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	<title>Lorenzo De Felice &#8211; Concadellacampania.info</title>
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	<description>Tutto ci&#242; che cerchi su Conca della Campania</description>
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		<title>Lorenzo De Felice: la vita e la poesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2020 08:25:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo De Felice]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Mariavittoria Riccio ricorda la vita e la poesia di Lorenzo De Felice nel contesto di "Cultura in pillole" il 20 agosto 2010 a Conca della Campania.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<p>Questa sera ricorderemo un personaggio che ha meritato ampiamente di essere annoverato tra gli uomini illustri di <a href="https://www.concadellacampania.info/" class="rank-math-link">Conca della Campania</a>: <strong>Lorenzo De Felice</strong>.</p>






<h3 class="wp-block-heading">Chi era Lorenzo De Felice</h3>



<p>Ai meno giovani presenti qui questa sera il nome già rievoca la figura di una persona conosciuta e “riconosciuta” tra la popolazione; per i più giovani corre l’obbligo di tramandare loro un’altra storia tra le storie dei nostri predecessori che altrimenti resterebbero nel buio dell’anonimato.</p>



<p>Una così triste sorte non sarebbe sicuramente toccata al “nostro De Felice”, che, di suo, <strong>ha lasciato numerosi scritti saggi e libelli diffusi tra la popolazione</strong>, ma, nonostante ciò, questa città ha il dovere morale di ricordarlo pubblicamente. </p>



<p>Sono state, invero, troppe le occasioni che per merito suo hanno visto Conca assurgere a livelli alti di notorietà per via dei <strong>premi e le onorificenze che De Felice si è meritato</strong> nel corso della sua esistenza. </p>



<p>Innumerevoli medaglie di bronzo d’argento e d’oro, diplomi di merito, lettere di compiacimento meticolosamente menzionate a prefazione dei suoi scritti con un pizzico di narcisismo tipico delle persone di una certa età che raccolgono i <strong>frutti di una vita spesa anche, o, soprattutto, a servizio della collettività</strong> avvalorano quanto sopra detto.</p>



<p>Lorenzo De felice ha speso 37 anni come <a href="https://www.concadellacampania.info/13/11/2020/lorenzo-de-felice-funzionario/" class="rank-math-link"><strong>impiegato del Comune di Conca della Campania</strong></a> presso l’ufficio demografico. A fronte di una sua opera dice semplicemente: <em>“Molto ho dato per il bene sociale nei tempi di guerra e calamità…”</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Le principali opere poetiche di Lorenzo De Felice</h3>



<p>Mi limiterò questa sera ad illustrarvi solo le sue tre opere poetiche che sono più conosciute e che, nel contempo, mettono in risalto il suo lato introspettivo ed intimo. Non ho la presunzione di poter dare un giudizio tecnico su di esse non essendo qualificata in questo campo, mi sento tuttavia in grado di poter esprimere non solo la mia opinione in merito , ma di poterla partecipare a voi presenti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Solitudine 1975</h4>



<p>Il poeta “nuovo” nasce, a mio parere, con questo libriccino di poesie pubblicato nel 1975.</p>



<p>Sono rime fresche e gentili, tenere dediche a persone care, alla natura, ai santi… Tematiche esistenziali trattate con pudore, sommessamente, come chi ha paura di scoprire il proprio animo e metterlo a nudo… </p>



<p>E poi l’amore universale e l’Amore particolare. Aleggia e permea l’intero libro quest’Amore subìto, quest’amore triste e sconsolato, pesante ma… amore … e di Amore si tratta. </p>



<p>Solitudine senza rimedio sotto il tiglio: un cuore infranto e abbandonato. Solo licenze poetiche? Pura poesia? Non credo. Traspaiono emozioni e sensazioni reali, frutti di relazioni o pseudo relazioni amorose o semplicemente sentimentali. Tanta vita vissuta nell’intreccio con le storie dei suoi familiari: un continuo grido di ottenere attenzione. </p>



<p>E le tante liriche sulla mamma, l’amor filiale, l’abbandono, la riconoscenza, l’attenzione e la disattenzione verso colei che lo ha generato dimostrano l’eterno conflitto generazionale tra genitore e figlio, che nessuna storia potrà mai cambiare. Poca attenzione verso la figura paterna: forse timore riverenziale? Difficile dirlo. Sta di fatto che il padre è poco presente, oserei dire assente nel suo vissuto. Ad un poeta si perdona tutto anche una così grande lacuna nella marea di versi sciolti che ci ha lasciato! (n.d.r.)</p>



