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	<title>Mariavittoria Riccio &#8211; Concadellacampania.info</title>
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		<title>Una scandalosa storia d’amore nella Catailli del 1860</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 06:33:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Catailli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Antonio Di Felice e Maria Teresa Imbriglio sono due giovani innamorati nella Conca del 1860. La loro unione, però, è motivo di scandalo a Catailli.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<p><strong>Antonio Di Felice</strong> e <strong>Maria Teresa Imbriglio</strong> sono due giovani innamorati nella Conca del 1860. Lui è un possidente di 23 anni, figlio di Vincenzo e Carolina Sarao, residente a Conca. Lei ha 19 anni (minore), è figlia di Angelo e Caterina Simeone e risiede a <strong><a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/catailli-conca-della-campania/">Catailli</a></strong>.</p>



<p>Questa storia d&#8217;amore, però, crea non poco scompiglio a Catailli e dintorni; i due giovani, infatti, convivono senza essere sposati e, cosa ancora più scandalosa, <em>“si fanno vedere nelle grotte e nelle campagne”</em>.</p>






<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Don Domenico Perillo difensore dell&#8217;integrità morale</h3>



<p>Il parroco di Catailli &#8211; <strong>don Domenico Perillo</strong> [1] &#8211; &nbsp;cerca di convincere i giovani a regolarizzare la loro unione, ma non riesce nell’intento e addirittura denuncia di aver ricevuto insulti e minacce.</p>



<p>A questo punto, il 20 maggio 1860, il Curato indirizza una missiva al Vicariato Capitolare di Teano, riferendo i particolari della <em>&#8220;annosa e scandalosa tresca&#8221;</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Vicariato Capitolare di Teano scrive all&#8217;Intendente di Terra di Lavoro</h3>



<p>Il 23 maggio 1860 il Vicario Capitolare di Teano &#8211; <strong>don Andrea Stavolone</strong> [2, 3] &#8211; scrive all’Intendente della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Terra_di_Lavoro_(1806-1860)" target="_blank" rel="noopener">Provincia di Terra di Lavoro</a>. Riferisce quanto appreso dal Curato della <a href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/chiesa-santa-maria-delle-grazie/" data-type="page">Parrocchia di Santa Maria delle Grazie di Catailli</a> e chiede un <em>“castigo”</em> con pene di polizia per il giovane Antonio Di Felice.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il testo della missiva dal Vicariato all&#8217;Intendente</h6>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="483" height="699" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/missiva-vicariato-teano-intendente-tdl.jpg" alt="Missiva dal Vicariato di Teano all'Intendente di Terra di Lavoro" class="wp-image-8869" title="Missiva dal Vicariato di Teano all'Intendente di Terra di Lavoro" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/missiva-vicariato-teano-intendente-tdl.jpg 483w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/missiva-vicariato-teano-intendente-tdl-207x300.jpg 207w" sizes="(max-width: 483px) 100vw, 483px" /><figcaption>Missiva dal Vicariato di Teano all&#8217;Intendente di Terra di Lavoro [3]</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>Al sig. Intendente della Provincia di Terra di Lavoro (Caserta)</p>



<p>Teano 23 maggio 1860</p>



<p><em>Signore,</em><br><em>il Curato di Catailli di Conca nel Circondario di Roccamonfina con uffizio del dì 20 andante mese mi ha fatto sapere, che un certo Antonio Di Felice del fu Vincenzo tiene annosa e scandalosa tresca con Teresa Imbriglio di Angelo coabitando nella medesima casa, e quel ch’è peggio e scandalo più forte si è che si fanno vedere nelle grotte e nelle campagne.</em></p>



<p></p>
</div>
</div>



<p><em>Egli il Curato paternamente gli ha ammoniti per questo scandaloso procedimento, ed intanto non solo non ne ha riportato alcun frutto dall’ammonizione, ma bensì ha ricevuti insulti, invettive e minacce. Mi rivolgo a lei onde sia castigato il Di Felice con pena di Polizia.</em> [3]</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;Intendente ammonisce Antonio Di Felice e chiede al Sottointendente di Gaeta di vigilare</h3>



<p>L’Intendente di Terra di Lavoro convoca dunque Antonio Di Felice ed ordina che si proceda all’acquisizione di tutte le informazioni utili sui due giovani. L’Intendente, non potendo procedere per concubinato poiché i giovani sono liberi da vincoli matrimoniali, ammonisce severamente Antonio per la propria condotta e scrive al Sottointendente di Gaeta, chiedendogli di monitorare ed informare tanto sulla condotta di Antonio che <em>“della di lui druda”</em> Teresa.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il testo della missiva dall&#8217;Intendente di Caserta al Sottointendente di Gaeta</h6>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>Caserta 23 giugno 1860</p>



<p>Al Sottintendente di Gaeta</p>



<p><em>Signore,<br>in continuazione del mio uff. del di 9 andante #7945&nbsp; la … di essersi presentato a me il nominato Antonio Di Felice, di Catailli di Conca, e dopo di averlo debitamente ammonito l’ho licenziato.</em></p>



<p><em>La prego intanto ad informarmi della condotta tanto del Di Felice che della di lui druda Teresa Imbriglio, e sulle qualità di costei.</em></p>



<p><em>L’Intendente</em> [3]</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="483" height="699" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/missiva-intendente-tdl-sottointendente-gaeta.jpg" alt="Missiva dall'Intendente di Terra di Lavoro al Sottointendente di Gaeta" class="wp-image-8879" title="Missiva dall'Intendente di Terra di Lavoro al Sottointendente di Gaeta" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/missiva-intendente-tdl-sottointendente-gaeta.jpg 483w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/missiva-intendente-tdl-sottointendente-gaeta-207x300.jpg 207w" sizes="(max-width: 483px) 100vw, 483px" /><figcaption>Missiva dall&#8217;Intendente di Terra di Lavoro al Sottointendente di Gaeta [3]</figcaption></figure>



<p></p>
</div>
</div>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;integrità morale è salva: Antonio e Teresa si sposano</h3>



<p>Dopo tante pressioni, il 13 settembre 1860, dinanzi al <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/sindaci-di-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="8571">sindaco Aniello Galdieri</a> e a 4 testimoni, Antonio e Teresa fanno solenne promessa di matrimonio. Il matrimonio viene celebrato il successivo 30 settembre dallo stesso parroco Domenico Perillo, alla presenza dei testimoni Domenico Amato e Antonio Valentino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/promessa-matrimonio-di-felice-imbriglio-1.jpg" alt="Atto della solenne promessa di matrimonio tra Antonio Di Felice e Maria Teresa Imbriglio" class="wp-image-8892" title="Atto della solenne promessa di matrimonio tra Antonio Di Felice e Maria Teresa Imbriglio" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/promessa-matrimonio-di-felice-imbriglio-1.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/promessa-matrimonio-di-felice-imbriglio-1-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/07/promessa-matrimonio-di-felice-imbriglio-1-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Atto della solenne promessa di matrimonio tra Antonio Di Felice e Maria Teresa Imbriglio [1]</figcaption></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Note, Bibliografia e Fonti</h3>



<ol class="wp-block-list"><li>Antenati, gli archivi per la ricerca anagrafica (dl.antenati.san.beniculturali.it/)</li><li>Cfr. Il rifiuto di don Andrea Stavolone, <em>Pasquale Giorgio</em> <em>(Il Sidicino &#8211; Anno VIII 2011 &#8211; n. 5 Maggio)</em></li><li>Archivio di Stato di Caserta, serie Alta Polizia di Intendenza di Terra di Lavoro</li><li>Immagine di copertina: Il bacio (Francesco Hayez, 1859)</li></ol>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La ristrutturazione della Chiesa dell’Annunziata di Conca nel 1879</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/29/03/2021/ristrutturazione-chiesa-annunziata-1879/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 11:58:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Conca Centro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>In questo articolo di Mariavittoria Riccio scopriamo perché si resero necessari gli interventi e come vi provvide la Confraternita del SS. Rosario.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<h2 class="wp-block-heading" id="un-esempio-eccezionale-di-opera-pia">Un esempio eccezionale di opera pia</h2>



<p>Con un documento del <strong>12 ottobre 1879, la Confraternita del Santo Rosario in Conca della Campania</strong> presentava all’illustrissimo Prefetto Presidente della Deputazione Provinciale di Caserta, la proposta, decisa in assemblea, di vendita dei fondi Curti o Chiaie, al fine di provvedere, con i proventi derivati, alla <strong>sistemazione della <a class="rank-math-link" href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/chiesa-annunziata/">chiesa dell&#8217;Annunziata</a></strong> in precarie condizioni<strong> dopo i lavori effettuati per la costruzione della strada Conca &#8211; <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/cave-conca-della-campania/" data-type="page" data-id="6562">Cave</a></strong>.</p>






<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-chiesa-minacciava-di-andare-in-ruina">La chiesa minacciava di andare &#8220;in ruina&#8221;</h3>



<p>Un allegato, meticolosamente dettagliato e in bella scrittura, riporta le motivazioni che spingono la Confraternita a questo passo così grosso. La chiesa minaccia di andare “in ruina” dalla parte di Oriente, giacché <strong>i pilastri che sorreggono l’edificio sono scoperti</strong>, come ha giustamente relazionato un ingegnere chiamato a constatare i danni. Lo stesso ingegnere, tale Giannuzzi, rappresenta anche l’urgenza dell’esecuzione perentoria dei lavori, essendo stata adottata a riguardo un&#8217;ordinanza sindacale &#8211; <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1865/04/27/065U2248/sg" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">ai sensi dell&#8217;art.104 della legge 20 marzo 1865, n. 2248</a> &#8211; da eseguirsi entro sei mesi.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="perche-alla-ristrutturazione-provvide-la-confraternita-del-ss-rosario">Perché alla ristrutturazione provvide la Confraternita del SS Rosario?</h3>



<p>Ciò premesso, vanno reperiti subito i soldi per la spesa che ammonta a circa mille lire.</p>



<p><strong>La Confraternita ha pochi soldi in cassa e la vendita di tronchi è stata fatta di recente. Inoltre, la rendita immobiliare dei fondi in questione incide pochissimo sul bilancio annuale</strong>.</p>



<p>Che cosa fare, dunque se non vendere?</p>



<p>La dissertazione sui tanti particolari citati negli scritti sarebbe lunga e noiosa. Poiché i documenti sono tutti leggibili e disponibili, si va subito al dunque: <strong>il Prefetto chiede il perché debba essere la Confraternita a riparare i danni</strong> e non, invece, chi li ha procurati. <strong>Il Priore gli risponde, con sollecitudine, che in realtà alcune lesioni esistevano già prima della costruzione della strada ed erano dovute ai terremoti</strong> che si erano succeduti sulla zona negli anni precedenti, pertanto si doveva assolutamente procedere. La storia va avanti un po’, e, dopo un dialogo serrato, arriva il <em>&#8220;Placet&#8221;</em> da parte del Prefetto.</p>



