu Germano</td><td>Possidente</td><td>54</td><td>20</td></tr><tr><td>Antonio Galdieri, fu Bartolomeo</td><td>Possidente</td><td>72</td><td>18</td></tr><tr><td>Domenico Maccarone, di Giuseppe</td><td>Possidente</td><td>31</td><td>12</td></tr><tr><td>Arcangelo Cinquegrana, di Domenico</td><td>Possidente</td><td>33</td><td>11</td></tr><tr><td>Pietro Simeone, di Antonio</td><td>Possidente</td><td>30</td><td>9</td></tr><tr><td>Giovanni Pagano, di Filippo</td><td>Possidente</td><td>35</td><td>2</td></tr><tr><td>Pietro Galdieri, di Antonio</td><td>Possidente</td><td>24</td><td>2</td></tr><tr><td>Caparo Cazerro, fu Felice</td><td>Possidente domiciliato a Piccilli</td><td>72</td><td>2</td></tr></tbody></table><figcaption>Risultati delle elezioni straordinarie del 28 maggio 1876 per la surrogazione dei Consiglieri dimissionari</figcaption></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>I voti <em>“perduti”</em> furono 29.</p>



<p>Il sindaco Bartolomeo Galdieri si oppose al risultato elettorale, asserendo esservi almeno tre profili di irregolarità, ma ogni contestazione fu rigettata [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota7">7</a>].</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le seconde dimissioni del 28 giugno 1876</h3>



<p>Dopo aver atteso il 16 giugno che la Deputazione provinciale effettuasse la notifica agli eletti [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota8">8</a>], il 28 giugno 1876 i Consiglieri rieletti presentarono nuovamente le loro dimissioni:</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><em>“Noi sottoscritti dimettendoci ultimamente da Consiglieri del Comune di Conca della Campania speravamo che il Sindaco avrebbe imitato il nostro esempio, sapendosi dalla maggioranza del Consiglio e della Giunta osteggiato. Egli rimane invece imperturbato al suo posto…”</em></p>



<p>Ovviamente, veniva sottolineata l’importanza politica della precedente rielezione in blocco dei Consiglieri dimissionari:</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><strong><em>“…</em></strong><em>l’immensa maggioranza degli elettori giudicando fra noi e lui nelle ultime elezioni ne rinominava a consiglieri. La dimissione dunque del Sindaco è richiesta dal popolo tutto<strong>”</strong></em> [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota9">9</a>]<strong>.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Ministero dell’Interno chiede conto</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/pietro-lacava.jpg" alt="On. Pietro Lacava, segretario generale del Ministero dell’Interno nel 1876" class="wp-image-9502" title="On. Pietro Lacava, segretario generale del Ministero dell’Interno nel 1876" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/pietro-lacava.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/pietro-lacava-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/pietro-lacava-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>On. Pietro Lacava, segretario generale del Ministero dell’Interno nel 1876, basilicata.beniculturali.it</figcaption></figure>



<p>La crisi politica di Conca della Campania era cosa seria. Al Prefetto di Caserta scrisse anche il <strong>Segretario Generale del Ministero dell’Interno, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Lacava" target="_blank" rel="noopener">on. Pietro Lacava</a></strong>, chiedendo se vi fossero sviluppi rispetto all’ultima nota giunta a Roma il 20 aprile 1876.</p>



<p>Il Prefetto, illustrata la perdurante situazione di stallo, spiegò che a fronte delle seconde dimissioni vi erano due sole alternative: o il Sindaco decideva di dimettersi o si doveva procedere allo scioglimento del Consiglio comunale [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota10">10</a>].</p>



<p>Anche il sottoprefetto Correa, nella sua missiva del 22 luglio 1876 al Prefetto di Caserta, individuava nello scioglimento del Consiglio la via da percorrere per sbloccare la situazione:</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><em>“… sperando che la presenza di un abile Delegato Regio inviato sul luogo possa riuscire a concordare gli animi e a persuadere gli elettori che tali ambizioni si nutriscono col danno degl’interessi loro e si determinino a mandare al Consiglio elementi dai quali possa sorgere una disinteressata amministrazione, che faccia il bene di quel comune”</em> [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota5">5</a>].</p>



<p>Il 28 luglio 1876, pur dichiarando di non aver ancora abbandonato la speranza che il Sindaco potesse dimettersi, il Prefetto scrisse al Ministero riportando puntualmente l’analisi fatta dal Sottoprefetto e suggerendo come eventuale Delegato regio il segretario della Prefettura Pasquale Galatro [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota11">11</a>].</p>



<p>A complicare le cose vi era l’ulteriore imminente scadenza dalla carica di 1/5 dei Consiglieri e del Consigliere provinciale. Le relative elezioni si sarebbero dovute svolgere il 6 agosto 1876 [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota12">12</a>].</p>



<h3 class="wp-block-heading">Svanisce ogni speranza di compromesso</h3>



<p>Il 22 agosto 1876 il Prefetto di Caserta notificò al Ministero dell’Interno il definitivo fallimento dei tentativi di far fare un passo indietro al sindaco Bartolomeo Galdieri. Invitato per un’audizione, questi aveva preso ulteriormente tempo, dimostrando in tal modo di non volersi dimettere. Al Prefetto non rimase altro da fare che chiedere ufficialmente al Governo di sciogliere il Consiglio comunale di Conca della Campania [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota13">13</a>].</p>



<p>Intanto, il 1 settembre 1876, il Segretario Generale del Ministero dell’Interno chiese al Prefetto se fosse vero che il Sindaco di Conca della Campania avesse rassegnato le proprie dimissioni. Se ciò fosse stato vero, sarebbe venuta meno la ragione dello scioglimento [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota14">14</a>]. </p>



<p>Il 20 settembre il Sottoprefetto di Gaeta chiese nuovamente al Prefetto lo scioglimento del Consiglio. La situazione era paradossale: <strong>i Consiglieri dimissionari per la seconda volta erano stati tutti nuovamente rieletti nelle elezioni ordinarie</strong>. Ancora una volta, mancando la Giunta, la notifica dell’elezione sarebbe dovuta avvenire d’ufficio da parte della Deputazione provinciale. Ma il Sottoprefetto riferiva: <em>“Si ha certezza di credere &#8211; dice il Sottoprefetto &#8211; che procedendosi a tale proclamazione, i medesimi Consiglieri presenterebbero per la terza volta le loro dimissioni”</em> [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota15">15</a>].</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli abusi del Sindaco e l’Amministrazione in stato di abbandono</h3>



<p>Nella sua missiva al Prefetto del 20 settembre 1876, il sottoprefetto Correa descrisse una situazione disastrosa. Il Sindaco, assente per curare propri affari a Napoli, aveva dato disposizioni affinché la posta del Municipio fosse consegnata presso la sua abitazione di Conca. Qui, tutta la corrispondenza veniva aperta dai fratelli o da parenti del Sindaco e solo successivamente consegnata alla Segreteria comunale. Di lì a poco, inoltre, anche l’Assessore anziano si sarebbe assentato, con ciò lasciando insolute anche le pratiche più urgenti [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota15">15</a>].</p>



<h3 class="wp-block-heading">Lo scioglimento del Consiglio comunale e la nomina del Delegato regio</h3>



<p>Nell’udienza del 17 settembre 1876 S.M. Vittorio Emanuele II firmò il Decreto di scioglimento del Consiglio comunale di Conca della Campania, nominando <strong>Pasquale Galatro delegato straordinario</strong> per reggere l’Amministrazione fino all’insediamento del nuovo Consiglio [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota16">16</a>]. Nella missiva con cui informava il Sottoprefetto dell’avvenuto scioglimento e della nomina del Delegato, il Prefetto annunciava che lo stesso sarebbe giunto a Conca il 27 settembre e che avrebbe dato comunicazione al Consiglio del reale Decreto di scioglimento il seguente 28 settembre [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota17">17</a>].</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le dimissioni tardive di Bartolomeo Galdieri</h3>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/dimissioni-bartolomeo-galdieri.jpg" alt="La prima lettere di dimissioni di Bartolomeo Galdieri del 25 febbraio 1976" class="wp-image-9508" width="800" height="600" title="La prima lettere di dimissioni di Bartolomeo Galdieri del 25 febbraio 1976" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/dimissioni-bartolomeo-galdieri.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/dimissioni-bartolomeo-galdieri-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/dimissioni-bartolomeo-galdieri-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>La prima lettere di dimissioni di Bartolomeo Galdieri del 25 febbraio 1976, Archivio di Stato di Caserta</figcaption></figure>