<h4 class="wp-block-heading">L&#8217;amore al servizio della vita 1982</h4>



<p>Si tratta di liriche, brandelli di vita vissuta a 360°. L’interesse per i fatti di cronaca quotidiana e per la politica in genere ispirano l’autore. </p>



<p>Vi si legge l’animo di un uomo maturo ancora innamorato della vita e dell’Amore. L’immagine scelta riportata in copertina e in terza pagina del libro, identica, prelude ad un contenuto emotivo di carattere romantico/storico che si ritrova amplificato tra le rime. </p>



<p>Certamente non paiono attribuibili ad un uomo di 78 anni, quale egli era al momento in cui ha scritto i versi, tanta freschezza d’animo e tanta lucidità di pensiero rispetto agli eventi storici ed ai suoi vissuti: invece man mano che si va avanti nella lettura dei testi traspare, per poi venire allo scoperto, la sua attenzione verso la cronaca, la vita civile, le istituzioni dello stato alle quali singolarmente rende onore e tributa gloria.</p>



<p>Una visione a tutto campo di una quotidianità vissuta con tenacia che non trascura i sentimenti: il suo cuore ancora batte forte, forte, forte…</p>



<h4 class="wp-block-heading">In clima di ferocia 1988</h4>



<p>Vi si ravvisa tutta la tragedia dell’ultima guerra vissuta personalmente dal Nostro ed il riflesso che essa ha avuto nel suo animo attraverso gli episodi di ferocia succedutisi durante gli anni del conflitto.</p>



<p>La mitezza della traduzione degli stessi in versi nulla toglie all’aria greve che la guerra ha lasciato nei suoi vissuti. De Felice ne è stato due volte vittima: come uomo e come poeta. </p>



<p>I poeti hanno un animo più sensibile, seguono gli eventi più col cuore che con la ragione e per questo soffrono in modo diverso dagli altri. Ne è prova e testimonianza la poesia chiusa in questo libro rimasta traccia indelebile degli affanni patiti, ma ancora vivi, dopo 45 anni dai fatti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Versi inediti</h4>



<p>Per pura onestà intellettuale voglio citare l’enorme quantità di versi inediti che De Felice ci ha lasciato. Soprattutto negli ultimi anni della sua vita ha scritto versi per ogni occasione civile o religiosa. In tutta sincerità credo che avesse ormai perso la sua vena poetica e si facesse trascinare dalla corrente, ragion per cui non è mia intenzione addentrarmi sulla loro descrizione per non voler togliere il merito che si è conquistato scrivendo con passione e competenza in 50 anni di poesia.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Chiesa di San Pietro Apostolo nella storia di Conca della Campania 1000 &#8211; 1996</h4>



<p>Una menzione particolare va fatta per questa “chicca” di storia dell’arte intrecciata con forza alla storia locale. <strong>Il reperimento di notizie e di documenti riguardanti la Collegiata rappresenta il più alto merito da tributare a De Felice</strong>.</p>



<p>Si devono a lui le copie dei registri delle natalità e le perizie tecniche sugli affreschi che sono state fatte da eminenti studiosi. Tanto si deve, è vero, alla costante presenza dell’amministrazione comunale e dei parroci che si sono succeduti, ma tantissimo resta il merito di chi è riuscito con alacre lavoro ma con scarsa preparazione specifica a lasciare un database (per dirla in termini in uso oggi) preziosissimo, al quale chi vi sta parlando ha attinto, seppure con la dovuta cautela tipica di chi non ha reperito direttamente le fonti.</p>



<p>Il prezioso lavoro svolto in merito alla descrizione della <a href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/chiesa-san-pietro-apostolo/">collegiata di San Pietro in Conca</a> rappresenta comunque un ordinato e sistematico approccio all’autentica storia dell’arte che costituisce una seria motivazione, per quanti (il mio invito è rivolto soprattutto ai giovani) volessero continuare a scavare nelle “origini” della storia di Conca e dei suoi abitanti nei secoli passati.</p>



<h4 class="wp-block-heading">San Salvatore Seus Santa Maria della Libera 1993</h4>



