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	<title>Aniello Parma &#8211; Concadellacampania.info</title>
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		<title>Nel 1812 Conca e Roccamonfina chiedono al re l’uso promiscuo dei demani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aniello Parma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 03:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Nel 1812, essendo in vigore la legge 1 settembre 1806 sulla ripartizione dei demani e lo scioglimento delle promiscuità (1), i due comuni di Conca e Roccamonfina chiedono all’Intendente della Provincia di Terra di Lavoro, e quindi al re Giacchino Napoleone, di poter continuare ad usare in promiscuità una parte dei rispettivi demani confinanti. Tale proposta nasce dalla convenienza di detta indivisione, poiché il succitato terreno coltivato a pascolo è in una posizione naturale e climatica tale che la parte di Roccamonfina offre l’utilizzo del solo pascolo estivo e quella di Conca del solo pascolo invernale. L’intendente, attenendosi alla normativa </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>

<p>Nel 1812, essendo in vigore la legge 1 settembre 1806 sulla ripartizione dei demani e lo scioglimento delle promiscuità <strong>(<a href="https://www.concadellacampania.info/25/09/2020/demani-conca-rocca/#nota-1" class="rank-math-link">1</a>)</strong>, i due comuni di <a href="https://www.concadellacampania.info/comune-di-conca-della-campania/" class="rank-math-link"><strong>Conca</strong></a> e <strong>Roccamonfina</strong> chiedono all’Intendente della Provincia di Terra di Lavoro, e quindi al re <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gioacchino_Murat" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">Giacchino Napoleone</a>, di poter continuare ad usare in promiscuità una parte dei rispettivi demani confinanti.</p>



<p>Tale proposta nasce dalla convenienza di detta indivisione, poiché il succitato <strong>terreno coltivato a pascolo è in una posizione naturale e climatica tale che la parte di Roccamonfina offre l’utilizzo del solo pascolo estivo e quella di Conca del solo pascolo invernale</strong>.</p>



<p>L’intendente, attenendosi alla normativa prevista dall’art.9 delle Istituzioni del 10 marzo 1810 <strong>(<a class="rank-math-link" href="https://www.concadellacampania.info/25/09/2020/demani-conca-rocca/#nota-2">2</a>)</strong>, ratifica la proposta avanzata dai due comuni, dopo il sopralluogo effettuato dal Segretario Generale di Stato Santangelo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rapporto dell&#8217;Intendente al Ministro, 23 maggio 1812</h3>


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				<div class="wps-quote-inner">
					<p></p>
<p><em>L&#8217; Intendente di Terra di Lavoro A S.E. il Ministro dell&#8217;Interno</em></p>
<p><em>Eccellenza. Il Comune di Roccamonfina ha un demanio promiscuo coll&#8217;altro di Conca; la parte che guarda Roccamonfina, non offre che il solo pascolo estivo, mentre per la rigidezza del clima nell&#8217;inverno è coverta interamente dalle nevi; all&#8217;opposto l&#8217;altra parte che riguarda Conca è solo idonea al pascolo estivo.</em></p>
<p><em>I decurionati di ambedue i Comuni hanno espresso i di loro voti per conservare la promiscuità.</em></p>
<p><em>Il già Segretario generale signor Santangelo avendo sopra luogo riconosciuto questa convenienza, mi propose di potersi far dritto a&#8217;di loro voleri.</em></p>
<p><em>Io trovo tal domanda preveduta dal l&#8217;art. 9 delle istruzioni de&#8217; 10 marzo 1810. Sicchè prego V. E. di benignarsi impetrare da S. M. che rimanga con servata la promiscuità reciproca tra Comuni di Conca e Roccamonfina.</em></p>
<p><em>Ho l&#8217;onore di ripeterle i sentimenti dell&#8217;alta mia stima e profondo rispetto.</em></p>
<p></p><span class="wps-quote-cite">Il Duca di Alanno</span>				</div>
			</div>
		



<h3 class="wp-block-heading">Ministeriale riscontro, 17 giugno 1812</h3>


			<div class="wps-shortcode-wrapper wps-quote wps-default " id="wps-quote">
				<div class="wps-quote-inner">
					<p></p>
<p><em>Il Ministro dell&#8217;Interno Al Signor Intendente di Terra di Lavoro.</em></p>
<p><em>Signor Intendente. Col rapporto de&#8217;23 dello scorso mese di maggio proponete di far continuare la promiscuità su di un demanio posseduto da&#8217; Comuni di Roccamonfina e Conca. S. M. si è degnata di approvare il vostro progetto, per cui vi autorizzo a disporne la esecuzione.</em></p>
<p></p><span class="wps-quote-cite">Giuseppe Zurlo</span>				</div>
			</div>
		



<h3 class="wp-block-heading">Note</h3>



<p id="nota-1"><strong>(1)</strong> La legge 1 settembre 1806 fu una della leggi eversive della feudalità, attuate tra il 1806 e il 1808, con le quali il re <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Bonaparte" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">Giuseppe Bonaparte</a> abolì la feudalità nel Regno di Napoli.</p>