<p>Dopo aver a lungo tergiversato, il sindaco Bartolomeo Galdieri il 25 settembre 1876 &#8211; a scioglimento oramai decretato &#8211; fece pervenire da Napoli le proprie dimissioni al Prefetto.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><em>“La dignità del sottoscritto, i tempi e gl’interessi di sua famiglia non gli permettono affrontare più oltre una guerra senza limiti e riscontro mossagli da gente piena di ambizione e di spudoratezza. Da ciò resasi critica la posizione del Municipio, né stando a cuore al sottoscritto contribuire alla provocazione di un provvedimento governativo che oltre al gravare d’ingenti spese il bilancio comunale, al certo recherebbe non lievi altri danni al paese, egli sente oggi la necessità di rassegnare, come rassegna alla S. V. Ill.ma le sue dimissioni da Sindaco di Conca della Campania”</em> [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota18">18</a>].</p>



<p>Bartolomeo Galdieri reiterò le proprie dimissioni al Prefetto con una seconda missiva datata 29 settembre 1876, in cui tentò di chiarire perché avesse ritardato la decisione, mostrandosi convinto di poter scongiurare lo scioglimento del Consiglio, avendo favorito il rientro delle dimissioni dei Consiglieri comunali a lui avversi.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><em>“Una lunga assenza dal paese ed un vivo desiderio di volere ultimare talune operazioni di amministrazioni pria di rassegnare le mie dimissioni mi hanno fatto indugiare ad adempiere alla promessa fattale.</em><br><em>Oggi però vedendo che per ultimare quelle operazioni si ha bisogno ancora del tempo ed io non desidero tenere ulteriormente indecisa la posizione di cose del mio Municipio, mi affretto a farle tenere qui unite le mie dimissioni, pregandola procurare perché i consiglieri del mio comune, cessata la ragione delle loro dimissioni, le ritirassero subito per così ricostituirsi il Consiglio e la Giunta Com.le”</em> [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota18">18</a>].</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nuovo Consiglio comunale</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/manifesto-indizione-elezioni.jpg" alt="Manifesto di indizione delle elezioni del 15 ottobre 1876 " class="wp-image-9515" title="Manifesto di indizione delle elezioni del 15 ottobre 1876 " srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/manifesto-indizione-elezioni.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/manifesto-indizione-elezioni-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/manifesto-indizione-elezioni-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Il manifesto di indizione delle elezioni del 15 ottobre 1876, Archivio di Stato di Caserta</figcaption></figure>



<p>Sciolto il Consiglio comunale, il 29 settembre 1876 il Delegato regio Pasquale Galatro indisse per il successivo 15 ottobre le elezioni per il rinnovo dello stesso.</p>



<p>Il 17 ottobre 1876, con l’insediamento del nuovo Consiglio e l’elezione della nuova Giunta, il Delegato regio cessò dalle proprie funzioni, affidando l’amministrazione all’Assessore anziano <strong>Giuseppe Sensi</strong> [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota19">19</a>].</p>



<p>All’esito delle elezioni, il nuovo Consiglio comunale di Conca della Campania risultava così composto [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota20">20</a>]:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th> <strong>Nome</strong></th><th> <strong>Età</strong></th><th> <strong>Professione</strong></th><th> <strong>Voti</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td>Galdieri Aquilino</td><td>40</td><td>Proprietario</td><td>103</td></tr><tr><td>Simone Antonio</td><td>52</td><td>Farmacista</td><td>100</td></tr><tr><td>Santangelo Ernesto</td><td>34</td><td>Proprietario</td><td>97</td></tr><tr><td>Simone Filippo</td><td>39</td><td>Notaro</td><td>87</td></tr><tr><td>Sensi Giuseppe</td><td>47<strong>*</strong></td><td>Proprietario</td><td>103</td></tr><tr><td>Santangelo Giacinto</td><td>61</td><td>Proprietario</td><td>102</td></tr><tr><td>De Ciccio Giuseppe</td><td>45</td><td>Medico</td><td>96</td></tr><tr><td>De Angelis Giuseppe</td><td>54</td><td>Proprietario</td><td>77</td></tr><tr><td>Galdieri Pasquale</td><td>28</td><td>Proprietario</td><td>103</td></tr><tr><td>Simone Pasquale</td><td>49</td><td>Proprietario</td><td>95</td></tr><tr><td>Cinquegrana Raffaele</td><td>46</td><td>Proprietario</td><td>98</td></tr><tr><td>Simone Raffaele</td><td>42</td><td>Proprietario</td><td>90</td></tr><tr><td>Sarao Nicola</td><td>57</td><td>Proprietario</td><td>97</td></tr><tr><td>Galdieri Vincenzo</td><td>56</td><td>Proprietario</td><td>94</td></tr><tr><td>Rosati Vincenzo</td><td>59</td><td>Proprietrio</td><td>99</td></tr></tbody></table><figcaption>La composizione del Consiglio comunale dopo le elezioni del 15 ottobre 1876</figcaption></figure>



<p class="has-small-font-size"><strong>*</strong> Nello schema originale venne erroneamente indicata l’età di anni 61. Giuseppe Sensi nacque il 1 Gennaio 1830 da Gabriele Sensi (32) e Donna Metilde de&#8217; Urgolo (40) [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota21">21</a>].</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>La Giunta municipale risultava così composta [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota20">20</a>]:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th> <strong>Nome</strong></th><th> <strong>Voti Ottenuti</strong></th><th> <strong>Carica</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td>Sensi Giuseppe</td><td>12</td><td>Assessore Anziano</td></tr><tr><td>Galdieri Aquilino</td><td>12</td><td>Assessore</td></tr><tr><td>Simone Pasquale</td><td>10</td><td>Assessore supplente</td></tr><tr><td>Sarao Nicola</td><td>9</td><td>Assessore supplente</td></tr></tbody></table><figcaption>La nuova Giunta comunale dopo le elezioni del 15 ottobre 1876 </figcaption></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Il discorso di Giuseppe Sensi al nuovo Consiglio</h3>



<p>Durante il primo Consiglio comunale, l’unico a prendere parola fu l’assessore anziano Giuseppe Sensi. Il suo discorso colpì favorevolmente il Sottoprefetto e di riflesso il Prefetto, che ancor più da questo momento lo ritennero, senza troppi misteri, il più idoneo ad essere nominato nuovo Sindaco di Conca della Campania.</p>



<p>Dopo una lunga ed estenuante contesa politica, a cui lui non era rimasto estraneo, Giuseppe Sensi chiedeva ai colleghi Consiglieri di appoggiare l’Amministrazione per il bene del paese. Auspicava lo sviluppo del commercio, anche mediante la costruzione e la cura delle strade rotabili; la diffusione della pubblica istruzione, necessaria per la moralizzazione della massa popolare; riteneva possibile una diminuzione dei balzelli in considerazione della buona salute finanziaria dell’Ente [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota22">22</a>].</p>



<h3 class="wp-block-heading">Verso la nomina del nuovo Sindaco</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/proposte-nomina-sindaco.jpg" alt="Consiglieri proposti per la nomina a Sindaco di Conca della Campania nel 1876, Archivio di Stato Caserta" class="wp-image-9526" title="Consiglieri proposti per la nomina a Sindaco di Conca della Campania nel 1876, Archivio di Stato Caserta" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/proposte-nomina-sindaco.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/proposte-nomina-sindaco-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/proposte-nomina-sindaco-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption> Consiglieri proposti per la nomina a Sindaco di Conca della Campania nel 1876, Archivio di Stato Caserta</figcaption></figure>



<p>Ad oltre 3 mesi dall’elezione del Consiglio comunale, il 30 gennaio 1877 il Prefetto di Caserta scriveva al Sottoprefetto di Gaeta per conoscere quali fossero gli attuali equilibri politici, ciò al fine di fornire le giuste indicazioni al Governo per la nomina del nuovo Sindaco [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota23">23</a>].</p>



<p>Con nota del 19 febbraio 1877 dalla Sottoprefettura giunse una didascalica risposta:</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><em>“L’Amministrazione Comunale di Conca della Campania procede ora regolarmente, con l’intendimento di vantaggiare gl’interessi del paese.</em><br><em>I partiti si sono quietati ed il Consiglio intero è animato dalle migliori intenzioni”</em> [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota24">24</a>].</p>