<p>Pubblicato per i solenni festeggiamenti in onore della Festa Patronale della Madonna della Libera del 1993 è pur esso un libello che contiene di fatto un documento pregevole, purtroppo monco, che riporta l’istituzione della chiesa di San Salvatore precedentemente al Concilio di Trento del 1545- 1563. La bolla, del 1483, fa afferire tale chiesa alla Collegiata di San Pietro Apostolo in Conca e ne stabilisce il numero dei canonici e delle prebende, oltre alla “sacra uffiziatura”.</p>



<p>Un vanto in più per la Città di Conca e un merito in più per il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cavalierato" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">Cavaliere</a>, che ha meticolosamente cercato, ancora una volta gli atti che provassero le origini storiche dei nostri monumenti religiosi. È stupefacente come De Felice riesca a mettere insieme documenti storici in contesti di ordine a carattere prettamente sociale o, per dirla meglio di pia tradizione social/religiosa. Un american pie in salsa rosa che però riesce a trasfondere il suo pensiero che in fondo ha un solo fine: il bene comune.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Crediti</h3>



<p>Intervento di <strong>Mariavittoria Riccio</strong> nella rievocazione storica dal titolo <strong><em>&#8220;La vita e la poesia di Lorenzo De Felice&#8221;</em></strong>, tenutasi il 20 agosto 2010 a Conca della Campania, nell’ambito della terza edizione di <em><strong>&#8220;Cultura in pillole&#8221;</strong></em>.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lorenzo De Felice: funzionario del Comune di Conca della Campania</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/13/11/2020/lorenzo-de-felice-funzionario/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Comparelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 06:02:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo De Felice]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Pasquale Comparelli traccia un breve profilo della figura di Lorenzo De Felice nel contesto della terza edizione di Cultura in Pillole a Conca della Campania.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<p>Ho accettato volentieri l&#8217;invito a tracciare un breve profilo della figura di <strong>Lorenzo De Felice</strong>, precisando che i pochi appunti che seguono non vogliono essere una biografia della persona, né una celebrazione commemora­tiva, ma una semplice testimonianza resa da un amico fraterno, oltre che <strong>collega di lavoro al <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/">Comune di Conca della Campania</a></strong>.</p>






<h3 class="wp-block-heading">Un lavoratore instancabile</h3>



<p>Di lui ricordo bene lo <strong>straordinario dinamismo e la particolare attitudine in tutti i settori della vita amministrativa</strong>, per cui aveva maturato una non comune esperienza autodidatta attraverso un fitto contatto con il mondo del­la cultura e della politica. Tutto guidato da una coscienza cristiana, ereditata dalla famiglia.</p>



<p>I suoi impegni di lavoro si muovevano anche oltre le sue specifiche mansioni, proprio per la vasta competenza nelle varie discipline amministrative. Era così popolare che i cittadini si rivolgevano a lui, per problemi di Ufficio, anche per le strade del paese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le traversie del periodo bellico</h3>



<p>Giungiamo al 1943, durante la guerra, nel burrascoso perio­do dell&#8217;occupazione tedesca, quando De Felice, per le sue capacità e ampia conoscenza anagrafica, fu destinato dal Podestà al delicato servizio di assistenza alle famiglie dei militari in guerra, agli sfollati e bisognosi in genere. Poi, nel settembre 1943, <strong>fu preso insieme ad altri concittadini per essere deportato in Germania, ma prima fu rin­chiuso nel Penitenziario di Frosinone</strong>, assegnato al carico e scarico delle munizioni sui mezzi militari. Spesso, però, eludendo la sorveglianza dei soldati tedeschi, a rischio del la propria vita, <strong>si avventurò, con altri deportati, a disin­nescare molti ordigni bellici</strong>, prima di caricarli.</p>



<p>Successivamente, con l’aiuto esterno, rischiando,  <strong>trovò riparo, con altri deportati, nel vicino Seminario vescovile di Feren­tino</strong>, nel quale continuò a svolgere attività umanitarie per le quali aveva una spiccata vocazione, forte dell’aiuto del Vescovo <a class="rank-math-link" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tommaso_Leonetti_(arcivescovo)" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mons. Tommaso Leonetti</strong></a>, verso il quale De Felice con­tinuò, anche dopo la guerra, ad avere grande venerazione ed un fitto rapporto epistolare, durato fino alla morte del noto Prelato, che fu anche Arcivescovo di Capua.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La perdita dell&#8217;amata moglie</h3>