<p>Noi proveremo a fare un’analisi dettagliata delle motivazioni che hanno portato la Confraternita a perseguire un intento così alto, ma rivolto esclusivamente all’usufruizione di un bene da parte della comunità, senza l’impiego di soldi dei privati, al di fuori di quei pochi privati iscritti alla confraternita.</p>



<p>Effettivamente il fatto merita una riflessione. Da sempre, ma soprattutto nei tempi antichi, le chiese sono state edificate con gli oboli dei parrocchiani o con le grandi donazioni dei nobili e dei potenti per “riscattarsi dai peccati” e/o ingraziarsi la benevolenza e la protezione di Dio, della Madonna e dei Santi <strong>(<a href="https://www.concadellacampania.info/29/03/2021/ristrutturazione-chiesa-annunziata-1879/#note">1</a>)</strong>.</p>



<p>Appare quindi strano che a Conca ci si comporti in questo modo. In realtà l’episodio va contestualizzato.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-delicatissimo-contesto-storico">Il delicatissimo contesto storico</h3>



<p><strong>Siamo nell’anno del Signore 1879 in un momento delicatissimo per l’Italia appena unificata</strong>. Il Paese è fortemente dissanguato in seguito alle forti uscite pecuniarie causate da un così grande, storico evento. Le casse dello Stato sono in parte rimpolpate dalla confisca dei beni ecclesiastici che, messi in vendita, consentono che lo stato stesso non s’indebiti ulteriormente per l’acquisizione di nuovi immobili. &nbsp;<strong>È promulgata, qualche tempo prima, la Legge del 15 agosto 1867 n. 3848</strong> con la quale “vengono soppressi indistintamente tutti gli enti ecclesiastici sia quelli morali sia quelli a scopo di culto: diocesi e istituti di vita consacrata ed anche i capitoli delle chiese cattedrali e di quelle collegiali”. Parliamo di quella, per alcuni famigerata, legge dell’<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eversione_dell%27asse_ecclesiastico#:~:text=Il%20termine%20%22eversione%22%2C%20dalla,potere%20economico%20della%20chiesa%20cattolica." class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">eversione dell’asse ecclesiastico</a></strong> che lascia in essere solo gli enti legati alla cura delle anime. Tra questi le confraternite, che, al contrario delle parrocchie esentate, vennero assoggettate a un’elevata tassazione (30%) e altri vincoli restrittivi.</p>



<p>In questo contesto socio-politico-culturale si trova a operare la Congrega del Santo Rosario di Conca che prende una rapida e incisiva decisione per la messa in sicurezza della “Casa della Vergine di cui la Confraternita prese il nome”.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="i-lavori-di-ristrutturazione">I lavori di ristrutturazione</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-1.jpg" alt="La ristrutturazione della Chiesa dell’Annunziata di Conca nel 1879" class="wp-image-8323" title="La ristrutturazione della Chiesa dell’Annunziata di Conca nel 1879" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-1.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-1-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-1-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Chiesa dell&#8217;Annunziata Facciata (Img 1)</figcaption></figure>



<p>La freccia nell&#8217;immagine 1 indica i lavori di ristrutturazione e di <strong>rinforzo</strong> effettuati sul <strong>lato occidentale</strong> della Chiesa dell’Annunziata.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="525" height="700" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-2.jpg" alt="La ristrutturazione della Chiesa dell’Annunziata di Conca nel 1879" class="wp-image-8324" title="La ristrutturazione della Chiesa dell’Annunziata di Conca nel 1879" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-2.jpg 525w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/03/chiesa-annunziata-conca-lavori-ristrutturazione-2-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px" /><figcaption>Chiesa dell&#8217;Annunziata- Lato orientale (Img 2)</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>La freccia nell&#8217;immagine 2 indica&nbsp; i lavori di ristrutturazione e di <strong>rinforzo</strong> effettuati sul <strong>lato orientale</strong> della Chiesa.</p>



<p>Visibile anche la segnaletica della SP 86, la strada provinciale che congiunge Conca a Cave e oggetto degli interventi che abbiamo citato.</p>
</div>
</div>



<h3 class="wp-block-heading" id="i-documenti-originali-del-1879">I documenti originali del 1879</h3>


<p>[dflip id=&#8221;8326&#8243;][/dflip]</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="note">Note</h3>



<ol class="wp-block-list"><li>Cesare Marchi “<em>Grandi peccatori grandi cattedrali” </em>&nbsp;Ed. CDE Milano</li></ol>



<h3 class="wp-block-heading" id="bibliografia-fonti">Bibliografia e Fonti</h3>



<ul class="wp-block-list"><li>Fascicolo n. 480 relativo alla &#8220;Vendita dei fondi di Curti e Chiaie per gli accomodi della Chiesa, Archivio di Stato di Caserta.</li></ul>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il fiume di Conca della Campania nel tempo</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/22/02/2021/fiume-conca-della-campania/</link>
					<comments>https://www.concadellacampania.info/22/02/2021/fiume-conca-della-campania/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Conca Centro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.concadellacampania.info/?p=8131</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>In questo articolo di Mariavittoria Riccio scopriamo le varie denominazioni che il Rivo di Conca ha assunto nel corso della storia contemporanea.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>




<h3 class="wp-block-heading">Il Rivo di Conca</h3>



<p>Il <em>Rivo di Conca</em> ha avuto tante denominazioni nel corso della storia contemporanea, tanto che io, essendo emigrata circa quarant’anni fa, ho fatto una certa fatica a riconoscerlo negli scritti pubblicati ultimamente nel nostro territorio. Sembra proprio che i giovani debbano identificarlo con questo nome. (<a href="https://www.concadellacampania.info/22/02/2021/fiume-conca-della-campania/#bibliografia-fonti" class="rank-math-link">4</a>)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/mappa-conca-informagiovani.jpg" alt="Rio Conca in una mappa di informagiovani-italia.com" class="wp-image-8132" title="Rio Conca in una mappa di informagiovani-italia.com" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/mappa-conca-informagiovani.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/mappa-conca-informagiovani-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/mappa-conca-informagiovani-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Cartina tratta da informagiovani-italia.com (<a href="https://www.concadellacampania.info/22/02/2021/fiume-conca-della-campania/#bibliografia-fonti" class="rank-math-link">4</a>)</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il Fiume Publìco</h3>



<p>Osservando altre immagini, si fa presto a capire che il Rio di Conca altro non è che il <em>Fiume Publìco</em>, come viene indicato nella carta topografica della Campania del Touring Club Italiano del 1928.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/fiume-publico-t-c-i.jpg" alt="carta topografica della Campania del Touring Club Italiano del 1928" class="wp-image-8135" title="carta topografica della Campania del Touring Club Italiano del 1928" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/fiume-publico-t-c-i.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/fiume-publico-t-c-i-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/fiume-publico-t-c-i-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Carta topografica della Campania del Touring Club Italiano del 1928 (<a href="https://www.concadellacampania.info/22/02/2021/fiume-conca-della-campania/#bibliografia-fonti" class="rank-math-link">3</a>)</figcaption></figure>



<p>Siamo in epoca fascista e il concetto di &#8220;pubblico&#8221; ha una valenza speciale, sta a significare &#8220;nazionale&#8221;. Ecco che il fiume &#8220;autarchicamente serve il popolo&#8221;, e… cambia nome.</p>



<p><a href="https://www.concadellacampania.info/natura-conca-della-campania/cascata-di-conca-della-campania/" class="rank-math-link">Vi erano tanti mulini mossi dall’energia dell’acqua</a> e i Concani andavano lì a macinare…</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Rio di San Lupo</h3>



<p>Osservando, invece, le foto antiche, si riconosce il <em>Rio di San Lupo</em>, che nasce dalle pendici dei nostri monti <em>Estagli</em> nei pressi della Località <em>Caprile</em>, percorre dolcemente <em>La Valle </em>(toponimo riportato negli antichi Regesti di Montecassino fin dal 1499)<em><strong><a href="https://www.concadellacampania.info/22/02/2021/fiume-conca-della-campania/#nota-1" class="rank-math-link">*</a></strong></em>, precipitando giù , dando vita alla Cascata di Conca e a quella di <em><a href="https://www.concadellacampania.info/natura-conca-della-campania/cascate-di-lieti/" class="rank-math-link">Lieti</a></em> verso Mignano, ricongiungendosi alla <em>Sorgentina</em> e di poi al <em>Fiume Peccia</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="939" height="613" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/2021-02-18_193600.jpg" alt="Osservazioni sulla topografia-medica del Regno di Napoli: Cenni …, Volume 2
Di Salvatore De Renzi, pagg. 185 e 186." class="wp-image-8141" title="Osservazioni sulla topografia-medica del Regno di Napoli: Cenni …, Volume 2 Di Salvatore De Renzi, pagg. 185 e 186." srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/2021-02-18_193600.jpg 939w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/2021-02-18_193600-300x196.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/2021-02-18_193600-768x501.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 939px) 100vw, 939px" /><figcaption>Osservazioni sulla topografia-medica del Regno di Napoli: Cenni…, Volume 2<br>di Salvatore De Renzi, pagg. 185 e 186. (<a href="https://www.concadellacampania.info/22/02/2021/fiume-conca-della-campania/#bibliografia-fonti" class="rank-math-link">1</a>)</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/atlante-regno-napoli-1808-a.jpg" alt="Atlante geografico del Regno di Napoli" class="wp-image-8151" title="Atlante geografico del Regno di Napoli" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/atlante-regno-napoli-1808-a.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/atlante-regno-napoli-1808-a-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/atlante-regno-napoli-1808-a-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Atlante geografico del Regno di Napoli &#8211; img 1 (<a href="https://www.concadellacampania.info/22/02/2021/fiume-conca-della-campania/#bibliografia-fonti" class="rank-math-link">2</a>)</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/atlante-regno-napoli-1808-b.jpg" alt="Atlante geografico del Regno di Napoli" class="wp-image-8153" title="Atlante geografico del Regno di Napoli" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/atlante-regno-napoli-1808-b.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/atlante-regno-napoli-1808-b-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2021/02/atlante-regno-napoli-1808-b-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Atlante geografico del Regno di Napoli &#8211; img 2 (<a href="https://www.concadellacampania.info/22/02/2021/fiume-conca-della-campania/#bibliografia-fonti" class="rank-math-link">2</a>)</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla Valle al bivio di Vezzara</h3>