<p>Dovendo proporre, a margine del modulo di elencazione dei componenti il nuovo Consiglio comunale, una terna di nominativi idonei alla carica di Sindaco, ecco cosa scrisse il sottoprefetto di Gaeta cav. avv. Salvatore Correa [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota20">20</a>]:</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><strong>Sensi Giuseppe </strong>&#8211; <em>“Attualmente Assessore anziano. Uomo conciliante appartenente al partito progressista, e fa di fatto progredire l’Amministrazione. Ha introdotto una Cassa di Risparmio. Ha nella sua gestione sistemata l’Amministrazione comunale colle proprie entrate ed ha esonerato i Comunisti (qui inteso come abitanti del comune n.d.r.) di diversi balzelli. Fa progredire le scuole e si occupa molto della viabilità. Si occupa pure dei regolamenti di polizia e d’igiene e la sua nomina risulterebbe gradita”</em>.<br><br><strong>Galdieri Aquilino </strong>&#8211; <em>“Ricco proprietario di Conca. Uomo di buoni sentimenti e potrebbe fare un’ottima Amministrazione per la sua alta posizione sociale e grande influenza che esercita nel Comune e nei dintorni”</em>.<br><br><strong>Simone Pasquale</strong> &#8211;<strong> <em>“</em></strong><em>E’ ottima persona di discreti sentimenti politici. Proprietario, potrebbe riuscire nell’esercizio delle funzioni di Sindaco”</em>.<br><br><em>“Propongo a preferenza il Sensi come più adatto alle funzioni di Sindaco per le sue qualità personali”</em>.</p>



<p>Ecco invece il parere reso dal prefetto di Terra di Lavoro avv. Agostino Soragni:</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><em>“Appoggio la proposta del Sottoprefetto avendo il Sensi dato prova di essere un ottimo e zelante amministratore e di godere il pienissimo appoggio del Consiglio e del popolo” </em>[<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota20">20</a>].</p>



<p>Il Prefetto ribadì la propria preferenza anche nella missiva del 14 luglio 1877 indirizzata al Ministero dell’Interno:</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><em>“Per provvedere alla carica di Sindaco del Comune di Conca della Campania mi onoro proporre alla S.V., conformemente all’avviso del Sig. Sottoprefetto di Formia, il Sig. Sensi Giuseppe che da qualche tempo ne esercita assai lodevolmente le funzioni”</em> [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota25">25</a>].</p>



<p>Nonostante Prefetto e Sottoprefetto avessero chiaramente manifestato le loro preferenze per Giuseppe Sensi, dal Segretario Generale del Ministero dell’Interno on. Pietro Lacava giunse una richiesta di parere sull’eventuale nomina di Pasquale Galdieri:</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f7f8"><em>“Persona autorevole mi indicherebbe come opportuna la nomina del <strong>Signor Pasquale Galdieri</strong> a Sindaco del Comune di Conca della Campania.</em> <em>Prego la S.V. di manifestarmi se è dello stesso avviso”</em> [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota26">26</a>].</p>



<p>Il Prefetto dichiarò di ritenere validissimi tanto Pasquale che Aquilino Galdieri, ma tornò ad insistere su Giuseppe Sensi, non solo per le qualità amministrative dimostrate quale Assessore anziano, ma anche perché molto ben visto sia dal Consiglio che dalla popolazione [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota27">27</a>].</p>



<p>Resta un mistero chi fosse il tanto autorevole <em>sponsor</em> di Pasquale Galdieri.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi è il nuovo Sindaco di Conca della Campania?</h3>



<p>Purtroppo, l’unità archivistica consultata non ci offre documenti che indichino incontrovertibilmente il nome del nuovo Sindaco di Conca della Campania.</p>



<p>C’è però da dire che il Calendario Generale del Regno d’Italia per l’anno 1878 non riporta il nome del Sindaco [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota28">28</a>]. Ora, poiché questa pubblicazione andava in stampa con i dati fermi alla fine dell’anno precedente o al massimo ai primi mesi dell’anno interessato, è facile dedurre che almeno fino a tutto il 1877 il nuovo sindaco non era stato ancora nominato e che Giuseppe Sensi, da Assessore anziano, continuasse a svolgere le funzioni di Sindaco.</p>



<p>Se da una parte l’esigenza di assicurare un’amministrazione stabile ed efficiente, specie dopo una fase politica tanto travagliata per il paese, faceva propendere per Giuseppe Sensi, logiche di partito, per dir così, spingevano verso la nomina di Pasquale Galdieri.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/funerali-vittorio-emanuele-II.jpg" alt="funerali di Vittorio Emanuele II al Pantheon" class="wp-image-9521" title="funerali di Vittorio Emanuele II al Pantheon" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/funerali-vittorio-emanuele-II.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/funerali-vittorio-emanuele-II-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/08/funerali-vittorio-emanuele-II-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>I funerali di Vittorio Emanuele II al Pantheon, rerumromanarum.com </figcaption></figure>



<p>E fu proprio quest’ultimo a presenziare, in rappresentanza del Comune di Conca della Campania, ai funerali del re Vittorio Emanuele II a Roma il 17 gennaio 1878 [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota29">29</a>]. Nell’elencazione delle presenze in Gazzetta Ufficiale, però, questi non venne indicato come Sindaco, anche se è possibile si trattò di un refuso.</p>



<p>E’ invece certo che Pasquale Galdieri fu sindaco di Conca della Campania per gli anni 1879 e 1880 [<a href="https://www.concadellacampania.info/27/08/2021/scioglimento-consiglio-comunale-1876/#nota30">30</a>].</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Note</h3>



<p id="nota1"><strong>[1]</strong> Per il disposto della legge 23 ottobre 1859 n. 3702 “Legge Rattazzi” e della successiva legge 22 marzo 1865 n. 2248 “Legge Lanza” il sindaco era nominato dal re tra i consiglieri comunali. La carica era triennale e poteva essere riconfermata se il sindaco era ancora consigliere.</p>



<p id="nota2"><strong>[2]</strong> Le dimissioni furono indirizzate al Sottoprefetto di Gaeta e recavano la data del 22 marzo 1876. A queste seguì l’8 aprile la notizia al Prefetto da parte del Maggiore comandante i Carabinieri della provincia, che riferiva di dimissioni rassegnate il 3 aprile. In tale ultimo senso anche la comunicazione riassuntiva della vicenda resa dal Sottoprefetto di Gaeta al Prefetto di Terra di Lavoro in data 22 luglio 1876. Cfr. Carabinieri Reali Legione di Napoli Provincia di Caserta n° 2321 dell’8 aprile 1876 e Sotto-Prefettura del Circondario di Gaeta in Formia del 22 luglio 1876, riscontro alla nota n° 505-4 Prefettura Gabinetto, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826</p>



<p id="nota3"><strong>[3]</strong> Tra i presenti il Pretore, il Ricevitore ed il Cancelliere di Roccamonfina; il cav. avv. Amore.</p>



<p id="nota4"><strong>[4]</strong> La nomina a Sottoprefetto di Gaeta del cav. avv. Salvatore Correa avvenne nel maggio 1876. Cfr. Un esempio della burocrazia nel Regno d&#8217;Italia. Le schede biografiche dei consiglieri delegati (1887), Vincenzo G. Pacifici, Scuola Superiore Amministrazione dell&#8217;Interno, 2014, pag. 71.</p>



<p id="nota5"><strong>[5]</strong> Cfr. Sotto-Prefettura del Circondario di Gaeta in Formia del 22 luglio 1876, riscontro alla nota n° 505-4 Prefettura Gabinetto, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota6"><strong>[6]</strong> Il Consiglio comunale non aveva i numeri per prendere atto delle dimissioni, né la Giunta per indire nuove elezioni. La presa d&#8217;atto delle dimissioni, però, veniva considerata atto puramente formale, anche in virtù della decisione del Consiglio di Stato dell&#8217;8 aprile 1874. Per questi motivi, si ritenne di poter procedere all’indizione di elezioni di surrogazione. All’indizione avrebbe dovuto provvedere la Giunta, anch’essa dimissionaria. Si applicò in via analogica l’art. 26 del Regolamento per l‘esecuzione della legge comunale e all’indizione delle elezioni provvide la Deputazione Provinciale (organo esecutivo della Provincia composto da membri eletti nel Consiglio provinciale e presieduta dal Prefetto) con provvedimento del 4 maggio 1876. Cfr. Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota7"><strong>[7]</strong> Bartolomeo Galdieri innanzitutto ritenne dover contestare i voti di Pasquale Galdieri di Luca, visto che nel Comune c’era un Pasquale Galdieri di Vincenzo. In secondo luogo, contestava essere avvenuta una nuova numerazione delle schede, ciò essendo vietato dalla legge. In ultimo, lamentava che il voto non fosse stato spontaneo. Quaranta analfabeti erano presentati nelle liste elettorali e dunque costoro dipendevano da altri per la compilazione delle schede di voto.</p>