<p>Il 17 marzo 1948 Lorenzo De Felice perde la moglie <strong>Ada Guitto</strong>, che aveva solo 42 anni, alla quale era fortemente legato, tanto da dedicarle poesie anche dopo il matrimonio e dopo la morte di lei.</p>



<p>Il dramma sofferto lasciò una profonda ferita nell&#8217;animo di Lorenzo, che trovò rifugio nel lavoro al Comune (dove si recava anche di notte, quando non riusciva a dormire) e nella poesia, che risentirà del suo tormento interiore.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La lotta per il riconoscimento della Medaglia d&#8217;Oro a Conca della Campania</h3>



<p>Negli anni settanta, senza compenso, dedicò volontariamente molto del suo tempo libero alla <strong>preparazione di un dossier che il Comune trasmise al Ministero della Difesa per richiedere l’onorificenza della Medaglia d&#8217;Oro</strong> in conseguenza degli<a class="rank-math-link" href="https://www.concadellacampania.info/storia-conca-della-campania/eccidi-nazisti/"> eccidi verificatisi qui durante il conflitto mondiale nel novembre 1943</a>.</p>



<p>L&#8217;esito negativo della richiesta spinse Lorenzo De Felice a recuperare l&#8217;abbondante documentazione tramite la Prefettura di Caserta e consegnarla, per protesta, all&#8217;Archivio del Museo Campano di Capua.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;impegno per la valorizzazione e la tutela del patrimonio artistico concano</h3>



<p>Giunto all&#8217;età pensionabile, De Felice <strong>avrebbe voluto continuare il suo servizio al Comune, anche senza remunerazione</strong> (lo dichia­rò per iscritto), ma non gli fu concesso, per cui si dedicò a tempo pieno alle ricerche storiche, alla poesia, alla ricogni­zione, valorizzazione e tutela delle poche opere d&#8217;arte rimaste nel nostro territorio comunale, specialmente nelle chiese.</p>



<p>Per quest&#8217;ultima innata passione, Lorenzo soffri molto già nel 1950, quando, nonostante le sue preghiere alle autorità compe­tenti, fu <strong>decapitata una storica e importante chiesa a Conca, quella di <a href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/chiesa-santa-maria-del-soccorso/" class="rank-math-link">Santa Maria del Soccorso</a></strong>, del secolo XIV, Monumento Nazionale dal 1930 su Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione on. Pietro Fedele. <br>Le pareti ed il soffitto di quell&#8217;edificio recavano gli affreschi della Divina Commedia, eseguiti da noti artisti di scuola napoletana dell’epoca. Uno scempio provocato dalla sottoscrizione di una quindicina di cittadini concani, preoccupati delle condizioni statiche dell’antico Edificio e del conseguente, ipotetico, pericolo per i passanti.</p>



<p>Nel 1984, dopo il terremoto, altre due sciagure si verificarono qui a Conca: l&#8217;<strong>abbattimento di un magnifico ed artistico palazzo del &#8216;500, della famiglia Santangelo</strong>, ritenu­to pericolante, e la <strong>demolizione di una chiesetta alla frazione San Michele</strong>, secolo XIV, per gli stessi futili motivi. Anche in questa circostanza l’opposizione di Lorenzo De Felice fu accorata e tenace, ma inutile. E dire che il terremoto era stato più rispettoso verso i due edifici descritti, rei solo di avere cinque secoli sulle spalle!</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;<em>Quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini</em>&#8220;</p><cite>Mons. Carlo Castelli</cite></blockquote>



<p>La delusione ed il dolore del mio collega, però, fu tale che dopo qualche giorno di esitazione, contro la volontà dei fa­miliari, <strong>andò in&nbsp;esilio presso il Convento dei Cappuccini di Tora,</strong> accolto affettuosamente dal Superiore Padre Atanasio Lonardo, suo vecchio amico, che gli mise a di­sposizione una celletta di tutto riguardo, come io stesso potetti notare quando andai a fargli una breve visita.</p>



<p>Poi le insistenze della figlia Assuntina furono tali che Lorenzo si arrese, anche perché a casa doveva continuare cure che da solo non avrebbe potuto praticare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli attestati di stima a Lorenzo De Felice</h3>



