Chiesa di Santa Maria del Soccorso - Cartolina dei primi del XX secolo
Chiesa di Santa Maria del Soccorso – Cartolina dei primi del XX secolo

La fondazione

La chiesa di Santa Maria del Soccorso a Conca della Campania per la sua bellezza e antichità fu dichiarata monumento nazionale dal Ministro dell’Istruzione Pietro Fedele negli anni 20 del XX secolo, ed era già inserita nell’elenco degli edifici monumentali della Provincia di Caserta nel 1917. (1) (2)

A. Panarello e G. Angelone ipotizzano che sia questa la più antica chiesa del Castrum Conchae, identificandola o con la ecclesia S. Marie de Foris o con quella di S. Maria de Pedre Castri, entrambe nominate nei registri delle decime del 1308-1310. (3)

La facciata e gli interventi del XVII secolo

Chiesa di Santa Maria del Soccorso agli inizi del XX secolo
Chiesa di Santa Maria del Soccorso agli inizi del XX secolo

Agli inizi del XVII secolo un portale dalle dimensioni di 1,6 metri di larghezza e 3 metri di altezza dovette sostituire quello originario, ciò si desume dall’iscrizione «A G. P. 1612» presente sull’architrave ed ancora visibile nei primi anni 50 del XX secolo. (4)

Oltre che dal portale centrale, sormontato da un timpano triangolare affrescato, la facciata era caratterizzata da un alto frontone e due portalini laterali (che risultavano già tamponati agli inizi del XX secolo).

Il portalino di sinistra era caratterizzato da due protromi leonine in tufo, a fungere da mensole per l’appoggio dell’archivolto, una delle quali è visibile ancora oggi.

Protrome leonina del portalino di sinistra
Particolare della protrome leonina del portalino di sinistra

Entrambi i portali erano sormontati da archi ovali affrescati; su quello di sinistra si apriva un magnifico rosone a sei punte in tufo finemente lavorato con incisioni all’esterno e motivi sacri a rilievo all’interno.

Al vertice del frontone un’apertura quadrangolare aveva con molta probabilità sostituito un originario rosone.

Gli interni ed i meravigliosi affreschi

Chiesa Santa Maria del Soccorso - interni
Chiesa Santa Maria del Soccorso – interni

La chiesa aveva un impianto a tre navate, con archi a tutto sesto insistenti su pilastri in pietra viva. Ad impreziosire la chiesa ricchi affreschi ed opere di elevato valore artistico.

Lasciamoci guidare dalle parole del geom. Arturo de Angelis, che descrive, incantato, gli interni della chiesa di Santa Maria del Soccorso agli inizi degli anni ’50 del secolo scorso:

Nell’interno della chiesa, ai due lati, in sopra le arcate, vi sono affreschi grandiosi riflettenti fatti della Divina Commedia. Ad una parete vi è CaronDimonio con gli occhi di bragia, che traghetta le anime al di là del fiume Acheronte, ed altre meravigliose bellezze di affreschi sono dovunque.

Arturo de Angelis

Sulla parete di fondo della navata sinistra vi era un affresco raffigurante la Madonna del Melograno ed ascrivibile al XV secolo.

Il polittico della Madonna del Soccorso

Polittico della Madonna del Soccorso
Polittico della Madonna del Soccorso

L’altare maggiore era ornato da un polittico del XVI secolo, raffigurante la Vergine del Soccorso, San Giovanni Battista e San Giacomo della Marca (o San Bernardino da Siena?), su di essi una cimasa con Cristo Risorto, affiancato da due riquadri in cui era raffigurata l’Annunciazione. L’intera opera era inserita in una complessa macchina lignea dorata.

Se ne ha notizia nel 1882, allorquando viene citata in un verbale della Commissione Conservatrice dei monumenti ed oggetti di antichità e belle arti nella Provincia di Terra di Lavoro dell’8 marzo.

Nel verbale si legge che per tradizione l’opera era attribuita allo Zingaro. Al tempo il polittico versava in stato di totale abbandono, poiché la chiesa del Soccorso non era più adibita al culto ed era sempre chiusa.

Ricoverata nel vicino Santuario della Madonna della Libera, è stata oggetto di diversi furti ed atti vandalici. Oggi non se ne conservano che frammenti.

La cripta

Quasi certamente la chiesa fu edificata su una primitiva struttura, oggi ipogea, che in seguito fu utilizzata come cripta. A. Parma, infatti, riferisce che nella stessa furono seppelliti, in gran numero, i morti di peste del 1550 e del 1656.

Le condizioni disastrose della metà del XIX secolo

La chiesa di Santa Maria del Soccorso di Conca della Campania appariva già fortemente danneggiata nel 1853, all’epoca della Visita Pastorale del 22 giugno del Vescovo di Teano mons. Nicola Sterilini. Nel relativo verbale, infatti, è possibile leggere:

E’ ridotta allo stato che fa orrore. La soffitta è cadente, gli Altari sprovvisti interamente di tutto, le finestre senza vetrine, è veramente una spelonca, e se si prosiegue in questo stato di abbandono cadranno anche le mura.