<p>Circa la prima contestazione, si rispose che l’omonimo da tempo non dimorava più a Conca e non era elettore del Comune. Vi era poi il fatto che tutti i Consiglieri dimissionari erano stati rieletti. Appariva quanto mai singolare che gli elettori avessero voluto rieleggere tutti i dimissionari tranne Pasquale Galdieri, preferendo al suo posto un omonimo.</p>



<p>Circa la seconda contestazione, si precisava di non aver provveduto ad un nuovo scrutinio ma unicamente a <em>“numerare soltanto quante fossero le schede che segnavano la paternità del Signor Pasquale Galdieri e quante no, quantunque da pria non fussero messe separate”</em>.</p>



<p>Circa la terza contestazione, si osservava che le liste elettorali erano state approvate dalla Prefettura e che nessuna pressione sugli elettori era avvenuta nella sala elettorale.</p>



<p>Vale la pena ricordare che il Collegio che curò le attività elettorali era così composto (eletti nelle operazioni preliminari alle successive operazioni di voto per il rinnovo del Consiglio comunale):</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th> <strong>Nome</strong></th><th> <strong>Anni</strong></th><th> <strong>Voti</strong></th><th> <strong>Carica</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td>Giuseppe Sensi</td><td>47</td><td>98</td><td>Presidente</td></tr><tr><td><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_De_Simone" target="_blank" rel="noopener">Giuseppe De Simone</a><strong>*</strong></td><td>33</td><td>97</td><td>Scrutatore</td></tr><tr><td>Luca Galdieri</td><td>56</td><td>95</td><td>Scrutatore</td></tr><tr><td>Giacinto Santangelo</td><td>61</td><td>89</td><td>Scrutatore</td></tr><tr><td>Pasquale Sarao</td><td>38</td><td>89</td><td>Scrutatore</td></tr><tr><td><a href="https://www.concadellacampania.info/storia-conca-della-campania/dottor-giuseppe-nicastro/" data-type="page" data-id="8365">Giuseppe Nicastro</a></td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td><td>Segretario</td></tr></tbody></table><figcaption>La composizione del Collegio Elettorale </figcaption></figure>



<p class="has-small-font-size">Cfr. Verbale per la nomina dell&#8217;Ufficio definitivo e per l&#8217;elezione dei Consiglieri Comunali di Conca della Campania nell&#8217;elezione straordinaria del 28 maggio 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.<br><br><strong>*</strong>Giuseppe De Simone era residente a Tora e rivestiva, come Luca Galdieri, la carica di Consigliere provinciale. Era inoltre genero di Luca Galdieri per averne sposato la figlia Giuseppa Serafina il 30 maggio 1869.</p>



<p id="nota8"><strong>[8]</strong> In mancanza della Giunta, la notifica fu disposta dalla Deputazione provinciale su richiesta del Prefetto. Cfr. Prefettura di Terra di Lavoro, prot. 13541 del 16 giugno 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota9"><strong>[9]</strong> Cfr. Prefettura di Terra Di Lavoro, prot. 19837 del 7 luglio 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota10"><strong>[10]</strong> Cfr. Ministero dell’Interno Segreteria Generale n° 16316 &#8211; 38 del 4 luglio 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota11"><strong>[11]</strong> Cfr. Prefettura della Provincia di Terra di Lavoro Prot. N. 505-5 del 28 luglio 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota12"><strong>[12]</strong> Cfr. Sottoprefettura del Circondario di Gaeta in Formia Prot. N. 5355 del 2 agosto 1876, riscontro alla nota 505-4 della Prefettura del 24 luglio 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota13"><strong>[13]</strong> Cfr. Prefettura della Provincia di Terra di Lavoro Prot. N. 505-7 del 22 agosto 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota14"><strong>[14]</strong> Cfr. Ministero dell’Interno Segreteria Generale n° 16216 &#8211; 14 del 1 settembre 1876, riscontro al foglio della Prefettura di Caserta n. 505-5 del 22 agosto 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota15"><strong>[15]</strong> Cfr. Sottoprefettura del Circondario di Gaeta in Formia Prot. N. 8808 del 20 settembre 1876, riscontro alla nota 505-4 della Prefettura del 24 luglio 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota16"><strong>[16]</strong> Cfr. Ministero dell’Interno Segreteria Generale n° 16216 &#8211; 14 del 21 settembre 1876, riscontro al foglio della Prefettura di Caserta n. 505-5 del 22 agosto 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota17"><strong>[17]</strong> Cfr. Prefettura della Provincia di Terra di Lavoro Prot. N. 505-9 del 23 settembre 1876, riscontro a Sottoprefettura del Circondario di Gaeta in Formia Prot. N. 8808 del 20 settembre 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota18"><strong>[18]</strong> Cfr. Dimissioni di Bartolomeo Galdieri da Sindaco di Conca della Campania, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota19"><strong>[19]</strong> Cfr. Prefettura della Provincia di Terra di Lavoro Prot. N. 84 del 24 gennaio 1877, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota20"><strong>[20]</strong> Cfr. Prospetto riepilogativo del Consiglio e della Giunta comunali di Conca della Campania all’esito delle elezioni del 15 ottobre 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota21"><strong>[21]</strong> Cfr. Registro degli atti dello stato civile del Comune di Conca in dl.antenati.san.beniculturali.it, nati, 1830, 142.4303, immagine 1.</p>



<p id="nota22"><strong>[22]</strong> Cfr. Sottoprefettura del Circondario di Gaeta in Formia Prot. N. 421 del 22 gennaio 1877, riscontro alla nota 505-10 della Prefettura del 29 ottobre 1876, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota23"><strong>[23]</strong> Cfr. Prefettura della Provincia di Terra di Lavoro Prot. N. 84-1 del 30 gennaio 1877, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota24"><strong>[24]</strong> Cfr. Sottoprefettura del Circondario di Gaeta in Formia nota del 19 gennaio 1877, riscontro alla nota 84 della Prefettura del 30 gennaio 1877, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota25"><strong>[25]</strong> Cfr. Prefettura della Provincia di Terra di Lavoro Prot. N. 84-9 del 14 luglio 1877, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota26"><strong>[26]</strong> Cfr. Ministero dell’Interno Segreteria Generale n° 16316 – 98 108724 del 21 luglio 1877, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota27"><strong>[27]</strong> Cfr. Prefettura della Provincia di Terra di Lavoro Prot. N. 84-10 del 27 luglio 1877, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota28"><strong>[28]</strong> Cfr. Prefettura della Provincia di Terra di Lavoro Prot. N. 84-10 del 27 luglio 1877, Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826.</p>



<p id="nota29"><strong>[29]</strong> Cfr. Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, supplemento al n.14 del 18 gennaio 1878</p>



<p id="nota30"><strong>[30]</strong> Cfr. Calendario Generale del Regno D&#8217;Italia pel 1879, Tipografia Elzeviriana, Roma, 1879 e Calendario Generale del Regno D&#8217;Italia pel 1880, Tipografia Elzeviriana, Roma, 1880.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Bibliografia e Fonti</h3>



<ul class="wp-block-list"><li>Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura Gabinetto, Busta 75, Fascicolo 826</li><li>Legge 23 ottobre 1859 n. 3702 c.d. “Legge Rattazzi” e ss. Modificazioni</li><li>Un esempio della burocrazia nel Regno d&#8217;Italia. Le schede biografiche dei consiglieri delegati (1887), Vincenzo G. Pacifici, Scuola Superiore Amministrazione dell&#8217;Interno, 2014</li><li>Prefettura.it/caserta</li><li>Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, supplemento al n.14 del 18 gennaio 1878</li><li>Calendario Generale del Regno D&#8217;Italia, Tipografia Elzeviriana, Roma.</li><li>dl.antenati.san.beniculturali.it</li></ul>
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		<title>Scaramucce politiche a Vezzara e nomina del sindaco di Conca della Campania nel 1910</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/23/07/2021/scaramucce-politiche-nomina-sindaco-1910/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego G. Di Salvo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2021 06:51:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Galdieri]]></category>
		<category><![CDATA[Vezzara]]></category>
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<p>Durante l’estate del 1910 è in corso la campagna elettorale per le elezioni amministrative a Conca della Campania. La sera del 26 luglio, alle ore 19:30 circa, il sindaco uscente...</p>
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<p>Nell’estate del 1910 è in corso la campagna elettorale per le elezioni amministrative a <a href="https://www.concadellacampania.info/">Conca della Campania</a>. La sera del 26 luglio, alle ore 19:30 circa, il sindaco in carica <strong>cav. Paolo Emilio Galdieri</strong> tiene un pubblico comizio nella <strong><a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/vezzara-conca-della-campania/">frazione Vezzara</a></strong>.</p>