<p id="nota-2"><strong>(2)</strong> Art. 9. — È possibile che vi siano de’ casi particolari da far eccezione alla regola dello scioglimento delle promiscuità. Tali sono i casi in cui una parte sia di pascoli estivi, e l’altra di pascoli d’inverno, o in cui le terre sieno divise in pascoli di diversa specie d’animali. In questi ed altri casi simili, i Commessari, dopo il più diligente esame, vedranno quello che assolutamente e indispensabilmente debba rimanere in comunione, e lo lasceranno in questo stato, riferendone al Ministro dell’Interno, che prenderà i nostri ordini. [Decreto 10 marzo 1810. Approvazione delle Istruzioni al Commissari per la divisione dei demoni e lo scioglimento delle promiscuità.]</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bibliografia e Fonti</h3>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.concadellacampania.info/bibliografia-conca-della-campania/#conca-della-campania-storia-tradizioni-e-immagini">Conca della Campania: storia, tradizioni e immagini</a>, Aniello Parma, Nuove Edizioni Ci.esse.ti, 1985</li><li>Supplimento del Bullettino della commissione feudale n°35, Napoli 1854</li></ul>
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		<title>Credenze e superstizioni a Conca della Campania</title>
		<link>https://www.concadellacampania.info/19/06/2020/credenze-superstizioni-conca/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Aniello Parma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo contenuto è tratto da <a rel="nofollow" href="https://www.concadellacampania.info">Concadellacampania.info</a></p>
<p>Il malocchio Molti rovesci di fortuna e malesseri fisici nel passato erano attribuiti al malocchio. Per scoprire se una persona era stata oggetto di malocchio si usava riempire un piatto con dei chicchi di grano e versarvi sopra dell’acqua, se si formavano bollicine era segno che la jattura c’era. Altro metodo era quello di versare gocce d’olio dentro un reci­piente con dell’acqua, se c’era il malocchio le gocce d&#8217;olio tendevano ad allargarsi. La paura A volte chi subiva un forte spavento ricorreva ad una persona esperta che con pratiche e preghiere segrete gli “levava la paura”. Animali portafortuna e portasfortuna </p>
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<h6 class="wp-block-heading">Il malocchio</h6>



<p>Molti rovesci di fortuna e malesseri fisici nel passato erano attribuiti al malocchio. Per scoprire se una persona era stata oggetto di malocchio si usava riempire un piatto con dei chicchi di grano e versarvi sopra dell’acqua, se si formavano bollicine era segno che la jattura c’era. Altro metodo era quello di versare gocce d’olio dentro un reci­piente con dell’acqua, se c’era il malocchio le gocce d&#8217;olio tendevano ad allargarsi.</p>



<h6 class="wp-block-heading">La paura</h6>



<p>A volte chi subiva un forte spavento ricorreva ad una persona esperta che con pratiche e preghiere segrete gli “levava la paura”.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Animali portafortuna e portasfortuna</h6>



<p>Anche gli animali possono portare sfortuna o fortuna, alla prima categoria appartengono i gatti e le civette, alla seconda le lucertole a due code.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Janare e lupi mannari</h6>



<p>Un’altra credenza, era quella di pensare che chi nasceva a mezzanotte del 24 dicembre, una volta divenuto adulto, si sarebbe trasformato nelle notti di luna piena in lupo mannaro se maschio, in janara se femmina.</p>



<p>Per salvarsi dal lupo mannaro, che di notte si aggirava per il paese, era sufficiente salire il terzo gradino di una scala, offrirgli del latte oppure mostrargli una croce.</p>



<p>La janara, invece, era una specie di strega che di notte entrava nelle stalle e rubava gli asini, riportandoli solo all’alba sfiancati, sudati e con le criniere intrecciate all&#8217;inverosimile. Per scongiu­rare il pericolo delle janare si poneva all’entrata della stalla un sacchetto di sabbia o una scopa di saggina, in modo che la janara avrebbe passato tutta la notte a contare i grani di sabbia o a intrec­ciare i fili della scopa, senza molestare gli animali.</p>



<p>Si riteneva che non correva alcun pericolo con lupi mannari, janare o spiriti, colui che era nato nel mese di gennaio.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h6 class="wp-block-heading">Bibliografia e Crediti</h6>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.concadellacampania.info/bibliografia-conca-della-campania/#conca-della-campania-storia-tradizioni-e-immagini" class="rank-math-link">Conca della Campania: storia, tradizioni e immagini</a>, Aniello Parma, Nuove Edizioni Ci.esse.ti, 1985</li><li>L&#8217;illustrazione delle janare intorno al noce di Benevento è tratta da Enrico Isernia, Istoria della città di Benevento dalla sua origine fino al 1894, Volume Primo, pag. 214, Benevento, Stabilimento Tipografico A. D&#8217;Alessandro e Figlio, 1895.</li></ul>
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