Piantoli
Piantoli

Piantoli (m.418), Vallecardi (m.456) e Tuoripunzi (m.410) nel Comune di Conca della Campania (Caserta) sono tre paesetti a circa due Km da Conca, distaccati tra di loro per più di un Km e formano una sola parrocchia.

Sulla carta topografica del 1635 conservata nell’Episcopio di Teano Piantoli si trova segnato col nome originario di Pianaro (che potrebbe leggersi con l’accento sdrucciolo Piànaro) Tuoripunzi col nome originario Toripunzi, mentre di Vallecardi non è segnato né l’abitato, né il nome; il che potrebbe significare che Vallecardi è sorto dopo 1635 (a meno che non ci sia stata una svista per una contrada poco accessibile).

Estratto carta topografica Giovanni de Guevara
Piantoli e Tuoripunzi nella carta del De Guevara del 1635

Piantoli

Pianaro dovette essere aggiornato in Piànolo (dato che ancora oggi e nominato in dialetto “Ciànolo” un fondo unito al paese) per significare appunto la breve pianura, su cui è ubicato il paesetto, che spezza la collina di Vezzara-Vallecardi e divide i due burroni laterali (quello delle Olivelle e delle Frese a Nord e quello del Ponte Rotto o Maltempo a Sud-Est) sulla discesa per Mignano, col quale comunica con la strada provinciale del 1870, che sostituì quella selciata antica.

Piànolo in latino si tra duce “Plànulus”; nei Registri Parrocchiali si trova scritto “Plànuli” al genitivo singolare della II declinazione per il contesto latino: “il villaggio di Piànolo” = “pagus Plànuli”; quindi tolto “pagus” restava “Plànuli” che doveva essere “Piànoli” in italiano; invece è stata inserita indebitamente una “t” (Piàntoli) che corrompe l’origine morfologica del nome.

Tuoripunzi

Tuoripunzi
Tuoripunzi

Tuoripunzi viene correttamente da “Toripunzi” perciò non bisogna seguire più la dizione errata “Tuoripunzoli”. Sembra che Tuoripunzi sia il paesetto più antico e ciò sarebbe confermato sia dalle sue antiche case, sia dai ruderi di una torretta con feritoie per la difesa del villaggio.

Il nome “Toripunzi” è composto di due parole: “Tori” che può derivare dal latino “torus” (significante “letto, rialzo” ) che dà bene l’immagine del villaggio; situato come un rialzo in mezzo a due burroni (quello delle Olivelle a Sud e quello del Rio Petroso a Nord) e “Punzi” che può derivare dal latino volgare “punctiare” (spunzonare) nel senso che in questo villaggio vi fossero artefici di punzoni o intagliatori; il che spiegherebbe anche la versatilità degli odierni abitanti; ed in riferimento ad essi nei Registri parrocchiali è scritto in latino al genitivo plurale della II declinazione “Tuoripunzorum” (sottinteso “pagus”) = villaggio dei Tuoripunzesi.

Vallecardi

Vallecardi
Vallecardi

Vallecardi è scritto nei Registri parrocchiali pure al genitivo plurale = “Vallecardium” ed è composto da “valles” o “vallis” = “valle” e da “cardium” genitivo plurale della III declinazione del latino volgare “cardis” = “dei cardi”, per indicare che il villaggio è sulla vallata (detta “Vallecuvelle”) dove forse allora vegetavano i cardi, usati prima per cardare la lana come potettero fare i primi abitanti del villaggio.

Monte Friello

Monte Friello
Monte Friello – Foto di Diego G. Di Salvo

A due Km. a nord di Piantoli, scendendo verso Mignano, c’è Monte Friello (alto da m 471 a m 494, dove dal 1975 è installato un Ripetitore TV-RAI) che conserva perfettamente il cono vulcanico ora spento, essendo stato, nel gruppo vulcanico di Roccamonfina, un vulcano sempre attivo in tutte e tre le epoche o fasi vulcaniche  fino forse al 269 a.C.

La vita presso questa zona vulcanica di Friello non potette iniziare se non dopo lo spegnimento del vulcano. La vita umana dovette iniziare forse ai piedi del monte Friello con un villaggio, dato che ci sono ancora resti di un cimitero antico detto di S. Elvino, a sud-ovest di Friello, dove nel 1968 venne alla luce anche una tomba di pietra di tufo, di forma originale, lunga m 2 e larga 80 centimetri in testa, convergenti fino a 30 cm ai piedi. Poi questi pruni abitanti, forse, per trovare anche maggiore spazio abitabile, salirono a Piàntoli, all’inizio del secolo VIII, con l’arrivo dei monaci benedettini di Montecassino. Infatti a sud di Vallecardi, alla Peschiera, c’è un fabbricato, ancora abitato, simile ad un conventino, detto, col terreno vicino, “dei Monaci”.

Bibliografia

  • Guglielmo De Sano, Orchi Piantoli Vallecardi e Tuoripunzi e gli altri paesi di Conca della Campania, 2^ Edizione, 1985.