<p>Durante il comizio, il ventiduenne vezzarese <strong>Giuseppe Sangiovanni</strong> acclama l’oratore con un <em>“viva la famiglia Galdieri”</em>.</p>



<p>In risposta a tanto entusiasmo, il trentasettenne <strong>Carlo De Ciccio</strong>, anch&#8217;egli di Vezzara, assesta un colpo di frusta a Giuseppe Sangiovanni, che reagisce con un pugno. Nonostante i duri colpi, nessuno dei due riporta serie conseguenze.</p>



<p>Impossibilitato a valutare la reale importanza del fatto e per evitare degenerazioni, il sindaco Galdieri, dopo aver urlato <em>“sono io il delegato di P.S.”</em>, chiama a sé le guardie Antonio De Caprio, Antonio Campopiano e Giacomo Rocchi e rincorre Carlo De Ciccio per arrestarlo. L’arresto tuttavia fallisce, poiché il De Ciccio riesce a dileguarsi.</p>



<p>La sera del 28 luglio Carlo De Ciccio si presenta spontaneamente alle autorità e sporge a sua volta denuncia contro il sindaco Paolo Emilio Galdieri, accusandolo di averlo minacciato con una rivoltella.</p>



<p>In una missiva dell’8 agosto 1910 il Sottoprefetto di Gaeta riferisce al Prefetto di Caserta che, sulla base delle indagini condotte, quanto denunciato dal De Ciccio non trova alcun riscontro testimoniale.</p>



<p>Della vicenda viene comunque interessato il Pretore di Roccamonfina per lo svolgimento di ulteriori indagini. [1]</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La nomina del sindaco di Conca nel 1910</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/timbro-municipio-conca-della-campania.jpg" alt="Timbro del Municipio di Conca della Campania nel 1910" class="wp-image-9088" width="800" height="600" title="Timbro del Municipio di Conca della Campania nel 1910" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/timbro-municipio-conca-della-campania.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/timbro-municipio-conca-della-campania-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/timbro-municipio-conca-della-campania-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Timbro del Municipio di Conca della Campania nel 1910</figcaption></figure>



<p>All&#8217;esito delle elezioni amministrative, domenica 24 agosto 1910 alle ore 9:30 in seduta pubblica in 3^ convocazione, nella sala delle adunanze del Municipio di Conca della Campania, si riunisce il <strong>Consiglio comunale </strong>nelle persone dei signori:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>Raffaele De Simone (Assessore anziano f.f. di sindaco)</li><li>Gabriele Perillo</li><li>Crescenzo De Simone</li><li>Vincenzo D’Urgolo</li><li>Gioacchino Galdieri</li><li>Eduardo Iannuccillo</li><li>Michele De Simone</li><li>Pasquale Galdieri</li><li>Ignazio Galdieri</li><li><a href="https://www.concadellacampania.info/16/05/2021/dottor-giuseppe-nicastro-racconto-pasquale-comparelli/#stato-di-famiglia-storico-anagrafico-del-dott-giuseppe-nicastro">Emilio Nicastro</a></li><li>Pasquale Di Gasparro</li><li>Carmine Fusco</li><li>Antonio Saraceno</li><li>Francesco De Ciccio</li><li>Angelo Racca</li><li>Francesco Martellini</li><li>Vincenzo Rosati</li><li>Raffaele De Felice</li><li>Paolo Emilio Galdieri</li></ol>



<p>Il presidente Raffaele De Simone fa notare che, essendo giunto a scadenza del proprio mandato da consigliere, il sindaco Paolo Emilio Galdieri deve ritenersi decaduto. Occorre dunque procedere ad una nuova nomina. [2]</p>



<p>Il presidente è assistito nelle operazioni di voto &#8211; che si svolgono con scrutinio segreto &#8211; dai consiglieri Gabriele Perillo, Crescenzo De Simone e Vincenzo D’Urgolo. Segretario comunale è G. Santangelo.</p>



<p>Il consigliere Paolo Emilio Galdieri riporta 12 preferenze; le restanti 7 schede sono bianche. Viene proclamato <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/sindaci-di-conca-della-campania/#le-foto-dei-sindaci-di-conca-della-campania-dal-1897-al-1926">sindaco di Conca della Campania il cav. Paolo Emilio Galdieri</a>, che presterà giuramento il seguente 6 settembre 1910.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Note, Bibliografia e Fonti</h3>



<ol class="wp-block-list"><li>Archivio di Stato di Caserta, fondo Prefettura Gabinetto, busta 148, fascicolo 1549.</li><li>Paolo Emilio Galdieri è stato nel frattempo rieletto consigliere.</li><li>Immagine di copertina: cartolina comizi generali giugno 1900.</li></ol>
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		<title>Quando fu impedita la vendita del trittico di Oratius Rubeus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego G. Di Salvo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2021 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Conca Centro]]></category>
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<p>In questo articolo Diego G. Di Salvo ci racconta di quando nel 1882 fu impedita la vendita del trittico della Vergine con San Pietro e San Paolo ad alcuni mercanti d'arte.</p>
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<p>Quelli che seguono sono frammenti della plurisecolare storia di due opere del patrimonio artistico di Conca della Campania di straordinaria bellezza: il trittico della Vergine con San Pietro e San Paolo, ancora oggi visibile nella chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, ed il polittico raffigurante la Madonna del Soccorso con San Giovanni Battista e San Bernardino da Siena, opera purtroppo perduta.</p>



<p>In particolare, vedremo come alla fine del XIX secolo ne fu impedita la vendita ad alcuni mercanti d&#8217;arte che le avevano adocchiate. [1]</p>



<p>Prima di entrare nel vivo di quei fatti, però, è importante presentare brevemente le due opere, soprattutto a beneficio di chi ancora non le conoscesse.</p>






<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il trittico della Vergine delle Grazie</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/pala-oratius-rubeus.jpg" alt="Vergine delle Grazie tra San Pietro e San Paolo (Oratius Rubeus, 1579)" class="wp-image-8933" title="Vergine delle Grazie tra San Pietro e San Paolo (Oratius Rubeus, 1579)" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/pala-oratius-rubeus.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/pala-oratius-rubeus-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/pala-oratius-rubeus-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Vergine delle Grazie tra San Pietro e San Paolo (Oratius Rubeus, 1579)</figcaption></figure>



<p>Il trittico della Vergine delle Grazie tra San Pietro e San Paolo è un’opera ad olio su legno realizzata nel 1579 da <em>Oratius Rubeus da Paetranus</em>. Fu commissionata dal principe <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_di_Capua" target="_blank" rel="noopener">Matteo di Capua</a> ed ornava la cappella del <a href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/castello-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="6206">castello di Conca</a>. Alla fine del XVIII secolo il principe Carlo Invitti la donò alla <a href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/chiesa-san-pietro-apostolo/">Collegiata di San Pietro</a>, non prima di aver fatto apporre sull’integrazione centrale della pradella le proprie insegne araldiche. [2, 7]</p>



<p>Sul finire del XIX secolo l’opera non era in condizioni ottimali, tant’è che si faticava a leggerne la firma dell’autore. Quello che possiamo ammirare oggi è il risultato di un delicatissimo intervento di restauro, disposto dalla <a href="https://www.sopri-caserta.beniculturali.it/" target="_blank" rel="noopener">Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento</a> tra il 2003 ed il 2004. [1, 2]</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il polittico della Madonna del Soccorso</strong></h3>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="525" height="700" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/08/polittico-madonna-soccorso.jpg" alt="Polittico della Madonna del Soccorso XVI sec." class="wp-image-7337" title="Polittico della Madonna del Soccorso XVI sec." srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/08/polittico-madonna-soccorso.jpg 525w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/08/polittico-madonna-soccorso-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px" /><figcaption>Polittico della Madonna del Soccorso XVI sec.</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>Anche quest’opera fu dipinta ad olio su tavola nel XVI sec. ed ornava l’altare maggiore della <a href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/chiesa-santa-maria-del-soccorso/">chiesa del Soccorso</a>. La tradizione la attribuiva ad un misterioso artista chiamato lo “Zingaro”. Raffigurava la Vergine del Soccorso, San Giovanni Battista e San Bernardino da Siena, sovrastati da una cimasa con al centro Cristo Risorto e nei due riquadri laterali l’Annunciazione. I dipinti erano inseriti in una complessa macchina lignea dorata finemente lavorata. [1, 2]</p>