<p>Il fiume, invisibile nei suoi anfratti tortuosi, scorre, dunque, dalla località <em>La Valle</em> fino al ponte Sessa-Mignano sulla <em>SP 14</em> in prossimità del bivio con <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/vezzara-conca-della-campania/" class="rank-math-link">Vezzara</a>. Il ponte, che lo sovrasta, visto dal rivo, sembra altissimo, in realtà non sarà alto neanche una ventina di metri.</p>



<p>Da piccoli si andava lì , sotto <em>La Pescara</em>, a lavare le pecore prima della tosatura e poi per il lavaggio della lana vero e proprio. Era un rituale bellissimo, quasi una festa. Si cantava mentre si lavavano pecore e lana.<br>La lana veniva prima cardata e poi lavata più volte nelle ceste di vimini, che venivano lasciate a galleggiare sul fiume mentre la corrente le ripuliva. Altra epoca, altri valori…</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Rio Maltempo</h3>



<p>Poi tutto ad un tratto, ecco che il Rio viene riportato in alcuni scritti come <em>Rio Maltempo</em>, confondendo evidentemente il nostro fiume con l’omonimo che sorge dal <em>Monte Friello</em> sul versante opposto di Conca.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusioni</h3>



<p>Arriviamo ai tempi nostri e chiudiamo il cerchio: <em>Rivo di Conca, Rio di San Lupo, Fiume Publìco</em> sono i nomi attribuiti allo stesso nostro amato fiume, che da secoli ci allieta con le sue &#8220;chiare, fresche e dolci acque&#8221;, che ha visto i baci degli innamorati e degli amanti, le fughe dei soldati e i loro corpi riversi…</p>



<h3 class="wp-block-heading">Note</h3>



<p id="nota-1"><strong>*</strong> 1499 agosto n.23, ind.II. A.VII. Alessandro VI. Conca. Capsula L. Regesti di Montecassino</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="bibliografia-fonti">Bibliografia e Fonti</h3>



<ol class="wp-block-list"><li>Osservazioni sulla topografia-medica del Regno di Napoli:&nbsp;Cenni sulla topografia-medica della città di Napoli, e delle provincie di Napoli, di terra di Lavoro, ed di principato ultra, Volume 2, Società Tipografica, Napoli, 1829, Salvatore De Renzi.</li><li>Atlante geografico del Regno di Napoli delineato per ordine di Ferdinando IV re delle Due Sicilie &amp; C. &amp; C. da Gio. Antonio Rizzi-Zannoni geografo di Sua Maestà e terminato nel 1808. Napoli, s.n., 1788-1812.</li><li>Guida D&#8217;Italia del Touring Club Italiano &#8211; Italia Meridionale &#8211; Terzo Volume &#8211; Campania, Basilicata e Calabria, Milano, 1928, L.V. Bertarelli</li><li>www.informagiovani-italia.com/comuni/mappe/Mappa-comune-conca-della-campania-cap-81044.html</li><li>Immagine di copertina di <strong>Mimmo Feola</strong>.</li></ol>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
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		<title>Lorenzo De Felice: la vita e la poesia</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/21/12/2020/lorenzo-de-felice-vita-poesia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2020 08:25:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo De Felice]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Mariavittoria Riccio ricorda la vita e la poesia di Lorenzo De Felice nel contesto di "Cultura in pillole" il 20 agosto 2010 a Conca della Campania.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<p>Questa sera ricorderemo un personaggio che ha meritato ampiamente di essere annoverato tra gli uomini illustri di <a href="https://www.concadellacampania.info/" class="rank-math-link">Conca della Campania</a>: <strong>Lorenzo De Felice</strong>.</p>






<h3 class="wp-block-heading">Chi era Lorenzo De Felice</h3>



<p>Ai meno giovani presenti qui questa sera il nome già rievoca la figura di una persona conosciuta e “riconosciuta” tra la popolazione; per i più giovani corre l’obbligo di tramandare loro un’altra storia tra le storie dei nostri predecessori che altrimenti resterebbero nel buio dell’anonimato.</p>



<p>Una così triste sorte non sarebbe sicuramente toccata al “nostro De Felice”, che, di suo, <strong>ha lasciato numerosi scritti saggi e libelli diffusi tra la popolazione</strong>, ma, nonostante ciò, questa città ha il dovere morale di ricordarlo pubblicamente. </p>



<p>Sono state, invero, troppe le occasioni che per merito suo hanno visto Conca assurgere a livelli alti di notorietà per via dei <strong>premi e le onorificenze che De Felice si è meritato</strong> nel corso della sua esistenza. </p>



<p>Innumerevoli medaglie di bronzo d’argento e d’oro, diplomi di merito, lettere di compiacimento meticolosamente menzionate a prefazione dei suoi scritti con un pizzico di narcisismo tipico delle persone di una certa età che raccolgono i <strong>frutti di una vita spesa anche, o, soprattutto, a servizio della collettività</strong> avvalorano quanto sopra detto.</p>



<p>Lorenzo De felice ha speso 37 anni come <a href="https://www.concadellacampania.info/13/11/2020/lorenzo-de-felice-funzionario/" class="rank-math-link"><strong>impiegato del Comune di Conca della Campania</strong></a> presso l’ufficio demografico. A fronte di una sua opera dice semplicemente: <em>“Molto ho dato per il bene sociale nei tempi di guerra e calamità…”</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Le principali opere poetiche di Lorenzo De Felice</h3>



<p>Mi limiterò questa sera ad illustrarvi solo le sue tre opere poetiche che sono più conosciute e che, nel contempo, mettono in risalto il suo lato introspettivo ed intimo. Non ho la presunzione di poter dare un giudizio tecnico su di esse non essendo qualificata in questo campo, mi sento tuttavia in grado di poter esprimere non solo la mia opinione in merito , ma di poterla partecipare a voi presenti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Solitudine 1975</h4>



<p>Il poeta “nuovo” nasce, a mio parere, con questo libriccino di poesie pubblicato nel 1975.</p>



<p>Sono rime fresche e gentili, tenere dediche a persone care, alla natura, ai santi… Tematiche esistenziali trattate con pudore, sommessamente, come chi ha paura di scoprire il proprio animo e metterlo a nudo… </p>



<p>E poi l’amore universale e l’Amore particolare. Aleggia e permea l’intero libro quest’Amore subìto, quest’amore triste e sconsolato, pesante ma… amore … e di Amore si tratta. </p>



<p>Solitudine senza rimedio sotto il tiglio: un cuore infranto e abbandonato. Solo licenze poetiche? Pura poesia? Non credo. Traspaiono emozioni e sensazioni reali, frutti di relazioni o pseudo relazioni amorose o semplicemente sentimentali. Tanta vita vissuta nell’intreccio con le storie dei suoi familiari: un continuo grido di ottenere attenzione. </p>



<p>E le tante liriche sulla mamma, l’amor filiale, l’abbandono, la riconoscenza, l’attenzione e la disattenzione verso colei che lo ha generato dimostrano l’eterno conflitto generazionale tra genitore e figlio, che nessuna storia potrà mai cambiare. Poca attenzione verso la figura paterna: forse timore riverenziale? Difficile dirlo. Sta di fatto che il padre è poco presente, oserei dire assente nel suo vissuto. Ad un poeta si perdona tutto anche una così grande lacuna nella marea di versi sciolti che ci ha lasciato! (n.d.r.)</p>



<h4 class="wp-block-heading">L&#8217;amore al servizio della vita 1982</h4>



<p>Si tratta di liriche, brandelli di vita vissuta a 360°. L’interesse per i fatti di cronaca quotidiana e per la politica in genere ispirano l’autore. </p>



<p>Vi si legge l’animo di un uomo maturo ancora innamorato della vita e dell’Amore. L’immagine scelta riportata in copertina e in terza pagina del libro, identica, prelude ad un contenuto emotivo di carattere romantico/storico che si ritrova amplificato tra le rime. </p>



<p>Certamente non paiono attribuibili ad un uomo di 78 anni, quale egli era al momento in cui ha scritto i versi, tanta freschezza d’animo e tanta lucidità di pensiero rispetto agli eventi storici ed ai suoi vissuti: invece man mano che si va avanti nella lettura dei testi traspare, per poi venire allo scoperto, la sua attenzione verso la cronaca, la vita civile, le istituzioni dello stato alle quali singolarmente rende onore e tributa gloria.</p>



<p>Una visione a tutto campo di una quotidianità vissuta con tenacia che non trascura i sentimenti: il suo cuore ancora batte forte, forte, forte…</p>



<h4 class="wp-block-heading">In clima di ferocia 1988</h4>



<p>Vi si ravvisa tutta la tragedia dell’ultima guerra vissuta personalmente dal Nostro ed il riflesso che essa ha avuto nel suo animo attraverso gli episodi di ferocia succedutisi durante gli anni del conflitto.</p>



<p>La mitezza della traduzione degli stessi in versi nulla toglie all’aria greve che la guerra ha lasciato nei suoi vissuti. De Felice ne è stato due volte vittima: come uomo e come poeta. </p>



<p>I poeti hanno un animo più sensibile, seguono gli eventi più col cuore che con la ragione e per questo soffrono in modo diverso dagli altri. Ne è prova e testimonianza la poesia chiusa in questo libro rimasta traccia indelebile degli affanni patiti, ma ancora vivi, dopo 45 anni dai fatti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Versi inediti</h4>



<p>Per pura onestà intellettuale voglio citare l’enorme quantità di versi inediti che De Felice ci ha lasciato. Soprattutto negli ultimi anni della sua vita ha scritto versi per ogni occasione civile o religiosa. In tutta sincerità credo che avesse ormai perso la sua vena poetica e si facesse trascinare dalla corrente, ragion per cui non è mia intenzione addentrarmi sulla loro descrizione per non voler togliere il merito che si è conquistato scrivendo con passione e competenza in 50 anni di poesia.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Chiesa di San Pietro Apostolo nella storia di Conca della Campania 1000 &#8211; 1996</h4>



<p>Una menzione particolare va fatta per questa “chicca” di storia dell’arte intrecciata con forza alla storia locale. <strong>Il reperimento di notizie e di documenti riguardanti la Collegiata rappresenta il più alto merito da tributare a De Felice</strong>.</p>



<p>Si devono a lui le copie dei registri delle natalità e le perizie tecniche sugli affreschi che sono state fatte da eminenti studiosi. Tanto si deve, è vero, alla costante presenza dell’amministrazione comunale e dei parroci che si sono succeduti, ma tantissimo resta il merito di chi è riuscito con alacre lavoro ma con scarsa preparazione specifica a lasciare un database (per dirla in termini in uso oggi) preziosissimo, al quale chi vi sta parlando ha attinto, seppure con la dovuta cautela tipica di chi non ha reperito direttamente le fonti.</p>