<p>Per concludere riporto lo stralcio di alcuni, tra i <strong>numerosi riconoscimenti</strong>, che aiutano a capire meglio la personalità ed i sentimenti di Lorenzo De Felice. Ho scelto quelli che a mio, non infallibile parere, sono i più significativi e più veritieri.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;Attesto che Lorenzo De Felice, durante gli eventi bellici del 1943, si è prodigato in modo esemplare, rischiando spesso la vita, in fa­vore della popolazione concana, dei profughi e degli sfollati di questo territorio.&#8221;</em></p><cite>Conca, 10 febbraio 1949 &#8211; <strong><a href="https://www.concadellacampania.info/01/02/2021/cartolina-nuovo-organo-collegiata/#don-antonio-caprio" class="rank-math-link">Don Antonio Caprio</a></strong> (Parroco)</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;Lorenzo De Felice trova, nei sentimenti di amore per la famiglia e per la Patria, l’ispirazione fe­conda per i suoi versi, in un dolce fermento di vita e a dimostrazione di valori che sono duraturi, capaci di accrescere fiducia e speranza&#8221;.</em></p><cite>Roma, maggio 1974 &#8211; <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carmine_Manzi" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener"><strong>Carmine Manzi</strong></a></cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;Carissimo Commendatore, ho gradito la raccolta dei documenti storici che mi ha inviato e La ringrazio della Sua squisita gentilezza, con l&#8217;augurio di continuare a onorare sempre di più la nostra terra.&#8221;</em></p><cite>Teano, 26 settembre 1990 &#8211; <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Tommasiello" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener"><strong>Francesco Tommasiello</strong></a> (Vescovo)</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;Caro Lorenzo, ho imparato a conoscerti attra­verso le vicende e i ricordi della tua vita in questo Seminario, durante i sette mesi della tua permanenza qui, come testimone e protago­nista insieme, in un periodo drammatico e indelebile della guerra.&#8221;</em></p><cite>Ferentino, 7 novembre 1995 &#8211; <strong>Don Nino Di Stefano</strong> (Rettore del Seminario di Ferentino)</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Caro Lorenzo, ho letto con vivo interesse la documentazione sul vostro internamento a Ferentino, Frosinone, Anagni e il Leoniano, luoghi a me noti, soprattutto per l&#8217;insegnamento con i Gesuiti nello stesso Collegio Leoniano.<br>Non conoscevo quella rete di solidarietà, di coraggio, di rischi che hanno fatto della vostra presenza a Ferentino, durante La guerra, una trepidante avventura.<br>Ora sarà per me un vanto poter ricordare, qui, un compaesano che si è inserito nella storia locale in un&#8217;esperienza di comune tragedia!<br>Continuate, caro Lorenzo, questo culto del nostro passato, in cui Conca vede con onore la vostra figura, attiva su più fronti.<br>Vi giunga da parte mia un compiacimento vivo per la vostra vicenda e che il Signore vi conservi un testimone credibile dei valori di sempre: quelli della fede, della civiltà e della cultura!&#8221;</p><cite>Paliano, 1 marzo 1995 &#8211; <strong>Padre Costantino Comparelli</strong></cite></blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Crediti</h3>



<p>Intervento di <a href="https://www.concadellacampania.info/13/05/2020/intervista-pasquale-comparelli/" class="rank-math-link">Pasquale Comparelli</a> nella rievocazione storica dal titolo <strong><em>&#8220;La vita e la poesia di Lorenzo De Felice&#8221;</em></strong>, tenutasi il 20 agosto 2010 a Conca della Campania, nell’ambito della terza edizione di <em><strong>&#8220;Cultura in pillole&#8221;</strong></em>.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Alla mia Conca</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/30/09/2020/alla-mia-conca/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo De Felice]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 04:32:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo De Felice]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>&#8220;Alla mia Conca&#8221; è una poesia che Lorenzo De Felice dedica alla sua amata terra natia. La versione che proponiamo è tratta dal libro San Salvatore Seus Santa Maria della Libera, pubblicato nel 1993. Crediti Immagine di copertina: Conca della Campania, parte occidentale &#8211; Cartolina del 1910, collezione DDS Lab Web Marketing.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<p><em>&#8220;Alla mia Conca&#8221;</em> è una poesia che Lorenzo De Felice dedica alla sua amata terra natia. La versione che proponiamo è tratta dal libro <strong><a href="https://www.concadellacampania.info/bibliografia-conca-della-campania/#san-salvatore-seus-santa-maria-della-libera" class="rank-math-link">San Salvatore Seus Santa Maria della Libera</a></strong>, pubblicato nel 1993.</p>