<p>Nel 1882 il polittico versava in stato di totale abbandono; si trovava ancora nella chiesa del Soccorso, sempre chiusa e non più adibita al culto perché fortemente danneggiata. [1]</p>
</div>
</div>



<p>Peggiorando ulteriormente le condizioni della chiesa, il polittico fu ricoverato nel vicino <a href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/conca-della-campania-santuario-madonna-libera/">Santuario della Madonna della Libera</a>. Nel corso degli anni l’opera è stata oggetto di diversi furti ed atti vandalici ed oggi non se ne conserva che qualche frammento. [2]</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il blocco della vendita delle due opere</strong></h3>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong>Riunione della Commissione Conservatrice dei Monumenti ed Oggetti di Antichità e Belle Arti della Provincia di Terra di Lavoro dell&#8217;8 marzo 1882</strong></p>



<p>L’8 marzo 1882, presso la sede del Museo Campano di Capua, si riunì la Commissione Conservatrice dei Monumenti ed Oggetti di Antichità e Belle Arti nella Provincia di Terra di Lavoro, sotto la presidenza del Vice-Presidente commendatore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Minervini" target="_blank" rel="noopener">Giulio Minervini</a>. Tra i punti all’ordine del giorno vi era una comunicazione inviata il 12 febbraio 1882 dal <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/sindaci-di-conca-della-campania/">sindaco di Conca <strong>Aquilino Galdieri</strong></a> [1, 3].</p>



<p>Il sindaco di Conca rendeva noto che nella Collegiata di San Pietro, amministrata dal parroco <strong>Tommaso de Angelis</strong> ed in quella del Soccorso, appartenente alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Congregazione_di_carit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Congrega di Carità</a>, vi erano due antichi e preziosi dipinti su legno con cornice dorata, delle dimensioni medie ciascuno di 3X3 metri.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="525" height="700" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/atti-commisione-cbc-1.jpg" alt="Quando fu impedita la vendita del trittico di Oratius Rubeus" class="wp-image-8936" title="Quando fu impedita la vendita del trittico di Oratius Rubeus" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/atti-commisione-cbc-1.jpg 525w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/atti-commisione-cbc-1-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px" /></figure>
</div>
</div>



<p>Aquilino Galdieri mostrava la propria preoccupazione perché <strong>alcuni mercanti d’arte, interessati alle opere, avevano offerto per il trittico della chiesa parrocchiale la cifra di 1.700 lire (all’incirca 7.500,00 euro di oggi) </strong>[4] a don Tommaso de Angelis. Il parroco si era dichiarato disponibile alla cessione ed aveva liberato il trittico, ma era in attesa dell’autorizzazione del Vescovo di Teano.</p>



<p>Prima di congedarsi, il sindaco chiedeva alla Commissione di disporre quanto necessario per la manutenzione e la conservazione delle preziose opere.</p>



<p>Non è inutile ricordare che, ai sensi dell’art. 4 del R.D. 21 Agosto 1869 N 5251 istitutivo della Commissione, il sindaco era obbligato a comunicare qualunque novità relativa ai monumenti conosciuti ed ogni nuovo rinvenimento di oggetti o monumenti rari avvenuto nel proprio comune. [5]</p>



<p>La Commissione investì della questione il Prefetto della Provincia &#8211; commendatore Agostino Soragni &#8211; presidente di diritto della stessa Commissione. Nel mentre, si riservò di esaminare ed inventariare le opere ai sensi dell’art.6 del R.D. 21 agosto 1869 n. 5251 [6]. Chiese inoltre al Prefetto di imporre al parroco di San Pietro e al presidente della Congrega di non far muovere le opere, poiché le stesse, pur essendo esposte al culto pubblico, erano da considerarsi proprietà dello Stato e quindi inalienabili.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="525" height="700" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/atti-commisione-cbc-2.jpg" alt="Quando fu impedita la vendita del trittico di Oratius Rubeus" class="wp-image-8937" title="Quando fu impedita la vendita del trittico di Oratius Rubeus" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/atti-commisione-cbc-2.jpg 525w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/atti-commisione-cbc-2-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong>Riunione della Commissione Conservatrice dei Monumenti ed Oggetti di Antichità e Belle Arti della Provincia di Terra di Lavoro del 6 settembre 1882</strong></p>



<p>Il 6 settembre 1882 la Commissione presieduta dal commendator Giulio Minervini si riunì nuovamente. Nella seduta si diede lettura della comunicazione del 20 agosto 1882 in cui il Prefetto riferiva di aver chiarito tanto al parroco don Tommaso de Angelis quanto al presidente della Congrega di Carità l’inalienabilità dei dipinti.</p>



<p>Il sindaco Aquilino Galdieri, d’altra parte, assicurava che i soggetti intimati avevano effettivamente dismesso ogni intenzione di alienazione; le opere, quindi, potevano dirsi salve.</p>
</div>
</div>



<p>Lo stesso sindaco coglieva l’occasione per tornare a chiederne con urgenza l’esame e l’inventariazione, affinché si potessero finalmente avviarne la manutenzione e la conservazione. La Commissione incaricò delle necessarie operazioni il segretario Gabriele Jannelli ed il componente Onofrio Buccini.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Note, Bibliografia e Fonti</h3>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>Atti della Commissione Conservatrice dei monumenti ed oggetti di antichità e belle arti nella Provincia di Terra di Lavoro, Biblioteca nazionale centrale di Roma, 1880-1882.</li><li>Ricognizione e restauro del Patrimonio Artistico della Collegiata, Pasquale Comparelli, Parrocchia San Pietro Apostolo di Conca della Campania (Caserta), 2005.</li><li>Cfr. Calendario Generale del Regno d&#8217;Italia, Tipografia Elzeviriana, Roma, 1882 &#8211; Pag. 340.</li><li>Stima effettuata dal sito inflationhistory.com</li><li>Art. 4. “Il Prefetto Presidente commetterà ai Sindaci di vigilare la conservazione dei monumenti esistenti nel loro territorio; ed i Sindaci avranno l&#8217;obbligo di riferire al Presidente qualunque novità relativa ai monumenti stessi, e qualunque oggetto o monumento raro che si fosse scavato”.</li><li>Art. 6 “Essa dovrà&#8217; compilare e tenere in regola gli inventari di tutti gli oggetti d&#8217;arte esistenti in edifici pubblici, sacri e profani, o che sono esposti al pubblico in edifici privati”.</li><li>Giuseppe Angelone e Gianluca Vitagliano, <em>L’altra S. Eraclio. La Chiesa collegiata di Pietravairano prima del XIX secolo tra storia e restauri</em>, in «Annuario dell’Associazione Storica del Medio Volturno», 2009, pp. 11-14. L’articolo di cui sopra era stata un’anteprima del seguente studio monografico, uscito pochi mesi dopo: Giuseppe Angelone e Gianluca Vitagliano, <em>L’altra Sant’Eraclio. La chiesa collegiata di Pietravairano tra storia e restauri</em>, GraficArt, Formia, 2010, pp. 9-10</li><li>Immagine di copertina di Mimmo Feola</li></ol>
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			</item>
		<item>
		<title>Una scandalosa storia d’amore nella Catailli del 1860</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/02/07/2021/storia-damore-scandalosa-catailli-1860/</link>
					<comments>https://www.concadellacampania.info/02/07/2021/storia-damore-scandalosa-catailli-1860/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 06:33:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Catailli]]></category>
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<p>Antonio Di Felice e Maria Teresa Imbriglio sono due giovani innamorati nella Conca del 1860. La loro unione, però, è motivo di scandalo a Catailli.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<p><strong>Antonio Di Felice</strong> e <strong>Maria Teresa Imbriglio</strong> sono due giovani innamorati nella Conca del 1860. Lui è un possidente di 23 anni, figlio di Vincenzo e Carolina Sarao, residente a Conca. Lei ha 19 anni (minore), è figlia di Angelo e Caterina Simeone e risiede a <strong><a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/catailli-conca-della-campania/">Catailli</a></strong>.</p>



<p>Questa storia d&#8217;amore, però, crea non poco scompiglio a Catailli e dintorni; i due giovani, infatti, convivono senza essere sposati e, cosa ancora più scandalosa, <em>“si fanno vedere nelle grotte e nelle campagne”</em>.</p>