<p>Il prezioso lavoro svolto in merito alla descrizione della <a href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/chiesa-san-pietro-apostolo/">collegiata di San Pietro in Conca</a> rappresenta comunque un ordinato e sistematico approccio all’autentica storia dell’arte che costituisce una seria motivazione, per quanti (il mio invito è rivolto soprattutto ai giovani) volessero continuare a scavare nelle “origini” della storia di Conca e dei suoi abitanti nei secoli passati.</p>



<h4 class="wp-block-heading">San Salvatore Seus Santa Maria della Libera 1993</h4>



<p>Pubblicato per i solenni festeggiamenti in onore della Festa Patronale della Madonna della Libera del 1993 è pur esso un libello che contiene di fatto un documento pregevole, purtroppo monco, che riporta l’istituzione della chiesa di San Salvatore precedentemente al Concilio di Trento del 1545- 1563. La bolla, del 1483, fa afferire tale chiesa alla Collegiata di San Pietro Apostolo in Conca e ne stabilisce il numero dei canonici e delle prebende, oltre alla “sacra uffiziatura”.</p>



<p>Un vanto in più per la Città di Conca e un merito in più per il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cavalierato" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">Cavaliere</a>, che ha meticolosamente cercato, ancora una volta gli atti che provassero le origini storiche dei nostri monumenti religiosi. È stupefacente come De Felice riesca a mettere insieme documenti storici in contesti di ordine a carattere prettamente sociale o, per dirla meglio di pia tradizione social/religiosa. Un american pie in salsa rosa che però riesce a trasfondere il suo pensiero che in fondo ha un solo fine: il bene comune.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Crediti</h3>



<p>Intervento di <strong>Mariavittoria Riccio</strong> nella rievocazione storica dal titolo <strong><em>&#8220;La vita e la poesia di Lorenzo De Felice&#8221;</em></strong>, tenutasi il 20 agosto 2010 a Conca della Campania, nell’ambito della terza edizione di <em><strong>&#8220;Cultura in pillole&#8221;</strong></em>.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
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		<title>Memorie di un cable watch nonagenario</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/17/11/2020/cable-watch-guido-riccio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 20:46:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Vezzara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Il racconto di un concano costretto nel 1943 dai tedeschi a fare la guardia ai cavi telefonici lungo la tratta Teano-Roccamonfina-Conca-Mignano-Cassino.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<h2 class="wp-block-heading">Racconto di Guido Riccio da Vezzara di Conca della Campania</h2>



<p>Tutti aspettavamo che fosse il giorno più felice, invece l&#8217;8 settembre (1943 n.d.r.) fu l’inizio dei tormenti.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="525" height="700" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/11/guido-riccio.jpg" alt="Guido Riccio" class="wp-image-7995" title="Guido Riccio" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/11/guido-riccio.jpg 525w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/11/guido-riccio-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px" /><figcaption>Guido Riccio</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
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</div>



<h3 class="wp-block-heading">Presi con l&#8217;inganno</h3>



<p>Il 9 settembre fummo invitati a <a href="https://www.concadellacampania.info/" class="rank-math-link">Conca</a> per informazioni… Bluff!</p>



<p>Io stavo andando a Conca come tutti. Sotto &#8220;Le cerase&#8221; (in prossimità del bivio Vezzara-Vallecardi) incontrai Pasquale &#8220;Zecca&#8221; e mi disse: <em>&#8220;Dove vai?&#8221;</em> Io risposi: <em>&#8220;A Conca&#8221;. &#8220;Tu&#8221;</em> &#8211; mi disse &#8211; <em>&#8220;di che classe sei?&#8221; &#8220;26&#8221;</em> risposi io. <em>&#8220;Allora tornatene a casa perché hanno chiamato fino al &#8217;25 e poi io sono scappato perché stanno portando tutti a Cassino&#8221;</em>.</p>



<p>Dunque: tutti quelli che affluirono a Conca furono portati a Cassino, tra questi capitò anche &#8220;Pagliaro&#8221; (al secolo Antonio Sangiovanni&nbsp;n.d.r.).</p>



<p>Da qui comincia il calvario della guardia ai cavi telefonici che passavano da Teano a Cassino, cioè Teano-Roccamonfina-Conca-Mignano-Cassino.</p>



<p>Il turno era di cinque ore sia di giorno che di notte; la notte veniva la SS di ronda per ispezione&nbsp; e più di una volta diceva: <em>&#8220;achtung verboten&nbsp; schlafen&#8221;</em> ovvero: &#8220;<em>attenti proibito dormire o morte!&#8221;</em></p>



<p>E così andò fino alla fine di agosto, quando poi dovemmo abbandonare le case&nbsp;e fuggimmo verso le grotte sulle Cese.</p>



<p>Vivere sulle Cese fu troppo disagiato, mangiavamo solo quello che portava zio Giardino (Giovanni &nbsp;Riccio n.d.r.) dalla Forcella. Lì c’era una stazione austriaca ricevente e trasmittente e lo zio spaccava la legna per le stufe (dei soldati). Così mio zio portava avanzi di maiale e di vitello.</p>



<h3 class="wp-block-heading">&#8220;Ma&#8217; m&#8217;hanno sparato!&#8221;</h3>



<p>L’ultimo giorno che stavo guardando le mie posizioni &#8211; era dove (ora) sono le Scuole di Piantoli (trivio Conca-San Clemente-Piantoli) &#8211; venne un militare e mi portò a caricare un camion &#8211; c’era di tutto da caricare &#8211; già si sentiva il &#8220;profumo&#8221; dei soldati americani vicino al Volturno.</p>



<p>Dunque, questo soldato mi mise dentro il camion&nbsp;e cominciò a &#8220;buttarmi la roba&#8221; da sistemare [dentro il camion], cosa che non avevo visto mai fare.<br>Mi buttò talmente tanta roba che mi ricoprì tutto.</p>



<p>Visto&nbsp;che non ero capace per quel lavoro, mi fece scendere e cominciò a darmi calci nel culo &#8211; ancora mi fa male. Salì sul camion e io feci quello che aveva fatto lui, lo sommersi&nbsp; e scappai. Non scappavo, VOLAVO.</p>



<p>I militari che stavano dall’altra parte della strada, cioè sulla Chiusa, incominciarono a battere le mani. Il militare che stava nel camion, appena sentì il battimani uscì, prese la mitraglia e fece raffiche verso di me.</p>



<p>Ma, io scappavo come una lepre inseguita dai cani, andai a casa e dissi a mia madre: <em>&#8220;Ma&#8217; m&#8217;hanno sparato!&#8221;</em> Lei: <em>&#8220;Corri, corri, vai a Vallemarina!&#8221;</em><br>Così andai in montagna e non scesi più.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Mangiare era proprio un…</h3>



<p>Allora fu un’annata di castagne che non si era vista mai: castagne, funghi abbondavano. Quell’anno si andava sotto La Valle, lì c’erano tutte le qualità di frutta, mele e uva. Si portavano a zio Giardino (Giovanni Riccio) e lui le portava ai soldati sulla Forcella, così la sera quando tornava a casa, cioè alle grotte, portava le cose, come ho detto prima (viveri).</p>



<p>Un giorno fu fatale. Mentre stavamo decidendo chi doveva andare sotto La Valle per la frutta, sentimmo una baraonda che scendeva da Tuorofigliola alla Cupa, dove eravamo noi.</p>



<p>Si avvicinarono due militari carichi di bombe a mano e mitragliatori a spalla. Non dicevano altro che: <em>&#8220;Cable telephone&#8221;</em> e <em>&#8220;Cassino&#8221;</em>.</p>



<p>Noi stavamo tutti lì, io, Peppino, Luigi, Neda, tutti quelli di zio Giardino (ma loro restarono dietro). Mia madre aveva l’eczema, con la faccia piena di piaghe supplicava questi militari di lasciarci stare, ma loro dicevano solo <em>&#8220;telephone&#8221;</em> e <em>&#8220;Cassino&#8221;</em>.</p>



<p>Allora successe &#8220;la bella&#8221;. Peppino si scagliò su uno di loro, gli prese il fucile e l’altro manco fiatò. E Peppino disse: <em>&#8220;Cassino! Tu vai a Cassino!&#8221;</em> Col fucile puntato al militare. Cosa successe non siamo stati mai capaci di capirlo. Il soldato disse: <em>&#8220;Ja, io Cassino&#8221;</em>. Peppino gli diede il fucile e loro andarono via.</p>



<p>La sera sapemmo da zio Giardino che aveva incontrato Adolfo… con un gomitolo di fili telefonici che non ce la faceva nemmeno a portarlo. Ecco perché i soldati tedeschi dicevano <em>&#8220;telefon&#8221;</em>.</p>



<p>Sapemmo che quei fili li aveva commissionati Canale (Antonio poi morto sotto Villa Del Monte n.d.r.) per metterli alla vigna dietro la Chiesa.</p>



<p>La mattina seguente andai dietro alla Forcella di zio Renzuccio a prendere una sacchetta di patate. Quelle patate stavano messe &#8220;accummugliate&#8221; con le foglie di castagne.</p>



<p>Mentre stavo per caricarmi addosso le patate, alle spalle sentii la voce di zio Renzuccio dire: <em>&#8220;Guidù scappa, i Tedeschi! piglia la mula e vai alla Oria!&#8221;</em> La Oria era un laghetto che si trovava in località Pantano. E così salvammo pure la mula. Io tornai, senza patate, via Vallemarina, bosco bosco e andai sulle Cese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;inizio dei &#8220;fuochi&#8221;</h3>



<p>Poi incominciarono &#8220;i fuochi&#8221;. Ho visto squadriglie di &#8220;fortezze volanti&#8221; che bombardavano Mignano. Le postazioni tedesche dell’88 non arrivavano alle altezze che portavano gli aerei americani.</p>



<p>I &#8220;fuochi&#8221; si alternarono quando i tedeschi incominciarono a minare tutte le piante di castagni che stavano ai lati della strada.</p>



<p>Ad un tratto incominciarono a saltare in aria tutti i castagni, uno appresso all&#8217;altro. Da Sant&#8217;Antuono a Conca li buttarono tutti a terra.</p>



<p>E poi si sentì un boato… il Palazzo Bartoli l&#8217;ho visto saltare in alto come una cosa indescrivibile: un disco rotondo di fuoco.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La grande sorpresa</h3>



<p>E poi ci fu la grande sorpresa&#8230; Mentre si dormiva, una notte, si avvertì un tremolio… stava per cadere la grotta? Non ci potevamo credere. Tutte le Cese fino a Sipicciano percorse da una catena di carri armati. <em>&#8220;E questi chi sono adesso?&#8221;</em></p>