Verbale V.P. 22/06/1853

Il terremoto del 1915, la guerra e l’abbattimento del 1955

Alla struttura, che come visto era già fatiscente nella metà del XIX secolo, furono inferti duri colpi sia dal sisma del 1915 che dai bombardamenti del 1943.

Si arrivò così agli interventi del Genio Civile del 1955 a tutela della pubblica incolumità, con un parziale abbattimento della chiesa bloccato però, tempestivamente, dall’intervento della Soprintendenza. (5)

La chiesa di Santa Maria del Soccorso oggi

Chiesa di Santa Maria del Soccorso oggi
La chiesa di Santa Maria del Soccorso come si presenta oggi

Rimane ben poco della chiesa di Santa Maria del Soccorso. Sono ancora visibili gli archi a tutto sesto ed alcune vele delle crociere della navata sinistra. Della bellissima facciata rimane solo parte del portalino di sinistra, con una delle meravigliose protromi leonine che lo caratterizzavano, e una porzione di uno degli oculi in tufo. Da tali resti, però, è comunque possibile intendere quanto fosse complessa e di pregio la sua architettura.

Note

(1) “… Essa venne dichiarata monumento nazionale per opera del Ministro della P.I. S.E. Pietro Fedele.” – [Diario del geom Arturo de Angelis, cit. in: Conca della Campania: storia, tradizioni e immagini, Aniello Parma, Nuove Edizioni Ci.esse.ti, 1985]

(2)Chiesa del Soccorso, della Congregazione di Carità del sec. XV , a tre navate, divise con archi a tutto sesto su pilastri di pietra viva; portale e finestre; affresco del sec. XV, e altro piccolo affresco, attribuito al Granata.” – [Elenco degli Edifici Monumentali XLVIII Provincia di Caserta, 1917]

(3) “… viene menzionata una S. Marie de Foris, la quale potrebbe identificarsi con quella di cui si discute, considerando il fatto che essa effettivamente si trovava “extra moenìa”, “foris” appunto. Se, poi, si volesse considerare anche l’espansione dell’abitato lungo la degradante dorsale vulcanica, che appare naturalmente fortificata, sarebbe da valutare anche la possibilità di una identificazione con l’altra ecclesia nominata, vale a dire quella di S. Maria de Pedre Castri. Anche tale notazione, infatti funzionerebbe in pieno, sia che si volesse considerare come castello la fortezza apicale in senso stretto, sia che si volesse considerare l’abitato nel suo complesso. La struttura ecclesiastica, infatti, verrebbe comunque a trovarsi nella parte più bassa, cioè in pede castri.” [Inventario essenziale dei beni culturali esistenti nelle aree S.I.C. e nell’intero territorio della Comunità Montana Monte S. Croce, Giuseppe Angelone, Adolfo Panarello, Comunità montana Monte S. Croce, 2008]

(4) “… la porta di entrata, a forma rettangolare, ha una cornice di pietra meravigliosa, larga m 1,60 e alta m 3. Nella parte superiore mediana vi è un ovale con la scritta A.G. P. (Ave Gratia Plena) 1612.” – [Diario del geom Arturo de Angelis, cit. in: Conca della Campania: storia, tradizioni e immagini, Aniello Parma, Nuove Edizioni Ci.esse.ti, 1985]

(5) “Nel mese di agosto del 1955 una porzione della chiesa è stata abbattuta per disposizione del Genio Civile, ma è giunto il Sopraintendente dell’arte medievale della Campania che fece sospendere i lavori…” [Diario del geom Arturo de Angelis, cit. in: Conca della Campania: storia, tradizioni e immagini, Aniello Parma, Nuove Edizioni Ci.esse.ti, 1985]

Bibliografia

  • Inventario essenziale dei beni culturali esistenti nelle aree S.I.C. e nell’intero territorio della Comunità Montana Monte S. Croce, Giuseppe Angelone, Adolfo Panarello, Comunità montana Monte S. Croce, 2008
  • Conca della Campania: storia, tradizioni e immagini, Aniello Parma, Nuove Edizioni Ci.esse.ti, 1985
  • Elenco degli Edifici Monumentali XLVIII Provincia di Caserta, 1917
  • Atti della Commissione Conservatrice dei monumenti ed oggetti di antichita e belle arti nella Provincia di Terra di Lavoro, Biblioteca nazionale centrale di Roma, 1880-1882
  • Ricognizione e restauro del Patrimonio Artistico della Collegiata, Pasquale Comparelli, Parrocchia San Pietro Apostolo di Conca della Campania (Caserta), 2005

Galleria Fotografica

Foto: Domenico Feola, Diego G. Di Salvo, Archivio Pasquale Comparelli


Come raggiungere la chiesa di Santa Maria del Soccorso

La chiesa si trova in Via Roma a Conca della Campania, nel cuore del centro storico.