<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Don Domenico Perillo difensore dell&#8217;integrità morale</h3>



<p>Il parroco di Catailli &#8211; <strong>don Domenico Perillo</strong> [1] &#8211; &nbsp;cerca di convincere i giovani a regolarizzare la loro unione, ma non riesce nell’intento e addirittura denuncia di aver ricevuto insulti e minacce.</p>



<p>A questo punto, il 20 maggio 1860, il Curato indirizza una missiva al Vicariato Capitolare di Teano, riferendo i particolari della <em>&#8220;annosa e scandalosa tresca&#8221;</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Vicariato Capitolare di Teano scrive all&#8217;Intendente di Terra di Lavoro</h3>



<p>Il 23 maggio 1860 il Vicario Capitolare di Teano &#8211; <strong>don Andrea Stavolone</strong> [2, 3] &#8211; scrive all’Intendente della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Terra_di_Lavoro_(1806-1860)" target="_blank" rel="noopener">Provincia di Terra di Lavoro</a>. Riferisce quanto appreso dal Curato della <a href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/chiesa-santa-maria-delle-grazie/" data-type="page">Parrocchia di Santa Maria delle Grazie di Catailli</a> e chiede un <em>“castigo”</em> con pene di polizia per il giovane Antonio Di Felice.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il testo della missiva dal Vicariato all&#8217;Intendente</h6>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="483" height="699" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/missiva-vicariato-teano-intendente-tdl.jpg" alt="Missiva dal Vicariato di Teano all'Intendente di Terra di Lavoro" class="wp-image-8869" title="Missiva dal Vicariato di Teano all'Intendente di Terra di Lavoro" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/missiva-vicariato-teano-intendente-tdl.jpg 483w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/missiva-vicariato-teano-intendente-tdl-207x300.jpg 207w" sizes="auto, (max-width: 483px) 100vw, 483px" /><figcaption>Missiva dal Vicariato di Teano all&#8217;Intendente di Terra di Lavoro [3]</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>Al sig. Intendente della Provincia di Terra di Lavoro (Caserta)</p>



<p>Teano 23 maggio 1860</p>



<p><em>Signore,</em><br><em>il Curato di Catailli di Conca nel Circondario di Roccamonfina con uffizio del dì 20 andante mese mi ha fatto sapere, che un certo Antonio Di Felice del fu Vincenzo tiene annosa e scandalosa tresca con Teresa Imbriglio di Angelo coabitando nella medesima casa, e quel ch’è peggio e scandalo più forte si è che si fanno vedere nelle grotte e nelle campagne.</em></p>



<p></p>
</div>
</div>



<p><em>Egli il Curato paternamente gli ha ammoniti per questo scandaloso procedimento, ed intanto non solo non ne ha riportato alcun frutto dall’ammonizione, ma bensì ha ricevuti insulti, invettive e minacce. Mi rivolgo a lei onde sia castigato il Di Felice con pena di Polizia.</em> [3]</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;Intendente ammonisce Antonio Di Felice e chiede al Sottointendente di Gaeta di vigilare</h3>



<p>L’Intendente di Terra di Lavoro convoca dunque Antonio Di Felice ed ordina che si proceda all’acquisizione di tutte le informazioni utili sui due giovani. L’Intendente, non potendo procedere per concubinato poiché i giovani sono liberi da vincoli matrimoniali, ammonisce severamente Antonio per la propria condotta e scrive al Sottointendente di Gaeta, chiedendogli di monitorare ed informare tanto sulla condotta di Antonio che <em>“della di lui druda”</em> Teresa.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il testo della missiva dall&#8217;Intendente di Caserta al Sottointendente di Gaeta</h6>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>Caserta 23 giugno 1860</p>



<p>Al Sottintendente di Gaeta</p>



<p><em>Signore,<br>in continuazione del mio uff. del di 9 andante #7945&nbsp; la … di essersi presentato a me il nominato Antonio Di Felice, di Catailli di Conca, e dopo di averlo debitamente ammonito l’ho licenziato.</em></p>



<p><em>La prego intanto ad informarmi della condotta tanto del Di Felice che della di lui druda Teresa Imbriglio, e sulle qualità di costei.</em></p>



<p><em>L’Intendente</em> [3]</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="483" height="699" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/missiva-intendente-tdl-sottointendente-gaeta.jpg" alt="Missiva dall'Intendente di Terra di Lavoro al Sottointendente di Gaeta" class="wp-image-8879" title="Missiva dall'Intendente di Terra di Lavoro al Sottointendente di Gaeta" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/missiva-intendente-tdl-sottointendente-gaeta.jpg 483w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/missiva-intendente-tdl-sottointendente-gaeta-207x300.jpg 207w" sizes="auto, (max-width: 483px) 100vw, 483px" /><figcaption>Missiva dall&#8217;Intendente di Terra di Lavoro al Sottointendente di Gaeta [3]</figcaption></figure>



<p></p>
</div>
</div>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;integrità morale è salva: Antonio e Teresa si sposano</h3>



<p>Dopo tante pressioni, il 13 settembre 1860, dinanzi al <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/sindaci-di-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="8571">sindaco Aniello Galdieri</a> e a 4 testimoni, Antonio e Teresa fanno solenne promessa di matrimonio. Il matrimonio viene celebrato il successivo 30 settembre dallo stesso parroco Domenico Perillo, alla presenza dei testimoni Domenico Amato e Antonio Valentino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/promessa-matrimonio-di-felice-imbriglio-1.jpg" alt="Atto della solenne promessa di matrimonio tra Antonio Di Felice e Maria Teresa Imbriglio" class="wp-image-8892" title="Atto della solenne promessa di matrimonio tra Antonio Di Felice e Maria Teresa Imbriglio" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/promessa-matrimonio-di-felice-imbriglio-1.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/promessa-matrimonio-di-felice-imbriglio-1-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/promessa-matrimonio-di-felice-imbriglio-1-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Atto della solenne promessa di matrimonio tra Antonio Di Felice e Maria Teresa Imbriglio [1]</figcaption></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Note, Bibliografia e Fonti</h3>



<ol class="wp-block-list"><li>Antenati, gli archivi per la ricerca anagrafica (dl.antenati.san.beniculturali.it/)</li><li>Cfr. Il rifiuto di don Andrea Stavolone, <em>Pasquale Giorgio</em> <em>(Il Sidicino &#8211; Anno VIII 2011 &#8211; n. 5 Maggio)</em></li><li>Archivio di Stato di Caserta, serie Alta Polizia di Intendenza di Terra di Lavoro</li><li>Immagine di copertina: Il bacio (Francesco Hayez, 1859)</li></ol>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Libera, la natura si mostra</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/27/05/2021/libera-la-natura-si-mostra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria A. Sarra]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2021 04:32:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Orchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Una poesia di Anna Maria Antonietta Sarra scritta ai piedi di "Monte Luparelli" Orchi, lì ove si staglia l'ombra della mimosa a coprire la strage perpetrata dai nazisti nel lontano 1943.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<p>Testo scritto ai piedi di <strong><em>&#8220;Monte Luparelli&#8221;</em></strong> <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/orchi-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="6167" class="rank-math-link">Orchi</a>, lì ove si staglia l&#8217;ombra della mimosa a coprire la <a href="https://www.concadellacampania.info/storia-conca-della-campania/eccidi-nazisti/" data-type="page" data-id="5141" class="rank-math-link">strage perpetrata dai nazisti nel lontano 1943</a>. Luogo segnato da un cruento passato, oggi &#8220;la natura libera si mostra&#8221; in quel barlume di luce che svetta silente fra secolari castagni.</p>



<p>La poesia è stata scelta da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Quasimodo" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">Alessandro Quasimodo</a> ed inclusa nell&#8217;Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei 2021, Aletti Editore.</p>


			<div class="wps-shortcode-wrapper wps-quote wps-default " id="wps-quote">
				<div class="wps-quote-inner">
					<p></p>
<p><em>Libera, la natura si mostra<br />
spoglia<br />
quasi nuda, nella sua fredda<br />
bellezza&#8230;<br />
sospesa resta fra esili ombre<br />
senza ricordi<br />
ove, vacui ventagli di luce<br />
s&#8217;affacciano<br />
fra castagni che ne <br />
l&#8217;immagine<br />
fin dove l&#8217;orizzonte ostacola<br />
lo sguardo<br />
ma, non cela quell&#8217;angolo<br />
di mondo<br />
che cammina fra argini<br />
di montagne<br />
fasciate da quella leggera<br />
foschia<br />
che silenziosa cala<br />
fra sentieri<br />
che non hanno mete.</p>
<p>
&#8220;Voce narrante che<br />
muta parla a chi sa<br />
ascoltare quei fruscii<br />
che atoni fra gli<br />
alberi si perdono &#8220;.</p>
<p>
Monte Luparelli, Orchi &#8211; Conca della Campania<br />
</em></p>
<p></p><span class="wps-quote-cite">Ama</span>				</div>
			</div>
		