<p>Vedemmo un militare che da sopra la grotta tirava castagne giù, con la pistola in mano. Luigi, ferito (in guerra n.d.r) stava con la divisa coloniale, uscì e disse: <em>&#8220;Ru tedesco!&#8221;</em></p>



<p>Uscimmo tutti fuori dalla grotta, lui mise la pistola nel fodero e disse: &#8220;Civil!&#8221; in americano. Allora zia Rosina, che ricordava i numeri inglesi cominciò a contare e fu l’ora del cioccolato e caramelle. Le case furono invase da tutta la 5^ Armata americana. Dopo vennero i Francesi con i Marocchini.</p>



<p>Sotto la Cupa, non so come, ci portarono le camionette. C&#8217;erano tutte tende di donne marocchine.</p>



<p>Un giorno andammo io e Luigi per rimediare qualcosa. Eravamo vicino alla grotta quando una di queste uscì dalla tenda e diceva: &#8220;Missiù, come here, jà jà , mi serve l&#8217;argiant!&#8221; E Luigi: <em>&#8220;Guidù, scappammo sennò ce fottono!&#8221;</em> Ancora stiamo a scappare…</p>



<h3 class="wp-block-heading">Verso la ripresa&#8230;</h3>



<p>E così continuò. L’8 settembre cominciammo &nbsp;&#8220;a fare qualcosa&#8221; con gli Americani e Inglesi, si cominciò a mangiare… Poi tornammo&nbsp; nelle nostre case, ma sempre a vivere nelle grotte perché da Cassino fino a Vallemaio c&#8217;erano i Tedeschi e vivevamo sotto le cannonate, tanto che la moglie di &#8220;Pecorone&#8221; ( Pietro Addesso n.d.r) ci morì con due suoi figli.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="wp-block-heading">Galleria Fotografica</h3>


<div class="wps-shortcode-wrapper wps-gallery wps-custom-gallery-title-hover wps-lightbox-gallery" id="wps-gallery"><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/11/stazionamenrto-servizi-vezzara.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/11/stazionamenrto-servizi-vezzara.jpg" title="Punto di stazione e dislocazione zona servizi &#8211; Vezzara"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/11/stazionamenrto-servizi-vezzara-200x150.jpg" alt="Punto di stazione e dislocazione zona servizi &#8211; Vezzara" width="200" height="150" title="Memorie di un cable watch nonagenario"><span class="wps-custom-gallery-title">Punto di stazione e dislocazione zona servizi &#8211; Vezzara</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/11/mappa-truppe.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/11/mappa-truppe.jpg" title="Mappa topografica truppe – “Innesto” Roccamonfina/Mignano/Sipicciano"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/11/mappa-truppe-200x150.jpg" alt="Mappa topografica truppe – “Innesto” Roccamonfina/Mignano/Sipicciano" width="200" height="150" title="Memorie di un cable watch nonagenario"><span class="wps-custom-gallery-title">Mappa topografica truppe – “Innesto” Roccamonfina/Mignano/Sipicciano</span></a></div></div>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="wp-block-heading">Immagine di copertina</h3>



<p>Nell&#8217;immagine di copertina è rappresentato il bracciale che venne usato dagli addetti alla guardia dei fili telefonici nella località &#8220;Innesto&#8221;, al confine tra il Comune di Conca della Campania e Galluccio. [Archivio Lorenzo De Felice]</p>



<h3 class="wp-block-heading">Note di redazione</h3>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<div class="wps-shortcode-wrapper wps-alert wps-alert-secondary" id="wps-alert"></p>
<p>Testo  rinvenuto e trascritto dall’originale senza modifiche alla forma e al contenuto.<br />
I fatti raccontati e i luoghi citati sono storicamente attendibili.<br />
Le persone menzionate sono pregate di  rilevare eventuali inesattezze riportate di cui mi scuso fin d’ora.</p>
<p>Ringrazio Pasqualino Comparelli per l’immagine tratta da un suo libro.</p>
<p>Tutti i diritti sono riservati.</p>
<p></div>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Nota Biografica</h3>



<p><strong>Guido Riccio</strong> è nato a <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/vezzara-conca-della-campania/" class="rank-math-link">Vezzara</a> il 25 agosto 1926 da una famiglia numerosa.<br>E’ stato cavapietre, cameriere, <em>maitre d’hotel </em>e <em>barman</em>. Ha fatto per lungo tempo l’archivista presso l’Italtel di Milano e di Santa Maria Capua Vetere.</p>



<p>Appassionato di Egittologia, ha divorato numerosi testi sull’argomento, divenendo un impareggiabile conoscitore della materia.<br>Ha scritto memorie eterogenee, molte delle quali sulla storia locale.</p>



<p>La sua dipartita ha lasciato un vuoto incolmabile: è stato un papà amorevole e premuroso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Matteo de Capua, Principe di Conca, costruisce in Napoli una palestra per il giuoco del pallone</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/06/08/2020/matteo-de-capua-costruisce-palestra-napoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Nel 1956 il Bollettino del Circolo Numismatico Napoletano, anno XLI gennaio – dicembre, pubblicava tra le medaglie commemorative in raccolta, una che riguarda noi Concani molto da vicino, giacché l’evento commemorativo ha avuto origine da Matteo de Capua, Principe di Conca. Si tratta di una costruzione che il de cuius fece costruire, con un immenso dispendio di denaro (1) e di manodopera, a Napoli, fra la fine del 1500 e gli inizi del 1600. Stiamo parlando di una palestra coperta per il gioco &#8220;del pallone e della racchetta&#8221;. Quest’opera innovativa si rese necessaria, a parere del Nostro, in quanto i </p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
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<p>Nel 1956 il Bollettino del Circolo Numismatico Napoletano, anno XLI gennaio – dicembre, pubblicava tra le medaglie commemorative in raccolta, una che riguarda noi Concani molto da vicino, giacché l’evento commemorativo ha avuto origine da <a href="https://www.concadellacampania.info/storia-conca-della-campania/#la-patria-di-erchemperto-gli-angioini-gli-aragonesi-ed-il-principato" class="rank-math-link">Matteo de Capua, Principe di Conca</a>.</p>



<p>Si tratta di una costruzione che il <em>de cuius</em> fece costruire, con un immenso dispendio di denaro <strong><sup><a href="https://www.concadellacampania.info/06/08/2020/matteo-de-capua-costruisce-palestra-napoli/#note" class="rank-math-link">(1)</a></sup></strong> e di manodopera, a Napoli, fra la fine del 1500 e gli inizi del 1600.</p>



<p>Stiamo parlando di una palestra coperta per il gioco &#8220;del pallone e della racchetta&#8221;.</p>



<p>Quest’opera innovativa si rese necessaria, a parere del Nostro, in quanto i giovani cortigiani avevano bisogno di svaghi e non solo di cultura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/08/palazzo-conca-napoli.jpg" alt="Palazzo Conca in Via Bellini, a Napoli" class="wp-image-7164" title="Palazzo Conca in Via Bellini, a Napoli" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/08/palazzo-conca-napoli.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/08/palazzo-conca-napoli-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/08/palazzo-conca-napoli-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Palazzo Conca in Via Bellini, a Napoli – immagine dal web</figcaption></figure>



<p>Fu eretta sotto il Palazzo &#8220;Conca&#8221;, di fronte alla chiesa di San Pietro in Maiella e fu impiegata anche per altri sport (come diremmo ora), ma ebbe avversa fortuna e alla fine, in seguito alle vicende legate alla famiglia, fu abbattuta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La medaglia commemorativa</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/08/medaglia-matteo-de-capua.jpg" alt="Dritto e rovescio della medaglia commemorativa di Matteo de Capua – dal Bollettino Numismatici Napoletano 1956" class="wp-image-7176" title="Dritto e rovescio della medaglia commemorativa di Matteo de Capua – dal Bollettino Numismatici Napoletano 1956" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/08/medaglia-matteo-de-capua.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/08/medaglia-matteo-de-capua-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/08/medaglia-matteo-de-capua-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Dritto &#8211; MATTH<strong>Æ</strong>US DE CAPUA CONCHANORUM PRINCEPS, in corona di grosse perle. Busto a destra con corazza, manto e colletto ad incespo.</p>



<p>Rovescio &#8211; OTIO IUVENTUTIS &#8211; PARTENOP<strong>ÆÆ</strong> DICATUM, in corona di grosse perle. Edifizio costituito da 10 archi sostenuti da 11 colonne.</p>



<p>Bronzo mm 55. Museo Nazionale di Napoli. Collezione Santangelo. </p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="wp-block-heading" id="note">Note</h3>



<ol class="wp-block-list"><li>tasse imposte e riscosse anche tra i concittadini di Conca, com’era costume” anche” in quell’epoca, per la realizzazione delle opere pubbliche(N.d.R.).</li></ol>
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		<title>Il conventino dei monaci benedettini in località Peschiera</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/20/01/2010/conventino-benedettini-masseria-monaci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 11:10:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Vezzara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Studi sugli insediamenti benedettini in Conca della Campania (tra storia e ricordi personali) Se per caso vi capita di passare per la via comunale che dalla Madonna delle Grazie (antica) conduce a La Macchina, verso Piantoli, soffermatevi&#160; e gustate&#160; la campagna intorno&#8230; è ancora uno spettacolo per gli occhi ed un toccasana&#160; per lo spirito. Vi è, in quella zona remota, un ecosistema rurale pressochè inalterato rispetto ad una trentina d&#8217; anni fa, quando l&#8217;ho visto l&#8217;ultima volta.Sono ritornata in quel posto memore di quella strana costruzione, antichissima, che da piccoli ci incuteva paura perchè proprio lì davanti c&#8217;era una </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<h2 class="wp-block-heading">Studi sugli insediamenti benedettini in Conca della Campania (tra storia e ricordi personali)</h2>



<p>Se per caso vi capita di passare per la via comunale che dalla Madonna delle Grazie (antica) conduce a La Macchina, verso Piantoli, soffermatevi&nbsp; e gustate&nbsp; la campagna intorno&#8230; è ancora uno spettacolo per gli occhi ed un toccasana&nbsp; per lo spirito.</p>



<p>Vi è, in quella zona remota, un ecosistema rurale pressochè inalterato rispetto ad una trentina d&#8217; anni fa, quando l&#8217;ho visto l&#8217;ultima volta.<br>Sono ritornata in quel posto memore di quella strana costruzione, antichissima, che da piccoli ci incuteva paura perchè proprio lì davanti c&#8217;era una peschiera dalle acque verdi e melmose. Gli anziani dicevano a noi ragazzi di stare attenti: vi si poteva finire dentro e sarebbe stata morte certa. La &#8220;oria&#8221; , come veniva definita (correttamente dal latino orior = sorgere) la pozza sorgiva, era una parola di sicuro effetto deterrente ogni qualvolta veniva pronunciata, soprattutto se preceduta da &#8220;attenti!&#8221;<br>Ricordo quegli archi e quegli enormi &#8220;finestroni&#8221; che sovrastavano la peschiera, cupi ed austeri.</p>