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				<div class="wps-quote-inner">
					<p></p>
<p><em>Amata terra, un di<br />
vi sostaro Principi e<br />
nobili casate<br />
Fortezze in pendio<br />
ben sorvegliate&#8230;</em></p>
<p><em>Guerrieri fissarono<br />
le vie al Castello ove<br />
inchiodarono la gloria!</em></p>
<p><em>Le Grange benedettine<br />
co&#8217; croce al petto<br />
badile fra le mani<br />
la terra paludosa dissodarono che<br />
die&#8217; frutti copiosi.</em></p>
<p><em>Templi, rustiche edicole<br />
innalzarono felici<br />
fra barberi infedeli&#8230;</em></p>
<p><em>Fiorì il suolo e le<br />
colline al verde<br />
dando alimento<br />
alla misera gente&#8230;</em></p>
<p><em>Fra le messi dorate<br />
de&#8217; la Patierno piana,<br />
ne&#8217; di dè le messi<br />
maturate al sole&#8230;<br />
Cori giovanili l&#8217;eco<br />
felicitava le valli!</em></p>
<p><em>Luminari, di te hanno<br />
ben scritto<br />
fregiandoti Città&#8230;<br />
Orgoglio pe&#8217; clima e grandezza<br />
pe&#8217; fasti di gloria.</em></p>
<p><em>Conca, se pur calamità<br />
t&#8217;hanno distrutto<br />
palagi e torri.<br />
Il tuo posto ne&#8217; la storia<br />
è codificato ne&#8217; gli<br />
atti, e mai cadrà in oblio<br />
il tuo nome&#8230;<br />
perché è inciso sui<br />
ruderi ancora presenti fra noi.</em></p>
<p></p><span class="wps-quote-cite">Lorenzo De Felice</span>				</div>
			</div>
		



<h3 class="wp-block-heading">Crediti</h3>



<p>Immagine di copertina: <a href="https://www.concadellacampania.info/" class="rank-math-link">Conca della Campania</a>, parte occidentale &#8211; Cartolina del 1910, collezione DDS Lab Web Marketing.</p>
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		<title>Gli eccidi nazisti di Conca della Campania sulla Domenica del Corriere nel 1969</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/01/08/2020/eccidi-nazisti-conca-domenica-del-corriere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego G. Di Salvo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2020 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Faeta]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo De Felice]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Il percorso di ricostruzione degli eccidi nazisti perpetrati a Conca della Campania nell’autunno del 1943 è stato lungo e travagliato; ed ancora oggi numerosi sono gli interrogativi che si offrono agli studiosi. In un contesto storico e tecnico diverso rispetto a quello attuale si sviluppavano le prime iniziative di “cittadini illuminati”, proprio come quella che vogliamo raccontare oggi. Si tratta di due lettere del settembre 1969 inviate in successione al direttore della Domenica Del Corriere. La prima è a firma di un parente di due vittime dell’eccidio di Faeta, la seconda, di risposta, del cav. Lorenzo De Felice. La lettera </p>
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<p>Il percorso di ricostruzione degli <a href="https://www.concadellacampania.info/storia-conca-della-campania/eccidi-nazisti/" class="rank-math-link"><strong>eccidi nazisti perpetrati a Conca della Campania nell’autunno del 1943</strong></a> è stato lungo e travagliato; ed ancora oggi numerosi sono gli interrogativi che si offrono agli studiosi.</p>



<p>In un contesto storico e tecnico diverso rispetto a quello attuale si sviluppavano le prime iniziative di “cittadini illuminati”, proprio come quella che vogliamo raccontare oggi.</p>



<p>Si tratta di due lettere del settembre 1969 inviate in successione al direttore della Domenica Del Corriere. La prima è a firma di un parente di due vittime dell’eccidio di Faeta, la seconda, di risposta, del <a href="https://www.concadellacampania.info/13/11/2020/lorenzo-de-felice-funzionario/" class="rank-math-link">cav. Lorenzo De Felice</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La lettera di Gennaro Ricci</h3>



<p>Nella prima lettera pubblicata sul numero 36 del 9 settembre 1969, <strong>Gennaro Ricci</strong> da Marigliano (NA) scrive:</p>