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La ristrutturazione della Chiesa dell’Annunziata di Conca nel 1879</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/29/03/2021/ristrutturazione-chiesa-annunziata-1879/</link>
					<comments>https://www.concadellacampania.info/29/03/2021/ristrutturazione-chiesa-annunziata-1879/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 11:58:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Conca Centro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.concadellacampania.info/?p=8318</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>In questo articolo di Mariavittoria Riccio scopriamo perché si resero necessari gli interventi e come vi provvide la Confraternita del SS. Rosario.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<h2 class="wp-block-heading" id="un-esempio-eccezionale-di-opera-pia">Un esempio eccezionale di opera pia</h2>



<p>Con un documento del <strong>12 ottobre 1879, la Confraternita del Santo Rosario in Conca della Campania</strong> presentava all’illustrissimo Prefetto Presidente della Deputazione Provinciale di Caserta, la proposta, decisa in assemblea, di vendita dei fondi Curti o Chiaie, al fine di provvedere, con i proventi derivati, alla <strong>sistemazione della <a class="rank-math-link" href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/chiesa-annunziata/">chiesa dell&#8217;Annunziata</a></strong> in precarie condizioni<strong> dopo i lavori effettuati per la costruzione della strada Conca &#8211; <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/cave-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="6562">Cave</a></strong>.</p>






<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-chiesa-minacciava-di-andare-in-ruina">La chiesa minacciava di andare &#8220;in ruina&#8221;</h3>



<p>Un allegato, meticolosamente dettagliato e in bella scrittura, riporta le motivazioni che spingono la Confraternita a questo passo così grosso. La chiesa minaccia di andare “in ruina” dalla parte di Oriente, giacché <strong>i pilastri che sorreggono l’edificio sono scoperti</strong>, come ha giustamente relazionato un ingegnere chiamato a constatare i danni. Lo stesso ingegnere, tale Giannuzzi, rappresenta anche l’urgenza dell’esecuzione perentoria dei lavori, essendo stata adottata a riguardo un&#8217;ordinanza sindacale &#8211; <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1865/04/27/065U2248/sg" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">ai sensi dell&#8217;art.104 della legge 20 marzo 1865, n. 2248</a> &#8211; da eseguirsi entro sei mesi.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="perche-alla-ristrutturazione-provvide-la-confraternita-del-ss-rosario">Perché alla ristrutturazione provvide la Confraternita del SS Rosario?</h3>



<p>Ciò premesso, vanno reperiti subito i soldi per la spesa che ammonta a circa mille lire.</p>



<p><strong>La Confraternita ha pochi soldi in cassa e la vendita di tronchi è stata fatta di recente. Inoltre, la rendita immobiliare dei fondi in questione incide pochissimo sul bilancio annuale</strong>.</p>



<p>Che cosa fare, dunque se non vendere?</p>



<p>La dissertazione sui tanti particolari citati negli scritti sarebbe lunga e noiosa. Poiché i documenti sono tutti leggibili e disponibili, si va subito al dunque: <strong>il Prefetto chiede il perché debba essere la Confraternita a riparare i danni</strong> e non, invece, chi li ha procurati. <strong>Il Priore gli risponde, con sollecitudine, che in realtà alcune lesioni esistevano già prima della costruzione della strada ed erano dovute ai terremoti</strong> che si erano succeduti sulla zona negli anni precedenti, pertanto si doveva assolutamente procedere. La storia va avanti un po’, e, dopo un dialogo serrato, arriva il <em>&#8220;Placet&#8221;</em> da parte del Prefetto.</p>



<p>Noi proveremo a fare un’analisi dettagliata delle motivazioni che hanno portato la Confraternita a perseguire un intento così alto, ma rivolto esclusivamente all’usufruizione di un bene da parte della comunità, senza l’impiego di soldi dei privati, al di fuori di quei pochi privati iscritti alla confraternita.</p>



<p>Effettivamente il fatto merita una riflessione. Da sempre, ma soprattutto nei tempi antichi, le chiese sono state edificate con gli oboli dei parrocchiani o con le grandi donazioni dei nobili e dei potenti per “riscattarsi dai peccati” e/o ingraziarsi la benevolenza e la protezione di Dio, della Madonna e dei Santi <strong>(<a href="https://www.concadellacampania.info/29/03/2021/ristrutturazione-chiesa-annunziata-1879/#note">1</a>)</strong>.</p>



<p>Appare quindi strano che a Conca ci si comporti in questo modo. In realtà l’episodio va contestualizzato.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-delicatissimo-contesto-storico">Il delicatissimo contesto storico</h3>



<p><strong>Siamo nell’anno del Signore 1879 in un momento delicatissimo per l’Italia appena unificata</strong>. Il Paese è fortemente dissanguato in seguito alle forti uscite pecuniarie causate da un così grande, storico evento. Le casse dello Stato sono in parte rimpolpate dalla confisca dei beni ecclesiastici che, messi in vendita, consentono che lo stato stesso non s’indebiti ulteriormente per l’acquisizione di nuovi immobili. &nbsp;<strong>È promulgata, qualche tempo prima, la Legge del 15 agosto 1867 n. 3848</strong> con la quale “vengono soppressi indistintamente tutti gli enti ecclesiastici sia quelli morali sia quelli a scopo di culto: diocesi e istituti di vita consacrata ed anche i capitoli delle chiese cattedrali e di quelle collegiali”. Parliamo di quella, per alcuni famigerata, legge dell’<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eversione_dell%27asse_ecclesiastico#:~:text=Il%20termine%20%22eversione%22%2C%20dalla,potere%20economico%20della%20chiesa%20cattolica." class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">eversione dell’asse ecclesiastico</a></strong> che lascia in essere solo gli enti legati alla cura delle anime. Tra questi le confraternite, che, al contrario delle parrocchie esentate, vennero assoggettate a un’elevata tassazione (30%) e altri vincoli restrittivi.</p>



<p>In questo contesto socio-politico-culturale si trova a operare la Congrega del Santo Rosario di Conca che prende una rapida e incisiva decisione per la messa in sicurezza della “Casa della Vergine di cui la Confraternita prese il nome”.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="i-lavori-di-ristrutturazione">I lavori di ristrutturazione</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-1.jpg" alt="La ristrutturazione della Chiesa dell’Annunziata di Conca nel 1879" class="wp-image-8323" title="La ristrutturazione della Chiesa dell’Annunziata di Conca nel 1879" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-1.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-1-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-1-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Chiesa dell&#8217;Annunziata Facciata (Img 1)</figcaption></figure>



<p>La freccia nell&#8217;immagine 1 indica i lavori di ristrutturazione e di <strong>rinforzo</strong> effettuati sul <strong>lato occidentale</strong> della Chiesa dell’Annunziata.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="525" height="700" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-2.jpg" alt="La ristrutturazione della Chiesa dell’Annunziata di Conca nel 1879" class="wp-image-8324" title="La ristrutturazione della Chiesa dell’Annunziata di Conca nel 1879" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-2.jpg 525w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-2-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px" /><figcaption>Chiesa dell&#8217;Annunziata- Lato orientale (Img 2)</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>La freccia nell&#8217;immagine 2 indica&nbsp; i lavori di ristrutturazione e di <strong>rinforzo</strong> effettuati sul <strong>lato orientale</strong> della Chiesa.</p>



<p>Visibile anche la segnaletica della SP 86, la strada provinciale che congiunge Conca a Cave e oggetto degli interventi che abbiamo citato.</p>
</div>
</div>



<h3 class="wp-block-heading" id="i-documenti-originali-del-1879">I documenti originali del 1879</h3>


<p>[dflip id=&#8221;8326&#8243;][/dflip]</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="note">Note</h3>



<ol class="wp-block-list"><li>Cesare Marchi “<em>Grandi peccatori grandi cattedrali” </em>&nbsp;Ed. CDE Milano</li></ol>



<h3 class="wp-block-heading" id="bibliografia-fonti">Bibliografia e Fonti</h3>



<ul class="wp-block-list"><li>Fascicolo n. 480 relativo alla &#8220;Vendita dei fondi di Curti e Chiaie per gli accomodi della Chiesa, Archivio di Stato di Caserta.</li></ul>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
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