<p>In quei tempi si andava alla &#8220;oria&#8221; soprattutto d&#8217;estate, per trovare un po&#8217; di refrigerio all&#8217;afa e alla calura, e, lì, i più temerari facevano il bagno e si tuffavano anche…</p>



<p>Quel posto, così&nbsp;<em>sui generis</em>, è, molto verosimilmente, un ex convento dei padri Benedettini di Montecassino che colà&nbsp;<em>orabant et laborabant</em>.<br>La memoria storica della popolazione attribuisce il luogo a dimora dei monaci, che, come indica la Regola di San Benedetto, bastavano a loro stessi producendo in loco il fabbisogno edule giornaliero. Si spiega così la peschiera, parola poi assunta a denominare quella &#8220;pezza di terra&#8221; e il luogo circostante. Si spiega anche, a dire il vero, l&#8217;edicola sacra eretta poco lontano, alla Madonna delle Grazie, che è stata per secoli cappella sepolcrale (dei monaci prima e&#8230; della popolazione laica poi?).</p>



<p>La costruzione, ormai enormemente stravolta nel suo originario disegno architettonico perchè più volte restaurata, adibita ad abitazione civile da lungo tempo, conserva intatte le fondamenta e la primitiva struttura&nbsp; sul lato prospiciente la vasca.</p>



<p>Un muro perimetrale porta ancora visibile un contrafforte che era in uso in epoca medievale nella costruzione di chiese e cattedrali. Il parroco (don De Sano), di Piantoli. paese limitrofo, che ha scritto delle brevi memorie storiche sulla costruzione, sostiene che all&#8217;interno  di essa erano ben visibili degli arabeschi molto probabilmente fatti eseguire dai Saraceni, che nell&#8217;anno 881 conquistarono il territorio distruggendo anche <strong><a href="https://www.concadellacampania.info/28/01/2009/ipotesi-localizzazione-castrum-pilanum/" class="rank-math-link">Castel Pilano</a></strong>. </p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h5 class="wp-block-heading">Piccola galleria fotografica sul convento benedettino (oggi masseria monaci) in località Peschiera</h5>



<p class="has-small-font-size">Foto di <a class="rank-math-link rank-math-link" href="https://www.diegodisalvo.com/" target="_blank" rel="noopener">Diego Gianluigi Di Salvo</a></p>


<div class="wps-shortcode-wrapper wps-gallery wps-custom-gallery-title-hover wps-lightbox-gallery" id="wps-gallery"><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/peschiera-monaci-big.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/peschiera-monaci-big.jpg" title="Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/peschiera-monaci-big-120x90.jpg" alt="Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania" width="120" height="90" title="Il conventino dei monaci benedettini in località Peschiera"><span class="wps-custom-gallery-title">Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/masseria-monaci-peschiera-big.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/masseria-monaci-peschiera-big.jpg" title="Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/masseria-monaci-peschiera-big-120x90.jpg" alt="Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania" width="120" height="90" title="Il conventino dei monaci benedettini in località Peschiera"><span class="wps-custom-gallery-title">Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/masseria-monaci-panorama-big.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/masseria-monaci-panorama-big.jpg" title="Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/masseria-monaci-panorama-big-120x90.jpg" alt="Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania" width="120" height="90" title="Il conventino dei monaci benedettini in località Peschiera"><span class="wps-custom-gallery-title">Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/masseria-monaci-big.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/masseria-monaci-big.jpg" title="Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/masseria-monaci-big-120x90.jpg" alt="Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania" width="120" height="90" title="Il conventino dei monaci benedettini in località Peschiera"><span class="wps-custom-gallery-title">Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/finestra-masseri-monaci-big.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/finestra-masseri-monaci-big.jpg" title="Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/finestra-masseri-monaci-big-120x90.jpg" alt="Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania" width="120" height="90" title="Il conventino dei monaci benedettini in località Peschiera"><span class="wps-custom-gallery-title">Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/contrafforte-masseria-monaci-big.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/contrafforte-masseria-monaci-big.jpg" title="Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/contrafforte-masseria-monaci-big-120x90.jpg" alt="Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania" width="120" height="90" title="Il conventino dei monaci benedettini in località Peschiera"><span class="wps-custom-gallery-title">Masseria Monaci &#8211; Conca della Campania</span></a></div></div>
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		<title>La Via Francisca in quel di Conca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Conca Centro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Alla scoperta della Via Francigena, millenario cammino dei pellegrini,&#160; tra i castagneti di Conca della Campania Il Chronicon Vulturnense del monaco Giovanni costituisce la fonte più preziosa per chi, come noi, vuole vantare il passaggio di una via Romea nel nostro territorio. La citazione riguarda il passo in cui viene menzionata una pecia ad Conca, esattamente l’octavadecima, &#8220;…quomodo descendit ipse monte de Caprile usque ad via que dicitur Francisca&#8221;.(1) La fonte storica va sempre verificata, ma è vero che tanti toponimi presenti e ancora in uso nelle nostre zone non lasciano spazio a dubbi. La via Francisca, Romea, Francigena che </p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Alla scoperta della Via Francigena, millenario cammino dei pellegrini,&nbsp; tra i castagneti di Conca della Campania</strong></h2>



<p>Il Chronicon Vulturnense del monaco Giovanni costituisce la fonte più preziosa per chi, come noi, vuole vantare il passaggio di una via Romea nel nostro territorio.</p>



<p>La citazione riguarda il passo in cui viene menzionata una pecia ad Conca, esattamente l’octavadecima, <em>&#8220;…quomodo descendit ipse monte de Caprile usque ad via que dicitur Francisca&#8221;.(1)</em></p>



<p>La fonte storica va sempre verificata, ma è vero che tanti toponimi presenti e ancora in uso nelle nostre zone non lasciano spazio a dubbi.</p>



<p>La via Francisca, Romea, Francigena che dir si voglia (ovvero generata dai Franchi) fa riferimento alla via del pellegrinaggio o della fede che ha preso piede nel Medioevo ed è giunta inalterata come concetto culturale e religioso e pressoché intatta nella sua ubicazione geografica.</p>



<p>Fin qui la generalizzazione del concetto, che, nel caso di Conca, trova la sua applicazione nella Via, tratturo, acciottolato, che costeggia la Strada provinciale Sessa – Mignano da Via Chiana – Caprile fino al bivio di Sant’Antuono.</p>



<p>Il ricordo di questa Via Francisca si perde nella notte dei tempi.<br>La sua funzione è sempre stata quella di veicolo di merci e di scambi, ma non ultima quella di pellegrinaggi verso il Santuario dei Lattani e, in senso opposto, verso l’ Abbazia della Ferrara, entrambi famosi luoghi di culto.</p>



<p class="has-small-font-size"><em>(1) Chronicon Vulturnense del monaco Giovanni, a cura di V. Federici, vol II, Roma 1925 pag.49&nbsp;</em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scheda Tecnica della Via Francigena a Conca della Campania</strong></h3>



<p>La ricognizione di superficie effettuata sulla Via Francisca, pur non essendo suffragata da esami tecnico/scientifici di laboratorio, fa afferire la datazione di essa ad epoca tardo-antica o romana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/pavimentazione-via-francigena.jpg" alt="La pavimentazione della Via Francigena" class="wp-image-5022" title="La Via Francisca in quel di Conca" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/pavimentazione-via-francigena.jpg 800w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/pavimentazione-via-francigena-300x225.jpg 300w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/pavimentazione-via-francigena-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption> La pavimentazione della Via Francigena </figcaption></figure>



<p>L&#8217;esame dei reperti ha messo in luce una tecnica in uso proprio in epoca romana, infatti, descritta con maestria da STAZIO nel suo poetico <em>&#8220;SILVAE&#8221;</em>, Libro IV in cui tratta della costruzione della strada litoranea Via Domitiana, precisamente nel tratto che congiunge le foci del Volturno e Pozzuoli.</p>



<p>Supportati da questa conoscenza, è stato possibile delineare i tratti tecnici che definiscono questa via come una delle <em>viae silicae</em> o <em>lapidibus stratae</em> ovvero vie pavimentate con sassi di silice o sassi quadrati. Era consuetudine infatti formare il <em>pavimentum</em> della via con lastre poligonali e diseguali di basalto o di calcare, levigati nella parte superiore e profilati in quella inferiore, a cuneo, accostati l&#8217;uno all&#8217;all&#8217;altro con grande cura.</p>



<p>Talvolta, se si trattava di costruire strade su terreni particolarmente ripidi, venivano scavati nella pavimentazione dei solchi paralleli per consentire alle ruote dei veicoli un percorso agevole evitando l&#8217;uscita di strada.</p>



<p>In sostanza il procedimento usato era il seguente: un <em>primus labor</em>, una prima operazione prevedeva la delimitazione dei margini della via con due solchi paralleli nel terreno<em> (inchoare sulcos et rescindere limites)</em>. Al centro di essi si scavava una <em>trincea</em> atta a raggiungere una solida base per sostenere il manto stradale. Si colmava quindi la fossa con i materiali al momento disponibili ma comunque in grado di assicurare coerenza con il manto stradale al fine di evitare voragini e/o cedimenti.</p>



<p>Lo spessore dello strato non doveva essere inferiore a 30 cm e andava assimilato allo <em>statumen</em> e formato da pietre di media o grossa taglia. Sopra questo strato veniva gettato il <em>rudus</em> consistente in ciottoli amalgamati con argilla o malta. Di poi il terreno veniva battuto con mazze ferrate. Questo strato più fino serviva a drenare le acque ed era ricoperto a sua volta da un <em>nucleus</em> di ghiaia livellata con battipali e rullo. Infine il <em>pavimentum</em>, il <em>dorsum</em>, contraddistingueva a seconda di quale tipo di pietra locale era rivestito, la via, che poteva essere<em> terrenae</em>, (terra battuta) <em>glarea</em> (ghiaia e breccia )<em> siliciae </em>(lastre di pietra poligonale).</p>



<p>La nostra Via Francisca rispecchia, quindi, tutte le caratteristiche dell&#8217;epoca romana di costruzione di questo genere di rete viaria: poca forzatura del terreno, piccoli raggi di curvatura per facilitare il percorso dei carri, tracciato lontano dal fondovalle (soggetto a possibili inondazioni).</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h5 class="wp-block-heading">Galleria fotografica della Via Francigena a Conca della Campania</h5>



<p>Fofo di <strong><a href="https://www.diegodisalvo.com/" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">Diego Gianluigi Di Salvo</a></strong></p>