			<div class="wps-shortcode-wrapper wps-quote wps-default " id="wps-quote">
				<div class="wps-quote-inner">
					<p></p>
<p><em>Egregio Direttore, sono un assiduo lettore della Domenica del Corriere e sul n. 30 ho letto il servizio da Monaco del signor Santoro, sul caso del vescovo Defregger, ufficiale nazista che ordinò la fucilazione di 14 ostaggi a Filetto di Camarda. Vorrei segnalare un altro eccidio, forse rimasto sconosciuto in Italia, del quale fino ad oggi non siamo riusciti a conoscere i colpevoli.</em></p>
<p><em>A poca distanza dalla zona di combattimento del triangolo di Mignano Monte Lungo, Monte Camino, Roccamonfina, vi è il comune di Conca della Campania e alcune sue frazioni fra le quali Cave.</em></p>
<p><em>Il 1° novembre 1943 i soldati tedeschi in ritirata, dopo avere distrutto circa la metà della frazione Cave, rastrellarono tutti i vecchi ed i ragazzi che poterono trovare (una quindicina), li portarono in un fossato e lì, dopo averli costretti a scavarsi la fossa, li uccisero a colpi di mitra; cercarono poi di occultare il loro misfatto sotterrandoli alla meglio.</em></p>
<p><em>Ci fu qualcuno che vide e sparse la voce dell’eccidio; ma nulla si poté fare fino all’arrivo degli anglo-americani, che giunsero il giorno dopo (2 novembre), e così le vittime furono seppellite decentemente dopo aver proceduto ad un parziale riconoscimento dei corpi; ma i più erano sfigurati dalle pallottole. Dopo molto tempo furono recuperati e traslati nel cimitero comunale di Conca della Campania, dove riposano insieme con altre vittime della guerra.</em></p>
<p><em>Faccio presente, per maggiori chiarimenti, che per Conca della Campania, e la sua frazione Cave, passa una strada che allora divenne di vitale importanza per le forze in campo, strada che unisce la statale Appia con la Casilina attraverso i comuni di Sessa Aurunca, Roccamonfina, Conca. Da qui si biforca: una porta a Mignano Monte Lungo, l’altra, per la frazione Cave, alla Casilina; in queste zone furono combattute aspre battaglie imperniate su Monte Camino.</em></p>
<p><em>lo sono un nipote di due degli uccisi e so che è trascorso molto tempo da allora, ma spero che con le informazioni datevi (altre non ne ho) si possa raggiungere un risultato positivo nelle ricerche degli uccisori. Se sarà possibile mi recherò sul posto e, dato che ho parenti a Cave, cercherò di conoscere altri particolari dell’eccidio.</em></p>
<p></p><span class="wps-quote-cite">Domenica del Corriere n 36 del 9 settembre 1969 - Pag. 11</span>				</div>
			</div>
		



<h3 class="wp-block-heading">La lettera di Lorenzo De Felice</h3>



<p>A questa lettera, sul successivo numero 38 del 23 settembre 1969 replica il cav. <strong>Lorenzo De Felice</strong>, il quale scrive:</p>


			<div class="wps-shortcode-wrapper wps-quote wps-default " id="wps-quote">
				<div class="wps-quote-inner">
					<p></p>
<p><em>Egregio Direttore, in relazione alla lettera apparsa sul n. 36 del 9 corr. a pg. 11 a firma di Ricci Gennaro da Marigliano, la informo che l’eccidio avvenuto ad opera delle truppe tedesche in ritirata, nella zona di Conca della Campania non è rimasto affatto sconosciuto. Pende anzitutto la richiesta avanzata, per il riconoscimento ufficiale per la concessione di Medaglia d’Oro, quale “comune martoriato”.</em></p>
<p><em>Aggiungo: alla <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/cave-conca-della-campania/">frazione Cave</a> ove vivevano i parenti del Ricci, le persone trucidate furono 19, e complessivamente nel comune vi furono quaranta pacifici cittadini passati per le armi senza avere alcuna colpa, due orrendamente arsi vivi.</em></p>
<p><em>Una mia documentata pubblicazione è stata presentata al ministro Giacinto Bosco, attuale ministro delle finanze. </em></p>
<p></p><span class="wps-quote-cite">Domenica del Corriere n 38 del 23 settembre 1969 - Pag. 10</span>				</div>
			</div>
		



<p>I documenti citati sono a nostro avviso importanti perché testimoniano un interesse risalente ed un dibattito vivo e diffuso nella riscoperta di queste pagine dolorose della nostra storia. &nbsp;</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
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