<div class="wps-shortcode-wrapper wps-gallery wps-custom-gallery-title-hover wps-lightbox-gallery" id="wps-gallery"><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-1.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-1.jpg" title="Via Francigena Conca della Campania"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-1-120x90.jpg" alt="Via Francigena Conca della Campania" width="120" height="90" title="La Via Francisca in quel di Conca"><span class="wps-custom-gallery-title">Via Francigena Conca della Campania</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-2-1.jpg"><a 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Francigena Conca della Campania" width="120" height="90" title="La Via Francisca in quel di Conca"><span class="wps-custom-gallery-title">Via Francigena Conca della Campania</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-4.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-4.jpg" title="Via Francigena Conca della Campania"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-4-120x90.jpg" alt="Via Francigena Conca della Campania" width="120" height="90" title="La Via Francisca in quel di Conca"><span class="wps-custom-gallery-title">Via Francigena Conca della Campania</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" 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(9)"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-9-120x90.jpg" alt="via-franPanorama di Vezzaracigena-conca-della-campania (9)" width="120" height="90" title="La Via Francisca in quel di Conca"><span class="wps-custom-gallery-title">via-franPanorama di Vezzaracigena-conca-della-campania (9)</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-10.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-10.jpg" title="via-franciPavimentazione Via Francigena Conca della Campaniagena-conca-della-campania (10)"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-10-120x90.jpg" alt="via-franciPavimentazione Via Francigena Conca della 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Francisca in quel di Conca"><span class="wps-custom-gallery-title">Via Francigena Conca della Campania</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-15.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-15.jpg" title="Via Francigena Conca della Campania"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-15-120x90.jpg" alt="Via Francigena Conca della Campania" width="120" height="90" title="La Via Francisca in quel di Conca"><span class="wps-custom-gallery-title">Via Francigena Conca della Campania</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-16.jpg"><a 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Francigena Conca della Campania" width="120" height="90" title="La Via Francisca in quel di Conca"><span class="wps-custom-gallery-title">Via Francigena Conca della Campania</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-18.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-18.jpg" title="Via Francigena Conca della Campania"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/via-francigena-conca-della-campania-18-120x90.jpg" alt="Via Francigena Conca della Campania" width="120" height="90" title="La Via Francisca in quel di Conca"><span class="wps-custom-gallery-title">Via Francigena Conca della Campania</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" 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		<title>Rinasce a Vezzara la chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 17:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Vezzara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Tornerà sicuramente agli antichi splendori l&#8217;edicola sacra ubicata sulla via che congiunge Vezzara di Conca della Campania a Torazzi, esattamente al bivio Rio Petroso. È recente il risanamento apportato all&#8217;antica cappella votiva: sono state estirpate infatti le erbacce che da decenni l&#8217;avvolgevano ed è stata ripulita dai materiali di ogni genere che al suo interno erano stati selvaggiamente accumulati. In primavera, con il contributo dei Vezzaresi e di chi vorrà generosamente farsene carico, inizieranno i lavori di restauro conservativo del sacro luogo. La &#8220;cappella&#8221;, come è stata sempre indentificata dalla popolazione, si presenta adesso nel suo assetto originario. A pianta </p>
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<p>Tornerà sicuramente agli antichi splendori l&#8217;edicola sacra ubicata sulla via che congiunge <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/frazioni/#vezzara" class="rank-math-link">Vezzara di Conca della Campania</a> a Torazzi, esattamente al bivio Rio Petroso. È recente il risanamento apportato all&#8217;antica cappella votiva: sono state estirpate infatti le erbacce che da decenni l&#8217;avvolgevano ed è stata ripulita dai materiali di ogni genere che al suo interno erano stati selvaggiamente accumulati.</p>



<p>In primavera, con il contributo dei Vezzaresi e di chi vorrà generosamente farsene carico, inizieranno i lavori di restauro conservativo del sacro luogo. </p>



<p>La &#8220;cappella&#8221;, come è stata sempre indentificata dalla popolazione, si presenta adesso nel suo assetto originario. A pianta latina e volta a botte (quasi interamente distrutta) l&#8217;edicola conserva il suo primitivo impianto: nartece, due finte colonne che danno sul transetto e altare al centro. Due piccole finestre cieche scavate nella parete ne completano l&#8217;architettura.<br>Edificata in pietra locale (tufo), essa fu dedicata dalla famiglia De Simone di Conca, proprietaria del terreno e committente, a Santa Maria di Costantinopoli, detta Odigitria (colei che indica la via); provvida dedica, perchè appunto posta ad un trivio.</p>



<p>Lungo questa via accidentata hanno transitato per secoli i pellegrini provenienti dal Lazio diretti verso il Santuario dei Lattani sostando colà per una breve preghiera.</p>



<p>Restano tracce visibili dell&#8217;antico affresco raffigurante la Sacra Immagine Mariana, situato proprio sull&#8217;altare.</p>



<p>Altro motivo della dedicazione alla Madonna potrebbe essere quello che sotto la veste di &#8220;fortezza e difesa&#8221;, la Vergine ha protetto per secoli le popolazioni della Campania dagli assalti dei Saraceni. È noto che i paesi di questa zona dell&#8217;Alto Casertano hanno subito incursioni da parte delle popolazioni arabe per secoli.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h5 class="wp-block-heading">Piccola galleria fotografica sulla chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli</h5>


<div class="wps-shortcode-wrapper wps-gallery wps-custom-gallery-title-hover wps-lightbox-gallery" id="wps-gallery"><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli1.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli1.jpg" title="Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli1-120x90.jpg" alt="Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli" width="120" height="90" title="Rinasce a Vezzara la chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli"><span class="wps-custom-gallery-title">Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli2.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli2.jpg" title="Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli2-120x90.jpg" alt="Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli" width="120" height="90" title="Rinasce a Vezzara la chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli"><span class="wps-custom-gallery-title">Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli3.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli3.jpg" title="Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli3-120x90.jpg" alt="Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli" width="120" height="90" title="Rinasce a Vezzara la chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli"><span class="wps-custom-gallery-title">Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli4.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli4.jpg" title="Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli4-120x90.jpg" alt="Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli" width="120" height="90" title="Rinasce a Vezzara la chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli"><span class="wps-custom-gallery-title">Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli</span></a></div><div class="wps-custom-gallery-inner" data-src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli5.jpg"><a href="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli5.jpg" title="Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/04/santa-maria-costantinopoli5-120x90.jpg" alt="Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli" width="120" height="90" title="Rinasce a Vezzara la chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli"><span class="wps-custom-gallery-title">Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli</span></a></div></div>
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		<title>Ricominciare da Castrum Pilanum</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/28/01/2009/ipotesi-localizzazione-castrum-pilanum/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariavittoria Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 16:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Castrum Pilanum]]></category>
		<category><![CDATA[Erchemperto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Ipotesi sul luogo natio dello storico Erchemperto, dagli atti del convegno: &#8220;Erchempert, un concano alla corte benedettina&#8221; Il mio ringraziamento va innanzi tutto alla Proloco di Conca della Campania per avermi concesso l&#8217;opportunità di formulare questo intervento, poi, ma non in subordine, al signor Sindaco e a tutti i presenti. L&#8217;intento è quello di partecipare al maggior numero di persone non tanto la figura di Erchempert quanto richiamare l&#8217;interesse su&#160;&#8220;Erchempert concano&#8221;. La città di Conca della Campania non ha fatto abbastanza per appropriarsi &#8220;in toto&#8221; di questo suo figlio illustre; ci sono riuscite meglio le città di Teano, di Benevento, </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>




<h2 class="wp-block-heading">Ipotesi sul luogo natio dello storico Erchemperto, dagli atti del convegno: &#8220;Erchempert, un concano alla corte benedettina&#8221;</h2>



<p>Il mio ringraziamento va innanzi tutto alla Proloco di Conca della Campania per avermi concesso l&#8217;opportunità di formulare questo intervento, poi, ma non in subordine, al signor Sindaco e a tutti i presenti.</p>



<p>L&#8217;intento è quello di partecipare al maggior numero di persone non tanto la figura di <a href="https://www.concadellacampania.info/storia-conca-della-campania/erchemperto/" class="rank-math-link">Erchempert</a> quanto richiamare l&#8217;interesse su&nbsp;<strong>&#8220;Erchempert concano&#8221;</strong>.</p>



<p>La città di Conca della Campania non ha fatto abbastanza per appropriarsi &#8220;in toto&#8221; di questo suo figlio illustre; ci sono riuscite meglio le città di Teano, di Benevento, di Salerno, le quali pur avendo credenziali meno considerevoli hanno esteso la fama di Erchempert non solamente ai circoli letterari, ma all&#8217;intera società colta.<br>Si è sempre in tempo per rimediare&#8230;</p>



<p>Quello di oggi potrebbe essere il giusto tempo. Siamo infatti qui per riconoscere ad Erchempert la dignità che è dovuta non solo alla sua persona, ma al suo ruolo nella storia di questi luoghi.</p>



<p>La sua figura esce da tutti gli schemi del tempo e del luogo in cui ha vissuto, è un fuoriclasse che dà i numeri ai cantori che l&#8217;hanno preceduto e che gli sono succeduti nel suo genere letterario e non certo per il suo stile rozzo e sgrammaticato, ma per la sua &#8220;verve&#8221;, la sua enorme carica umana e vitale, i suoi contenuti. Non dimentichiamo qui che ha cantato di Benevento come la &#8220;Ticini geminum&#8221;, la gemella di Pavia&#8230;</p>



<p>Le sue origini longobarde, delle quali si è sempre vantato nella sua&nbsp;<em>&#8220;Hystoriola&#8221;</em>, così come il suo rammarico e la sua costernazione per l&#8217;estinzione della gens longobarda in terra minore, traspaiono a chiare lettere dal suo scritto. Erchempert non ha mai rinnegato i suoi natali.</p>



<p>Ciò premesso, per non divagare, torniamo al tema. I cenni biografici a cui ha fatto riferimento Pasquale Comparelli ci confermano che, se non esistono dubbi sulla nascita di Erchempert nella contea di Teano, in territorio di Conca, ancora brancolano nel buio per quanto riguarda l&#8217;esatta ubicazione del&nbsp;<strong>Castrum Pilanum</strong>&nbsp;in cui ha sicuramente vissuto per lungo tempo il nostro monaco benedettino.</p>



<p>Gli ottimi studi fatti dal compianto Lorenzo De Felice e l&#8217;ordinata e preziosa catalogazione dei testi che ha fatto, a riguardo, nel 2004 Adolfo Panariello (solo per citarne alcuni) hanno dato ragione al professor Richard Hodge della East Anglia University, che ha definito Castrum Pilanum &#8220;lost&#8221; cioè sito del quale si sono perse le tracce. </p>



<h3 class="wp-block-heading">La prima ipotesi &#8211; Pisciariello</h3>



<p>La mia prima ipotesi di percorso, invece, suffragata dai toponimi e da rilevazioni di carattere strategico-militare, mi porta a supporre che il castrum sia riconducibile ai ruderi ancora esistenti e ben visibili in&nbsp;<strong>località Pisciariello</strong>&nbsp;di Conca nella proprietà Di Salvo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="658" height="392" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/castrum-pilanum-ipotesi1-big.jpg" alt="Castrum Pilanum, ipotesi di localizzazione a Santo Janni" class="wp-image-5081" title="Ricominciare da Castrum Pilanum" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/castrum-pilanum-ipotesi1-big.jpg 658w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/castrum-pilanum-ipotesi1-big-300x179.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 658px) 100vw, 658px" /><figcaption class="wp-element-caption">Castrum Pilanum, ipotesi di localizzazione a Santo Janni</figcaption></figure>



<p>La ricognizione tecnica, effettuata sui ruderi, dà modo di pensare ad una struttura quadrata o rettangolare di 15 m X 10 m di lato, possente, i muri sono privi di contrafforte, ma appaiono ben radicati nel terreno. A sud-est di essa è ancora conservata nella sua originale integrità una cisterna per la riserva delle acque piovane di notevole capacità volumetrica. Una porta, in pietra del luogo, sicuramente posteriore al fabbricato, consente l&#8217;accesso alla cisterna.</p>



<p>Sono visibili e ben conservate delle pseudo-finestrelle non scavate nel muro, bensì appositamente costruite.</p>



<p>Per risalire con certezza all&#8217;epoca della costruzione bisogna istruire indagini serie e di rigore scientifico, effettuare scavi e rilevazioni che porterebbero sia alla datazione relativa che a quella assoluta del rudere.<br>Lo storico tuttavia, oltre a servirsi di questi preziosissimi mezzi tecnici, attinge alle fonti scritte.</p>



<p>Lascio quindi a chi vorrà occuparsene, il compito di effettuare gli scavi e le onerose rilevazioni.</p>



<p>Le fonti, dalle quali sono state desunte le notizie sul Castrum, dicevo, sono note agli astanti perchè pubblicate da De Felice con rimando al Pratilli, Gattola e tanti altri storici più o meno famosi che però hanno studiato gli stessi testi: il Chronicon Vulturnense, Chronica sacri monasterii casinensis di Leone Ostiense, i Registri della Cancelleria Angioina.</p>



<p>Del resto non è conosciuta al momento altra letteratura che identifichi il luogo.</p>



<p>Luogo che, come dicevo sopra, appare come un fortilizio antico, un castrum.<br>Il castrum ha origini romane, sta a significare non solo un recinto fortificato dove alloggiare soldati, popolazione e bestiame in caso di attacchi nemici, ma è anche punto di osservazione di movimenti di truppe, di merci, di scambi.</p>



<p>Nello specifico, il Castrum Pilanum è posizionato&nbsp;<strong>a circa 500 metri dalla via Casilina</strong>, una via consolare che fa, ma soprattutto faceva, da collegamento tra Roma – Cassino – Capua: un ottimo posto di osservazione, quindi&#8230;</p>



<p>Castrum Pilanum risulterebbe essere stato un ottimo avamposto a protezione del territorio retrostante che afferiva a <a href="https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/castello-conca-della-campania/" class="rank-math-link">Conca, al suo castello</a>, ai suoi abitanti&#8230;</p>



<p>Castrum Pilanum era, inoltre, vicinissimo al crocevia Rufrae (sulla via Casilina) – Porto di Mola sul Garigliano: ottimo posto di scambio di merci per i Romani, i Saraceni, i Benedettini di Montecassino.</p>



<p>Castrum Pilanum: quale luogo fisico più adatto per allocare un figlio oblato a San Benedetto di Cassino qual è stato &#8220;il nostro&#8221; da suo padre Adelgario?<br>Erchempert è infatti stato &#8220;donato&#8221; alla Chiesa così come avveniva frequentemente nel medioevo allorquando in una famiglia vi erano più figli maschi in linea di successione dei beni. Dunque sempre come consuetudine del tempo, il nostro era stato &#8220;dotato&#8221; di beni.</p>



<p>Verosimilmente Castrum Pilanum è stato la sua dote. Al capitolo 44 dell&#8217;Hystoriola, Erchemperto &#8220;ci&#8221; racconta, inferocito, come è avvenuta la depauperazione dei suoi beni &#8220;a pueritia acquisitis&#8221;, cioè avuti fin da piccolo. Appare colà evidente che la sua reazione, diciamo così, irruenta, alla perdita dei suoi beni e i successivi tentativi di riottenerli sono quelli di un normale &#8220;cittadino&#8221; che si vede leso nei suoi elementari diritti quando gli viene tolta la potestà sulla sua civile abitazione!</p>



<p>Mi sia consentito fare a questo punto un commento: è anche in questo passo che traspare la sua umanità; la sua modernità, la sua non convenzionalità, diciamola pure tutta&#8230; il suo essere sui generis.</p>



<p>Castrum Pilanum: quale luogo fisico più adatto dove alloggiare un benedettino di Montecassino extra claustra? Angelario, abate del cenobio, lo vede come uomo di fiducia, lo nomina nunzio presso la Chiesa di Roma: perchè dunque non privilegiarlo assegnandogli la &#8220;cella&#8221;?<br>Castrum Pilanum potrebbe essere stata la &#8220;sua&#8221; cella.</p>



<p>La cella, nella prima accezione del termine, è un luogo di eremitaggio e di contemplazione che è stato frequentemente assegnato ai religiosi che hanno preso i voti, come segno di distinzione.</p>



<p>E&#8217;quanto è accaduto, e bisogna sottolinearlo, al nostro concano d.o.c. per il ruolo alto che gli era stato assegnato.</p>



<p>Infine, con molta probabilità, Castrum Pilanum fu identificato come l&#8217; &#8220;ecclesia Sancti Johannis de Conca Loco Pilano&#8221; ossia una delle chiese date in oblazione a Montecassino tra il 1058 e il 1071.</p>



<p>Fenomeno studiato dallo storico Galasso che vede la trasformazione di taluni insediamenti fortificati in pievi fortificate divenute poi vere e proprie parrocchie.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La seconda ipotesi &#8211; Valle</h3>



<p>La mia seconda ipotesi di percorso vede Castrum Pilanum ubicato sulla&nbsp;<strong>pianura de La Valle</strong>, prospiciente il fiume Publìco così come si potrebbe evincere da una cartina topografica elaborata nel 1635 dalla Diocesi di Teano e molto diffusa dalle nostre parti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="552" height="484" src="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/castrum-pilanum-ipotesi2-big.jpg" alt="Castrum Pilanum, ipotesi località Valle" class="wp-image-5083" title="Ricominciare da Castrum Pilanum" srcset="https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/castrum-pilanum-ipotesi2-big.jpg 552w, https://www.concadellacampania.info/wp-content/uploads/2020/03/castrum-pilanum-ipotesi2-big-300x263.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 552px) 100vw, 552px" /><figcaption class="wp-element-caption"> Castrum Pilanum, ipotesi località Valle</figcaption></figure>



<p>Se viene esaminata dal punto di vista strategico, il posizionamento del Castrum in questo luogo avrebbe avuto un senso come avamposto del Castrum Conchae solo rispetto alla possibilità di attacchi nemici provenienti da Sipicciano – Vezzara, ovvero dalla gola del Rio Pecce, che fa da spartiacque tra i paesi di Vezzara e Galluccio.</p>



<p>L&#8217;ipotesi è percorribile solo tenuto conto che i Saraceni si addentrarono nelle zone montane senza eccessivi problemi, ma nell&#8217;881, quando Castrum Pilanum fu distrutto, essi venivano dalla via Casilina, come ci racconta Erchemperto, insieme con i Napoletani&#8230;</p>



<p>Se ne deduce che forse sarebbe stato più utile che fosse stato costruito sul versante opposto, ovvero in località Via Chiana, come torre di avvistamento o similare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La terza ipotesi &#8211; Montagna di Conca</h3>



<p>La terza ipotesi “vede” Castrum Pilanum posizionato sulla dorsale est della cosiddetta &#8220;Montagna di Conca&#8221;.</p>



<p>Se si presta attenzione alle cartine geografiche si può riconoscere in Pidiani (da Pidiani a Pilani il passo è breve!) un toponimo utile alla nostra causa di riconoscimento dell’eventuale sito.</p>



<p>Anche questo luogo è situato ai piedi di un monte, in zona pianeggiante per un tratto e poi scoscesa fino ad estendersi verso un rivo, quello delle “Settefontane” che scorre verso oriente, verso Potete, la Starza, fino a confluire a sua volta nel Volturno.</p>



<p>Dal momento che l’avvio delle nostre indagini parte dalla localizzazione di un castrum, è verosimile la sua potenziale passata esistenza: è molto vicino a Conca, è sistemato “ab oriente&#8221; rispetto al Castrum Conchae, si spiegherebbe dunque la sua natura difensiva.</p>



<p>Non pare, purtroppo, che si ricordino in loco, ruderi antichi. E’ pur vero che questi terreni sono stati luoghi di battaglie e di razzie nel corso dei secoli e tutti i materiali recuperabili (mattoni, travature ed altro) sono stati riutilizzati in nuove costruzioni.</p>



<p>Potrebbe essere accaduta la medesima cosa ai ruderi “arcis castri Pilani&#8221;, se il Pratilli ha conservato un minimo di attendibilità quando si riferiva alla presenza di una rocca.</p>



<p>In sintesi posso così concludere la mia tesi mantenendo per buona ( fino a dotta e incontrovertibile confutazione da parte di chi riuscirà a dimostrarlo) la prima ipotesi formulata, e cioè:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Castrum Pilanum viene costruito in epoca romana come fortilizio.</li>



<li>Cessata la sua funzione originaria &#8220;càpita&#8221; tra i beni assegnati al padre di Erchemperto, che a sua volta lo favorisce dandoglielo in dote.</li>



<li>Essendo stato sede di eremitaggio, viene trasformato in chiesa e pieve.</li>



<li>Il primitivo Castrum assume il toponimo di &#8220;loco Pilani&#8221; finendo così in una sorta di dimenticatoio.</li>
</ol>



<p>&#8230;ricominciare da Castrum Pilanum è quanto è auspicabile faccia questa nostra comunità per scrivere un pezzo mancante alla storia dei grandi di questa terra martoriata dagli eventi.</p>



<p>Grazie a tutti.</p>
<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
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